Cronaca nazionale

La previdenza sociale integrativa, dubbi e limitazioni

La previdenza sociale integrativa, dubbi e limitazioni

di Paolo Iusco
Il sistema previdenziale italiano per tutti i lavoratori ancora in attività sta diventando motivo di forti preoccupazioni legate alle continue modificazioni delle sue regole, al progressivo e continuo cambiamento dello status quo, tale da conferire sempre più al sistema pensionistico italiano i contorni ed i colori di un biglietto della lotteria. Un caso molto complesso, è quello degli Agenti di Commercio, categoria obbligata al versamento di doppi contributi previdenziali, all’INPS come tutti ed inoiltre anche all’ENASARCO. La questione sotto l’aspetto giuridico è raffinatamente complessa, un architrave di norme e regole che vede gli Agenti a loro dire patire diverse illegittime imposizioni, come l’obbligatorietà al versamento del contributo seppur integrativo, nonchè, l’imposizione di provvedimenti deliberati da Enasarco peraltro in concertazione con gli organi preposti al controllo, che anzichè tutelare gli agenti li penalizzano fortemente, imposizioni che minano, ledono e violano il diritto di proprietà dei contributi versati dagli Agenti. Una serie di scelte e decisioni che in tutti questi anni gradualmente hanno cambiato radicalmente lo status quo dell’ente. Gli Agenti fortemente preoccupa ti stanno cercando di mettere in risalto la questione, discutendo e commentando il tema: “La Restituzione dei contributi Enasarco è un utopia?”

Sul web si stanno aprendo accese discussioni, accuse di cattiva e interessata gestione del bene comune, si parla di violazione dei diritti del cittadino lavoratore, di violazione dei diritti di proprietà, di discriminazione etica, di tutto di più; gli animi sono molto accesi, fortunatamente i toni sono pacati, proprio perché la calma è il primo requisito per svolgere la professione dell’Agente di Commercio. Questo clima di lucida e fredda calma è un substrato altamente fertile, nel quale sta radicando il seme fondativo della discussione “Restituzione dei contributi Enasarco”. Germogliano e fioriscono confronti, uno scambio di informazioni, ognuno racconta i propri dubbi. Per esempio: 1)Ho cambiato mestiere, sono stato assunto, perché devo perdere i contributi versati all’Enasarco? 2)Vorrei investire nella mia attività, non riesco ad accedere al credito, corro un grave rischio di fallire, perché non devo poter ricapitalizzare la mia azienda con i miei fondi contributivi integrativi disponibili versati all’Enasarco? Non poter riscattarli aumenta il rischio di default che scatena la conseguente perdita dei propri soldi versati per via della cessazione gioco forza della mia attività.

3)Visto che pago contributi obbligatori all’INPS e integrativi ad ENASARCO, perché non dovrei poter cambiare l’Istituto Assicurativo visto che oltretutto non mi fido di come viene gestito il patrimonio e i fondi di investimento da Enasarco? Queste le domande più sollevate, l’attività di confronto e di discussione tra vari agenti che hanno creato il gruppo “Class Action Enasarco” su Facebook, hanno consentito di stilare un primo documento contenente una lista di domande da sottoporre sul web, per creare il primo sondaggio di opinione della categoria. Anche per ridurre la disinformazione, fare in modo che vengano messe in luce le criticità, per poter correggere e risolvere questi problemi che causano moltissima apprensione e preoccupazione agli agenti di commercio. Queste le domande del sondaggio: PRIMO QUESITO Secondo te, può Enasarco, oggi, soggetto a DIRITTO PRIVATO, perseguire finalità di pubblico interesse mediante la gestione di forme di pensioni INTEGRATIVE OBBLIGATORIE a favore degli Agenti e Rappresentanti di Commercio ai sensi della legge 2 febbraio 1973, n. 12?

