Costume & Società

Chattare senza internet: ecco Firechat.

Chattare senza internet: ecco Firechat.
Antonio Catacchio

di Antonio Catacchio
Se vi trovate in zone senza connessione internet come la metropolitana o, ancora, in uno dei Paesi dove l’uso della rete è limitato e censurato, esiste un’applicazione di messaggistica istantanea che si chiama Firechat, che consente di chattare senza internet. L’app, multi piattaforma, disponibile per Android e iOS, permette a persone non lontanissime tra loro di poter comunicare sfruttando la tecnologia bluetooth o wifi. Ciascun utente poi, come in una catena, può essere “hot spot” per altri utenti, aumentando così gli iniziali limiti spaziali (una sessantina di metri circa) per l’utilizzo dell’applicazione. Quello che Firechat crea è, infatti, una sorta di network fra gli utilizzatori, che cresce nella possibilità di area ricoperta dall’interazione a seconda del numero degli utenti che partecipano alla sessione di chat e della distanza degli uni dagli altri.

L’idea è di una startup, Open Garden, fondata nel 2011 da Micha Benoliel e Greg Hazel. Nel 2012 ha elaborato il primo software proprietario capace di far funzionare questo tipo di tecnologia su smartphone e tablet. Permettendogli di interagire tra loro. Ma anche di diventare piccoli router: cioè punti di accesso alla grande Rete. <<È sufficiente che un cellullare del network abbia la connessione a Internet, perché tutti gli altri dispositivi possano condividerla allo stesso modo>>, semplifica il team.
La possibilità di comunicazione, dalle ultime versioni, risulta operativa anche tra utenti che posseggono sistemi operativi diversi sul proprio smartphone, accrescendo così le potenzialità della app e delle finalità che intende perseguire: una comunicazione integrale, priva di censure e dei capricci di “internet”. Secondo quanto riportava qualche settimana fa il Financial Times, infatti, Firechat sarebbe stata scaricata in maniera massiccia proprio in quei paesi dove esistono gravi lacune in termini di democrazia e v’è un grande controllo degli utenti nell’utilizzo della rete. Un ritmo nel download che cresce ogni giorno di più, secondo quanto rivelano da Opengarden, la software house che ha realizzato l’applicazione.
In molti casi è perfino difficile controllare quante volte è stata scaricato il programma ha dichiarato Christophe Daligault proprio di OpenGarden, perchè spesso per ottenerla in tranquillità ed in completo anonimato, il software viene “depositato” in VPN, reti private, dove si cerca di celarle agli occhi dei governi che intendono “controllare” l’accesso e l’uso della rete.

Al momento è il Medio Oriente l’area geografica col maggior numero di applicazioni scaricate, con Iraq ed Iran in testa, poi Egitto e Giordania. Gli Usa tuttavia sono il primo paese al mondo per il numero di download della app.
Punti di forza di FireChat sono le comunicazioni anonime, in tempo reale, che funzionano anche senza alcuna copertura di Rete. Funzionano meglio quando c’è un’alta percentuale di utenti vicini. Come nel caso di concerti, o metropolitane. Inoltre, può aiutare le persone a rimanere in contatto anche in caso di shutdown. Punti deboli risiedono nel fatto che il modo offline, in questo momento, non riesce a coprire una distanza superiore ai 70 metri e funziona solo con dispositivi che usano lo stesso sistema operativo: iOS con iOS e Android con Android.

Aggiungi un commento

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Costume & Società
Antonio Catacchio
@tonykataklios

Nato a Bari nel freddo gennaio del 1979, non ha intrapreso esclusivamente l'Università della vita, come molti oggi vanno orgogliosamente sostenendo. Oltre a quella infatti si è anche laureato in giurisprudenza presso l'Università degli studi di Bari nel 2009 con una tesi in diritto penale dal titolo "La frode informatica". Dopo aver sostenuto gli scritti per l'esame di avvocato nel dicembre 2011, si inerpica come un dedalo, nella realizzazione di un magazine online iniziando a studiare SEO, SEM e aprendo account online su social media d'ogni genere per iniziare a carpirne funzionamento ed evoluzioni. Tra un lavoro occasionale ed un altro a tempo determinato, dirige e conduce gli aspetti organizzativi del progetto corrieredellepuglie.com, di cui è il maggiore artefice. Nel 2013 fonda insieme a Claudio Santovito, Roberto Loizzo e Teresa Manuzzi l'Associazione InformAEticaMente.it, editrice del corrieredellepuglie.com.

Altro in Costume & Società

Export(Are) bellezza: il modello Puglia nel mondo

Daniele D'Amico27 aprile 2017
Puglia, una meraviglia da scoprire

Puglia, lo spettacolo è ovunque: comunicazione e innovazione

Daniele D'Amico21 aprile 2017
Sanremo: Caterina Balivo contro Diletta Leotta

Sanremo, caso Leotta – Balivo: l’abbigliamento non giustifica violenze e insulti

Daniele D'Amico8 febbraio 2017
padre pio

Padre Pio e le celebrità

Francesco Tiberio23 settembre 2016

Puglia: turismo in forte crescita, anche grazie ai social

Daniele D'Amico14 settembre 2016
Mongolia

La Mongolia di Gengis Khan

Francesco Tiberio2 agosto 2016
Irina Shayk

Irina Shayk baciata dal sole della Puglia

Maria Teresa Trivisano1 agosto 2016
Nessuno Tocchi Abele

Nessuno Tocchi Abele

Antonio Catacchio18 giugno 2016
brindisi

Il brindisi nei Secoli

Francesco Tiberio20 maggio 2016

Il primo magazine online di informazione regionale, nazionale ed estera, libero ed indipendente.

Testata registrata n. 1093/2011, reg. 16, Tribunale di Bari.

Direttore responsabile: Antonio Cesare Catacchio

Invia articoli

© 2009-2016 Il corriere delle Puglie - Edito da Associazione InformAEticamente - http://www.informaeticamente.it