Cronaca estera

MH17, Transasia e Air Algeria: tre disastri aerei in soli sette giorni, ma volare resta sicuro

MH17, Transasia e Air Algeria: tre disastri aerei in soli sette giorni, ma volare resta sicuro
Claudio Santovito

di Claudio Santovito
Gli ultimi due anni si sono contraddistinti per il doppio record di minor numero di incidenti aerei (e conseguentemente di vittime): nella fattispecie, il 2013 si è chiuso con 90 incidenti di aerei commerciali di cui solo 9 hanno riportato vittime per un totale di 173 (dati ICAO). Eppure, in sette giorni sono precipitati – per ragioni diverse tra loro – ben tre aerei. Andiamo in ordine cronologico. Il 17 luglio il volo MH-17/KL-4103 di Malaysian Airlines, decollato da Amsterdam e diretto a Kuala Lumpur, operato da un B777-200 marche 9M-MRD, viene abbattuto in volo nei cieli ucraini da un missile. Non si sa chi lo abbia esploso e perchè: di certo c’è solo il numero delle vittime, 298, tra cui 80 bambini. In queste ore, lentamente, le salme stanno rientrando a Eindhoven. Il 23 luglio un ATR 72 di Transasia che operava il volo GE-222 partito da Kaohsiung e diretto a Makung ha fallito l’atterraggio sull’isola di Penghu, investito dal tifone Matmo: il bilancio è di 47 vittime e 11 sopravvissuti. Il comandante dell’aereo aveva 60 anni e 22.900 ore di volo, mentre il primo ufficiale (39) ne aveva 2.300. Il 24 luglio un aereo dell’Air Algérie, volo AH5017 partito da Ouagadougou (Burkina Faso) e diretto ad Algeri, operato da Md-83, è stato perso dal radar 50 minuti dopo il decollo nei pressi di Kidal, una zona desertica del Mali, sulla quale aveva virato per evitare – forse – una tempesta di sabbia.

A bordo vi erano 116 passeggeri, di cui 80 europei (nella fattispecie 51 francesi). C’è qualche ombra su questo incidente: al di là di un presunto atto di terrorismo, risulta che il velivolo, marche EC-LTV (lo stesso utilizzato dal Real Madrid tra il 2006 e il 2009) era in servizio e in regola con le revisioni: ma, come si apprende dal Corsera, il pilota Mohamed Benzerroug avrebbe dichiarato a un sito algerino che l’aereo aveva alcuni problemi al motore, rilevati anche prima del volo. In una nota l’Eliseo ha spiegato che il velivolo dell’Air Algérie, rinvenuto da un drone, è stato trovato completamente disintegrato nella regione di Gossi (Mali), 50 km a nord del confine del Burkina Faso: fortunatamente è stata rintracciata la scatola nera. Tre disastri, dicevamo, diversi tra loro ma con un minimo comune denominatore: vittime innocenti. Se il MH17 è stato abbattuto da un missile (russo o ucraino poco importa), perchè l’Eurocontrol ha permesso che si sorvolasse quella zona ad alto rischio? Perchè le compagnie scelgono le rotte più brevi e meno costose, vi risponderanno. Ma 298 anime, di cui 80 bambini, non ci sono più. Sono cadute mentre erano in viaggio, mentre andavano in vacanza in una terra nuova. Chissà quanta voglia avevano di volare, viaggiare, scoprire, raggiungere la meta. E di vivere, soprattutto. A loro non importava una rotta piuttosto che un’altra, volevano solo arrivare a destinazione.

Stesso dicasi per il GE-222: in una regione animata da forti venti e con un tifone in transito, non sarebbe stato meglio lasciare quell’aereo (come tanti altri) temporaneamente a terra? E il volo AH5017, davvero era operato da un aereo con dei problemi ai motori? E’ doveroso dire che tutti gli aerei vengono sottoposti periodicamente a controlli generali (revisioni) e prima di ogni decollo il comandante procede a un’ispezione e alla verifica della MEL (minimum equipment list, lista minima di equipaggiamento), necessaria a spiccare il volo. Non possiamo dimenticare che, lo scorso 8 marzo, è sparito un aereo della Malaysian Airlines (il volo MH370) con 239 passeggeri: nell’era del GPS, delle intercettazioni e della geolocalizzazione, siamo stati capaci di perderci un aereo di 63 metri per 60. Non una zanzara, insomma. E ad oggi, non si hanno ancora notizie. Volare, tuttavia, resta sempre sicuro: oltre ai dati indicati all’inizio, ricordiamo come nel 2013 sono decollati ben 32 milioni di aerei, ciò significa che meno di un volo ogni 300.000 ha avuto un incidente e, di questi, solo uno su 3.000.000 è stato fatale. Solo in Italia nel 2013 i morti su strada sono stati 1.791.

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Claudio Santovito
@clasantovito

Scrittore, giornalista. Specializzato in aviazione civile e trasporto aereo, mi occupo anche di cultura, inchiesta, curiosità dal mondo. Ho pubblicato, nel 2011, il mio primo romanzo "Tempo da dimenticare - Giallo nella notte barese" (Sentieri Meridiani Edizioni). Comunicazione, giornalismo digitale e Twitter le frecce nel mio arco. Ho un blog dedicato all'aviazione, "Notizie dal cielo". Rispondo io, a tutti, sempre. www.claudiosantovito.it - Twitter: @ClaSantovito

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