Considerando anche che l’art. 1 di tale legge sancisce che “l’Ente nazionale di assistenza per gli agenti e rappresentanti di commercio, ENASARCO, già riconosciuto con Regio Decreto 6 giugno 1939, n. 1305, è dotato di personalità giuridica di DIRITTO PUBBLICO ed è sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e della previdenza sociale.” Per cui, dell’una, l’altra. SECONDO QUESITO Secondo te, può un soggetto a DIRITTO PRIVATO richiedere versamenti OBBLIGATORI per PENSIONE INTEGRATIVA? Se la pensione è integrativa, lo dice la parola stessa, è ad integrazione di un servizio già erogato, ed il servizio erogato OBBLIGATORIAMENTE viene fatto dall’INPS. Perciò dovrebbe essere l’INPS a richiederne l’INTEGRAZIONE e non l’ENASARCO ma ne dubito che l’INPS richieda tale integrazione posto il fatto che già versiamo le quote fisse più le ADDIZIONALI in base al reddito per l’accantonamento della pensione!

TERZO QUESITO Visto che ENASARCO è un soggetto a DIRITTO PRIVATO, secondo te, l’agente dovrebbe avere facoltà di scegliere se aprire una PENSIONE INTEGRATIVA presso questo ENTE o altro Istituto Assicurativo da lui scelto liberamente? QUARTO QUESITO Ad oggi, non è possibile ricongiungere i contributi previdenziali dall’ENASARCO all’INPS. Con la soppressione della AGENSUD (Agenzia per la promozione dello sviluppo nel Mezzogiorno Ente pubblico avente personalità giuridica propria) all’epoca dei fatti, la normativa (articolo 14 bis della Legge n. 96/1993) prevedeva due opzioni, una delle quali (di seguito chiamata ricongiungimento) prevedeva che i contributi precedentemente versati dai dipendenti, vale a dire dalla AGENSUD all’INPS, fossero ricongiunti con quelli che sarebbero stati versati successivamente dal Ministero ad un diverso ente previdenziale, vale a dire l’INPDAP (Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica).

Nel caso nostro, vero sì che l’ENASARCO non è ancora stato soppresso (ci si chiede da anni il perché), dato che la nostra categoria è ormai orfana di un Albo specifico alla CCIAA soppresso nel 2013 ed ora siamo assimilati a qualsiasi altra attività economica (che versa i contributi solo all’INPS) con la presentazione della SCIA, perché allora non è data la possibilità di ricongiungere i contributi all’INPS per i periodi, eventualmente, scoperti e riscattare quelli eccedenti? Secondo te, all’Agente dovrebbe essere concessa questa possibilità? QUINTO QUESITO L’art. 14 – Divieto di discriminazione – del Protocollo della Corte Europea dei diritti dell’Uomo sancisce che: “Il godimento dei diritti e delle libertà riconosciuti nella presente Convenzione deve essere assicurato senza nessuna discriminazione, in particolare quelle fondate sul sesso, la razza, il colore, la lingua, la religione, le opinioni politiche o quelle di altro genere, l’origine nazionale o sociale, l’appartenenza a una minoranza nazionale, la ricchezza, la nascita od ogni altra condizione”.

Nel caso di specie, la nostra Categoria risulta essere discriminata rispetto ad altre categorie lavorative essendo l’unica in Italia a versare i DOPPI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI OBBLIGATORI, tant’è che anche i PROCACCIATORI D’AFFARI e i SUB AGENTE sono esclusi da tale obbligo, ma pur sempre analoga attività svolgono. Certi mandanti offrono contratti di procacciatore giusto per economizzare sui contributi ma di fatto il collaboratore è un Agente a tutti gli effetti. Secondo te, siamo una categoria discriminata rispetto alle altre? SESTO QUESITO Premesso che la Corte Europea dei diritti dell’Uomo ribadisce che l’articolo 1 del Protocollo n. 1, comprende tre diverse norme: “la prima norma, enunciata nella prima frase del primo comma, è di natura generale ed enuncia il principio del diritto al rispetto dei propri beni; la seconda norma, contenuta nella seconda frase del primo comma, riguarda la privazione della proprietà e la sottopone a determinate condizioni; la terza norma, enunciata nel secondo comma, riconosce agli Stati Contraenti il diritto, tra le altre cose, di disciplinare l’uso dei beni in modo conforme all’interesse generale. Le tre norme, non sono, tuttavia, “distinte” nel senso di essere svincolate.

