Arte, cultura e spettacolo

Come ti racconto… il viaggio al tempo del web 2.0

Come ti racconto… il viaggio al tempo del web 2.0

di Enrica D’Acciò
In principio fu “Il Milione”, trascritto alla fine del 1200 da Rustichello da Pisa dalla viva voce di Marco Polo. Poi ci fu “Il Viaggio in Italia”, il resoconto del Grand Tour di Goethe nel Belpaese, nel 1817. All’inizio degli anni ’70 arrivarono infine i saccopelisti australiani che diedero il via alla fortunatissima impresa editoriale della Lonely Planet. E oggi, come si racconta un viaggio? Come le tecnologie digitali della comunicazione aiutano i viaggiatori a comunicare i sogni nascosti in luoghi vicini e lontani? E’ questo è il tema dell’incontro “Come ti racconto il viaggio al tempo del web 2.0”, organizzato nei giorni scorsi a Molfetta dalla cooperativa Camera a Sud. Al centro del dibattito, l’esperienza di viaggi e di vita di un gruppo di viaggiatori sui generis, i pedalatori di “Apulia Slow Cost” e i camperisti astronauti del Vostok 100K: due esperienze diversissime, unite tuttavia dalla voglia di vivere un viaggio lento e il più possibile raccontato, vissuto e condiviso.

Michele Guarino, architetto di origini campane trapiantato a Molfetta, è stato l’ideatore e il “pedalatore” del progetto “Apulia Slow Cost”, un viaggio in pedalò di due settimane e 423 miglia, da Marina di Lesina, in capitanata, a Marina di Ginosa, nel tarantino, tutt’attorno alla Puglia. Per ognuna delle 15 tappe, Michele Guarino ha fatto salire a bordo del suo pedalò, ribattezzato “Brancaleone”, artisti, politici, imprenditori e scrittori per raccontare, di volta in volta, di tappa in tappa, piccoli pezzi di costa pugliese. Ne è nato un web doc, un sito internet che raccoglie le web interviste, il live blogging, le foto, i racconti e gli appunti di viaggio raccolti sul pedalò e sulla costa. Un equipaggio di terra, composto da video maker, esperti social e copywriter, ha permesso di seguire momento dopo momento l’avventura lenta del viaggio in pattino.

«Prima della partenza – commenta a riguardo il pedalatore Michele Guarino – oltre alla preparazione atletica, ci siamo occupati della programmazione social, sviluppando una community che sui social potesse creare massa critica al nostro progetto, potesse sostenerlo con idee, suggerimenti e partecipazione. L’idea era di riscoprire il territorio costiero pugliese da un punto di vista inedito, dal mare verso la costa, con spirito innovativo e mezzi inconsueti». Un viaggio lento nel procedere ma rapidissimo nel comunicare, insomma, un format di promozione territoriale pronto ad essere presentato anche in altri contesti, diversi da quelli pugliesi. Un viaggio lento, a bordo di un camper dell’82 ribattezzato Vostok, come la navicella spaziale sovietica, è l’esperienza di Lorenzo Scaraggi, fotografo e navigatore, e Peppino Guardapassi, marinaio e pilota.

Amici di vita e di avventure, dopo essersi reciprocamente rodati in un lungo viaggio in Italia e, a seguire, nel deserto marocchino, Lorenzo e Peppino hanno deciso di offrire la loro personale esperienza di chilometri e strada a tutti. L’equipaggio del Vostok, armato solo di un pc, un cellulare e la reflex di Lorenzo, ha cominciato a trasmettere. Sono state così pubblicate on line le foto e i video del viaggio nell’Europa del Nord: decine e decine di chilometri immortalati dall’Iphone, trasformato per l’occasione in una camera-car. Per il viaggio successivo, ad Est fino alla Cappadocia, l’equipaggio ha optato per un blog, un diario di viaggio di foto e parole «per raccontare i personaggi incredibili che abbiamo incontrato, i luoghi misteriosi e inattesi come le “città invisibili” di Italo Calvino», spiega Lorenzo Scaraggi.

Nonostante la strumentazione spartana, i vostoknauti si sono accorti che qualcosa era cambiato: «Il racconto del viaggio, che prima si scriveva a posteriori, l’abbiamo scritto mentre avveniva. Ci siamo così accorti che qualcosa stava accadendo, sulla rete. Le foto, le descrizioni che pubblicavamo regalavamo emozioni a chi ci seguiva dall’altra parte dello schermo. Avevamo già creato la nostra comunità di sognatori». Il diario di bordo segna già la prossima tappa: il giro del mondo, 100.000 kilometri in solitaria, e, si spera, l’accordo con una produzione televisiva per trasformare il sogno di due viaggiatori nel sogno di tutti.

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