Economia e Diritto

Default Argentina: Buenos Aires denuncia USA alla Corte Mondiale

Default Argentina: Buenos Aires denuncia USA alla Corte Mondiale
Mariangela Lomastro

argentina-defaultdi Mariangela Lomastro
In seguito alla dichiarazione di default da parte di Standard & Poor’s, l’Argentina ha deciso di denunciare Washington alla Corte Internazionale di Giustizia per violazione della propria sovranità. A differenza della drammatica bancarotta del 2001, causata dai cosiddetti “tango bond”, stavolta il bilancio commerciale di Buenos Aires è in attivo grazie alle esportazioni e le banche sono solventi; all’atto della rinegoziazione del debito argentino conseguente al default del 2001, tutti i creditori accettarono le diverse condizioni di pagamento, tutti ad eccezione di Paul Singer, uno degli speculatori finanziari più noti al mondo, proprietario della Elliot Management Corporation, che ha sempre rifiutato la rinegoziazione, pretendendo il pagamento del 100% dei debiti. Nonostante il ministro dell’Economia argentino, Axel Kicillof, avesse pronti 500 milioni per il pagamento, presso una banca newyorkese, dei debiti maturati sui “tango bond”, il giudice federale Thomas P. Griesa ha avallato le ragioni di Singer, bloccando il pagamento e decretando, di fatto, lo stato di fallimento.

Le ultime notizie riportano l’intenzione di una cordata di banche (Deutsche Bank, JP Morgan, Citigroup e HSBC) di accollarsi il debito rilevando i bond appartenenti alla Elliot Management Corporation ed accettando la rinegoziazione, sempre che Singer trovi gradita l’offerta. Dunque se Buenos Aires ha i soldi per pagare, perchè impedirglielo? Pare una sentenza decisamente politica quella del giudice Griesa, se si considera la solidarietà dimostrata dal Governo argentino verso la Russia in questi mesi e, soprattutto, il paventato ingresso dell’Argentina fra i Paesi membri del BRICS, che pareva addirittura certo qualche settimana prima della dichiarazione di fallimento. Risulta anche insensato, evidenziando enormi lacune nella legislazione internazionale, che un singolo investitore possa influenzare le sorti di un’intera nazione grazie allo spostamento di capitali, ambito nel quale Singer ha già dato dimostrazione di essere esperto in passato.

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