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“Diciannove e settantadue”, nel ricordo di Pietro Mennea

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“Diciannove e settantadue”, nel ricordo di Pietro Mennea
Daniele D'Amico

di Daniele D’Amico
Non poteva che chiamarsi così, come quelle cifre che hanno cambiato la sua storia: “Diciannove e settantadue”, il documentario di Sergio Basso che racconta Pietro Mennea, record mondiale dei 200 metri nel 1979 e medaglia d’oro alle Olimpiadi di Mosca, nel 1980. Così come non ci sono dubbi, con la produzione di “Diciannove e settantadue” Sergio Basso è riuscito a toccare le corde emozionali degli spettatori che hanno assistito alla proieizione presso la Mediateca regionale pugliese. “Pietro Mennea è stato un mito della mia infanzia”, queste le parole del regista, nel ricordo dell’uomo prima che del personaggio sportivo. Cosi, quando i produttori Elisabetta Bruscolini e Roberto Bressi gli hanno proposto di girare il docufilm, il regista milanese ha aderito con tanto entusiasmo, lo stesso entusiamo che ha avuto Sara Libera Mainieri presidente in quel di Taranto dell’Associazione Culturale Eris, di collaborare a questo progetto.

Fa certamente piacere che l’Associazione Eris di Taranto con la sua squadra al completo (Ilaria Longo, Simona De Bartolomeo, Madda D’amicis e Raffaello Castellano) abbia risposto positivamente all’invito di Angelo Daragona gestore della Mediateca regionale pugliese, per la realizzazione di questo splendido evento culturale. Durante la proiezione di “Diciannove e settantadue” le immagini, che scorrono velocemente, raccontano sia in bianco e nero sia a colori, le prestigiose prestazioni sportive di Pietro Mennea, icona di uno sport pulito che oggi in molti rimpiangono, ma soprattutto la moralità di un uomo che ha speso tutto per dare lustro alla sua amata Puglia e a tutta l’Italia. La testmonianza della madre di Mennea dopo l’ultima esaltante vittoria fa capire il contesto umile e genuino della crescita del campione, che è certamente da prendere come esempio per i tanti giovani che si affacciano alle discipline sportive sognando di diventare bravi e famosi. Ecco, sarebbe riduttivo pensare che il Mennea raccontato in “Diciannove e settantadue” sia solo una splendida figura sportiva. No, il regista Sergio Basso ha voluto mixare l’aspetto umano con l’aspetto sportivo.

Il messaggio che viene fuori da docufilm è certamente uno: per vincere nello sport bisogna soprattutto vincere nella vita di tutti i giorni, con umiltà e sacrificio. Non ricorrendo a facili scorciatoie che luccicano nell’attuale società. “Diciannove e settantadue” è stato l’ultimo evento della rassegna “Momenti di glorie e miti dello sport“, presso la Mediateca regionale pugliese, luogo in cui si respira aria di cultura, ma soprattutto dove le varie associazioni presenti sul territorio possono confrontarsi e intraprendere nuovi progetti. Alla serata vi è stata anche la partecipazione dell’ex calciatore Antonio Di Gennaro, attualmente opionionista sportivo sulle reti Sky. Non poteva esserci evento migliore per onorare la Freccia del sud in occasione del primo anniversario della sua scomparsa. Pietro Mennea, nato Barletta il 28 giugno del 1952, stroncato a Roma da un male incurabile il 21 marzo del 2013.

Ecco l’intervista al regista:

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Daniele D'Amico
@1danyda

Nato a Taranto il 25/04/1980, da sempre appassionato di Digital Journalism, Social Network e Digital Marketing. SEO Editor e Social Media Strategist. In costante formazione.

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