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Le “strade fotovoltaiche” sono ormai una realtà

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Le “strade fotovoltaiche” sono ormai una realtà
Pierfrancesco Caira

Il brillante progetto denominato Solar Roadways era in cantiere da qualche anno ed oggi grazie ad Indiegogo, il sito di crowdfunding creato nel 2008 da Danae Ringelmann, Slava Rubin e Eric Schell, la sua realizzazione non è più un miraggio poichè il denaro raccolto è quasi il doppio dell’obiettivo fissato inizialmente, cioè un milione di dollari. Già dal 2010 erano reperibili online video come questo, più che sufficienti ad attirare l’attenzione degli investitori; come spiegato nel filmato, molti dei componenti necessari alla realizzazione delle strade fotovoltaiche vengono ricavati utilizzando materiali generalmente considerati rifiuti non riciclabili, con indubbi benefici per tutti. Le Solar Roadways contribuirebbero non solo ad incrementare notevolmente la quantità di energia disponibile, a decentralizzare la rete elettrica e a ridurre la dipendenza dai carburanti fossili ma renderebbero altresì la guida molto più sicura e le macchine elettriche l’opzione più logica.

I problemi evidenziati nel primo video sono in seguito stati risolti come chiarito in questo secondo filmato. La strada fotovoltaica è in grado di generare calore per sciogliere neve e ghiaccio, può mostrare messaggi ai guidatori e accendersi in un determinato tratto quando, col buio, pedoni o animali lo stanno attraversando e queste sono solo alcune delle sue strabilianti caratteristiche. L’idea è stata sviluppata dai coniugi Scott e Julie Brusaw (nella foto a destra) a partire dal 2006 ed ottenne già allora un finanziamento dal Dipartimento dei Trasporti USA per la costruzione del prototipo; le celle sono gestite da microprocessori che operano in un raggio di quattro metri, ogni miglio di strada riuscirà a soddisfare il fabbisogno energetico di 500 famiglie e sarà inoltre in grado di immagazzinare l’energia prodotta in eccesso; un altro dei vantaggi consiste nella manutenzione i cui costi saranno quasi eliminati dato che basterà semplicemente sostituire un eventuale pannello non funzionante anzichè riasfaltare un’intera porzione di manto stradale.

La durata delle Solar Roadways è garantita per circa vent’anni, un tempo ampiamente sufficiente affinchè l’infrastruttura si ripaghi da sola, il progetto è talmente innovativo che nello Sato americano dell’Idaho è già in fase sperimentazione, anche favorito dall’interesse che ha mostrato il senatore locale Mike Crapo, lungo i 70 chilometri di autostrada che separano Sandpoint, la città in cui vivono i coniugi Brusaw, da Coeur d’Alene. I centri urbani alimentati esclusivamente da energia pulita non sembrano più un sogno fantascientifico, l’obiettivo che si prefigge il progetto è quello, tanto ambizioso quanto necessario, di sostituire tutto l’asfalto esistente con questa nuova pavimentazione stradale. Le strade fotovoltaiche paiono la miglior soluzione possibile attualmente a disposizione per risolvere i problemi legati alle infrastrutture ed al fabbisogno energetico, ogni nazione dovrebbe pensare ad implementarle nel proprio territorio al più presto.

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