Arte, cultura e spettacolo

Pasqua in Puglia, tra riti e tradizioni

Pasqua in Puglia, tra riti e tradizioni
Daniele D'Amico

di Daniele D’ Amico
Pasqua, non solo sinonimo di prime gite fuori porta o vacanze (CartOrange, la più grande azienda italiana di consulenti di viaggio, stima una crescita del 25% di turisti rispetto alla Pasqua 2013), ma anche un contatto ravvicinato con le tradizioni popolari secolari, tra fede e leggende. Un po’ in tutta la Puglia, nelle città come nei paesi, l’aspetto religioso diventa contagiante per pathos ed emozione, e si fa più intenso durante i giorni della Settimana Santa, mescolando la rievocazione dei riti sacri alle radici della cultura e della storia. Cosi dal Gargano al Salento tradizioni e riti arricchiscono il territorio e avvicinano le persone al sentiero religioso. La Puglia, regione che ha visto fiorire nel corso degli ultimi anni una vera e propria rinascita della cultura folkloristica locale, risulta tra le regioni del Sud dove il rispetto delle tradizioni è più sentito.

Comune a tutte le manifestazioni che vengono proposte durante la Settimana Santa è la preponderante dimensione popolare che si rifà direttamente ai “drammi” religiosi del periodo medievale: lunghe processioni che si snodano tra scenari di straordinaria bellezza architettonica e naturale riescono ad infondere in coloro che vi prendono parte tutta la sacralità e l’intensità che caratterizza il periodo della Pasqua. A Bitonto, nella notte del mercoledì santo, due bande cittadine percorrono le vie della città. Simboleggiano Maria e Gesù e così come l’Addolorata non riesce a trovare il figlio, allo stesso modo le due bande non dovranno mai incontrarsi. Risale al 1200 la processione del Venerdì Santo che prende avvio dalla chiesa del Purgatorio al suono di tamburi e flauti. La processione è composta da tre statue, quella del Cristo Morto decorata in oro zecchino, dell’Addolorata scolpita nel legno d’ulivo e illuminata con 111 candele, e del legno Santo. Quest’ultimo è un tempietto traboccante di luci e fiori dove trova riparo un reliquiario costituito da una scheggia della croce del Cristo racchiusa in una grande croce d’argento e cristallo.

La processione si svolge in un clima quasi spettrale. L’illuminazione pubblica e le luci delle abitazioni vengono spente e ai lati delle strade, attraversate dalla processione, si accendono bracieri di legna e pece. A Noicattaro, il giovedì santo, si allestisce un falò davanti alla chiesa della Madonna della Lama. Durante il rito, i membri della congrega della morte e passione di Cristo raccolgono la legna posta davanti alla chiesa, per poi accenderla dopo l’uscita della prima croce della processione. La pira continua a bruciare per tutta la notte, in segno di devozione. Nella città di Taranto, in occasione del venerdì santo, si svolge la cosiddetta  processione dei Misteri, un percorso della durata di 15 ore all’interno del quale vengono sistemate 24 poste tra le statue che rappresentano i vari momenti della passione del Cristo. Le confraternite che si muovono all’interno della processione, indossano un abito candido, uno scapolare che contraddistingue i devoti della Vergine del Carmine e un cappuccio, anch’esso bianco, calato sul viso.

Rigorosamente scalzi, si muovono lentamente tra le vie della città al ritmo di solenni marce funebri eseguite da bande scelte per l’occasione all’interno delle confraternite stesse. A Gallipoli, le campane delle chiese della cittadina si fermano e a chiamare a raccolta i fedeli c’è solo il suono monotono e ripetitivo della troccola, uno strumento simile ad una maniglia che sbatte su un supporto in legno, e il cui suono regola il ritmo lento della processione del Cristo morto. Fede, pathos, inquietudine e teatralità si mescolano nella visione dei penitenti che camminano scalzi e dei confratelli incappucciati che sfilano reggendo le statue dei Misteri Dolorosi, le statue che raffigurano i momenti della Passione. Verso le ore 21, dopo aver attraversato il ponte seicentesco che collega la città nuova al bordo antico, il simulacro della Madonna Addolorata si ferma su uno dei bastioni che affacciano sul porto ed il sacerdote benedice la popolazione ed i pescherecci.

Una delle più importanti e visitate celebrazioni pasquali che si svolgono in territorio pugliese riguarda la cittadina di Alberobello, nota in tutto il mondo soprattutto per le sue singolari abitazioni dal tetto a forma conica, i Trulli. 200 figuranti danno vita da 33 anni ad una straordinaria Passione Vivente, una vera e propria mise en scène dai toni solenni che anima le vie della città la notte del venerdì Santo. Ogni anno, centinaia di turisti provenienti dalle varie zone della Puglia e delle regioni limitrofe si danno appuntamento in questo affascinante e antico borgo per rivivere insieme il dolore del Calvario. La Settimana Santa restituisce ai fedeli il vero senso della Pasqua. Un passaggio, una resurrezione di quei valori che nella società odierna è sempre più difficile trasmettere.

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Daniele D'Amico
@1danyda

Nato a Taranto il 25/04/1980, da sempre appassionato di Digital Journalism, Social Network e Digital Marketing. SEO Editor e Social Media Strategist. In costante formazione.

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