Arte, cultura e spettacolo

“Invasionidigitali: per salvare la cultura bisogna invaderla”

“Invasionidigitali: per salvare la cultura bisogna invaderla”
Candido Marinelli

di Candido Marinelli
“Si può resistere all’invasione degli eserciti, ma non a quella delle idee”. Questo è uno degli aforismi più famosi di Victor Hugo, tratto da “Storia di un crimine” del 1877. Quella che stiamo per raccontarvi è un’invasione che oltre un secolo più tardi, conoscendo la cura estetica e il profondo rinnovamento di temi e forme che il padre del Romanticismo francese ebbe per le sue opere, ne avrebbe condiviso gli intenti e appoggiato le idee. La grande battaglia delle Invasioni Digitali è educare al bello per la sua salvaguardia, con l’utilizzo del web e dei social media. Questo progetto è nato due anni fa in Italia, non poteva essere altrimenti vista la ricchezza del nostro patrimonio culturale e naturale, ma con grosse pecche dal punto di vista gestionale. Le Invasioni Digitali si prefiggono come obiettivo l’utilizzo dei nuovi sistemi di comunicazione nel settore dei beni culturali, per dar vita a una forma partecipata che consenta una comunicazione attiva tra pubblico e istituzioni culturali proiettati ad un futuro che vedrà il modello dell’open access realtà radicata.

Questo è l’intento che ha mosso l’organizzazione di un fitto calendario di “Invasioni Digitali”, 406 per l’esattezza, diffuse in tutto il Belpaese. Un esercito di tutte l’età, armato di smartphone, tablet e fotocamere, alla scoperta di tesori da salvare dall’incuria del tempo e dell’uomo. Segue l’intervista ad Aldo Roselli, un po’ chef un po’ Dottore in Economia, ma grande innamorato della sua terra natia. In collaborazione con il Forum dei Giovani del Comune di Corato, il Forum Città di Giovani di Andria e Forum dei Giovani Comune di Minervino Murge, ha organizzato l’Invasione Digitale che ha compreso il territorio più vasto d’Italia: #LeInvasioniMurgiane. Ed è così che più di 70 partecipati, giunti a Corato da tutto il tacco d’Italia, hanno potuto apprezzare la gloriosa storia dei vicoli del centro storico di Corato, scoprendo la chiesa rupestre di San Vito. La leggenda vuole che sia stata tappa dell’antica via dei Templari, ora è quasi nascosta tra palazzi, passi carrabili non rispettati ed antenne paraboliche.

L’Invasione è continuata tra i colori del Parco dell’Alta Murgia, area della Necropoli di San Magno, la grotta di San Michele con la sua storia di culto e devozione che ha da sempre legato gli abitanti di Minervino Murge, dalle origini della sua fondazione,  fino all’arrivo ad Andria per la visita della Laura Basiliana e della Chiesa di San Domenico. La Laura Basiliana porta ancora i segni dello scempio dell’uomo. Anni orsono, da questo gioiello irrecuperabile, si è “ben pensato” di estrarre materiale per la costruzione delle case private vicine. Forse non tutto è perduto. Forse possiamo ancora salvare la nostra storia. Gli Invasori hanno fretta.
Candido Marinelli
: Cosa sono le invasioni digitali e come è nata l’idea delle “invasioni murgiane”?
Aldo Roselli: E’ un’iniziativa nazionale nata interamente sul web per promuovere il patrimonio artistico-culturale del territorio italiano tramite l’utilizzo di social network, difatti la condivisione di contenuti è alla base di ogni invasione in quanto tramite un post su facebook, un tweet o una foto su instagram si cerca di far conoscere la storia che si nasconde dietro una piazza, una chiesa, un monumento o, come in questo caso, un vero e proprio territorio.

L’idea de #LeInvasioniMurgiane è nata esattamente un anno fa quando su twitter scoprii questa fantastica iniziativa. Mi sono chiesto: perchè non rendere noto un territorio che ha tanto da raccontare e soprattutto da mostrare? Inizialmente avevo pensato di organizzarla già l’anno scorso ma il tempo a disposizione era davvero poco dato che scoprì le Invasioni solo 5 giorni prima dell’inizio dell’evento; per questo ho deciso di organizzare un’invasione molto più grande della mia idea iniziale e ho coinvolto Domenico Paganelli, Presidente del Forum dei Giovani di Corato che sin dall’inizio ha colto l’iniziativa con grande impegno e dedizione. Fondamentale è stato il contributo del Forum Città dei Giovani di Andria con il Presidente Giovanni Lullo e al contributo del Forum Giovani Minervino con la Presidente Lory Lobascio e Vincenzo Lobascio.
C. M.Come è stato il rapporto con gli enti pubblici?

A.R.: Non è stato semplice per vari motivi, in primis la prima problematica è stata di cercare di far capire cosa volessimo organizzare e il perchè del nome Invasioni Digitali, in secundis i tempi burocratici di risposta sono stati molto lenti, a tal proposito abbiamo pensato di iniziare a programmare e organizzare tutto da inizio gennaio. Alcuni enti non hanno colto l’iniziativa e questo ci ha debilitato molto sia a livello morale che organizzativo, per fortuna per amore della nostra terra e di questainiziativa non ci siamo fatti influenzare molto. Nel complesso ci riteniamo soddisfatti del rapporto che si è creato con gli enti di Corato-Minervino Murge e Andria.
C.M.: L’invasione ha il grande merito di rivoluzionare l’approccio all’arte e alle ricchezze del nostro territorio. Non si parla più di pubblico ma di partecipanti all’offerta culturale. Credi che possa essere la soluzione per la tutela del nostro patrimonio?
A.R.: Credo che coinvolgere attivamente i partecipanti nella promozione e diffusione delle ricchezze artistico-culturali della nostra nazione non può che essere un metodo vincente per far conoscere al mondo le nostre bellezze.
C.M.: Può il pubblico dei social riuscire nell’impresa di svecchiare le istutizioni culturali a favore di una concezione più diffusa e magari più attraente per le nuove generazioni?

A.R.: Certo che può, durante la nostra Invasione è stato bellissimo vedere ragazzi minorenni e diversamente giovani fotografare, discutere e condividere i propri contenuti sulle diverse piattaforme online. Coinvolgere il pubblico dei social in iniziative come queste, risulta essere fondamentale soprattutto per attrarre i c.d. nativi digitali in eventi legati alla promozione territoriale.
C.M.: Un resoconto dell’esperienza appena fatta. Prevedi che ci possa essere una seconda edizione?
A.R.: #LeInvasioniMurgiane sono state a dir poco un’esperienza da ripetere, un’invasione fuori dal normale, con 75 persone da gestire in 2 pullman, 3 paesi da invadere, 4 guide da coinvolgere, una colazione ed un pranzo da organizzare ed altro ancora. Come tutte le iniziative c’è stato anche qualche retroscena che ci ha fatto ridimensionare in corso d’opera la nostra invasione, il tutto dovuto alle condizioni climatiche e ai tempi legati agli spostamenti ma nel complesso non posso che essere più che soddisfatto. Sono certo che l’anno prossimo ci sarà una seconda edizione di questo tour.

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