La seconda e la terza norma si occupano di casi particolari di ingerenza nel diritto al rispetto dei beni, e dovrebbero pertanto essere interpretate alla luce del principio generale enunciato nella prima norma” (si veda, tra le altre, James e altri c. il Regno Unito, 21 febbraio 1986, § 37, Serie A n. 98; Iatridis c. Grecia [GC], n. 31107/96, § 55, CEDU 1999-II; e Beyeler c. Italia [GC], n. 33202/96, § 98, CEDU 2000-I). Secondo Te ENASARCO viola le norme l’Art. 1 del Protocollo della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, la prima norma negandoci il principio del diritto al rispetto dei nostri beni (versamenti), la seconda norma privandoci della nostra proprietà (versamenti) e li sottopone a determinate condizioni? SETTIMO QUESITO Esaminando inoltre la terza norma dell’Art.1 del Protocollo della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, premesso che lo Stato nella persona del Presidente della Repubblica, come indicato nella Legge 2 febbraio 1973, n. 12, potrebbe benissimo modificare lo statuto a salvaguardia della categoria e nel rispetto del Protocollo della Corte Europea, secondo te lo Stato deliberatamente viola la terza norma omettendo di disciplinare l’uso dei beni della categoria in modo conforme all’interesse generale?

Visualizza Commenti (2)

2 Comments

  1. alessandro Caldarera

    12 marzo 2014 at 08:13

    Questo è il momento di cominciare a muoversi, cercando di andare (più numerosi possibile) a Roma a manifestare!!

  2. Gaetano

    13 marzo 2014 at 06:09

    Finalmente qualcuno sta rimettendo in discussione una anomalia che va contro la categoria degli agenti di commercio.
    Ho 62 ani, ho smesso di fare l’agente di commercio nel 1994, dopo aver versato 19 anni di contributi ENASARCO, per passare alle dipendenze dirette.
    All’epoca per aver diritto alla pensione erano necessari 15 anni di versamenti, successivamente sono diventati 20 ma di questa variazione sono venuto a saperla per puro caso.
    Non potendo più versare l’anno mancante poiché erano scaduti i termini di legge, e dopo svariati tentativi non andati a buon fine, altro non mi rimarrebbe che versare volontariamente altri 6 anni. Fatto il calcolo complessivo, non raggiungerò mai la quota prevista né ho possibilità di vedere restituito il versato.
    Nel 1994, anno di cessazione dell’attività, i contributi versati ammontavano a 36.000 euro ( sono da rivalutare ad oggi )

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altro in Cronaca nazionale

city toys

City toys, in cinque dovranno rispondere per concorso in truffa continuata

Antonio Catacchio1 ottobre 2016

Scuola, al via il primo giorno. Arrivederci estate…..

Daniele D'Amico12 settembre 2016

Omicidio di Corsico: l’assasinio di Iulian Razvan Laszlo

Antonio Catacchio22 giugno 2016
Antitrust

Antitrust e GdF: stop a 174 siti

Pierfrancesco Caira18 marzo 2016

Farmacie Puglia: assegnazioni nuove sedi dal 31 gennaio

Antonio Catacchio29 gennaio 2016

Trivellazioni, sì della Consulta al referendum

Vincenzo Demichele22 gennaio 2016

Primo interpello concorso sedi farmaceutiche

Antonio Catacchio13 dicembre 2015

Concorso Straordinario Farmacie Regione Puglia

Mariangela Lomastro19 ottobre 2015

Chiesa e Sinistra: quasi amici

Ricky Violante16 ottobre 2015

Il primo magazine online di informazione regionale, nazionale ed estera, libero ed indipendente.

Testata registrata n. 1093/2011, reg. 16, Tribunale di Bari.

Direttore responsabile: Antonio Cesare Catacchio

Invia articoli

© 2009-2016 Il corriere delle Puglie - Edito da Associazione InformAEticamente - http://www.informaeticamente.it