Arte, cultura e spettacolo

A Conversano, fino al 5 ottobre, “Storie senza confini”

A Conversano, fino al 5 ottobre, “Storie senza confini”

di Teresa Manuzzi
Sino al 5 ottobre, a Conversano, è possibile visitare la mostra “Storie senza confini” allestita nel monastero di San Benedetto e curata da Rocco De Benedictis (ogni giorno dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 21:00). Gli scatti di Giovanni Cocco, vi accoglieranno al piano terra, nel chiostro del vecchio convento. Il reporter dal 2010  ha seguito e documentato le tappe obbligate che i migranti sono costretti a fare per tentare di superare la cortina eretta dalla Grecia, nella regione di Evros, per evitare l’ingresso degli immigrati giunti dalla Turchia.

Seguendo cavi in tensione, che accompagnano al primo piano lo sguardo oltre gru di carta, si ha la possibilità di visionare il lavoro di Philippe Rekacewicz e delle sue carte geografiche.

Il colpo allo stomaco, però, lo avrete entrando nella stanza dove campeggia una delle foto di Massimo Sestini  che immortala, da un elicottero, un barcone carico di immigrati africani giunto nelle acque di Lampedusa. La foto occupa in larghezza tutto il muro della stanza e il formato così grande con cui è stata stampata aiuta l’immagine ad arrivare allo stomaco come un pugno. Lo scatto di Sestini possiede una forza tale che investe l’osservatore e lo trascina lì nel blu del mare, tra le braccia che sventolano e gli occhi stremati che ringraziano. Io personalmente sono stata investita da un turbinio di sensazioni pari a quelle provate di fronte all’immensità della tela di Guernica,  di Pablo Picasso, la stessa identica quantità di devastazione, speranza, impotenza e tenacia.

Nell’ultima camera è possibile avvicinarsi alle condizioni di vita che sono costretti vivere i braccianti del tavoliere pugliese nel “Ghetto di Rignano“. Le foto di Rocco De Benedictis sono esposte tra casse di pomodori, materassi a terra e indumenti, mentre in sottofondo una delle registrazioni di “Radio ghetto” portra ai visitatori le voci dei braccianti africani. Voci di persone che spesso vediamo solo nei video dei tg o nelle foto sui giornali.

Non pensate che sia finita qui, “Storie senza confini” ospita anche il progetto video-fotografico di Emiliano Mancuso e le foto scattate da Fabrizio Gatti, il giornalista de L’Espresso che ha scritto “Bilal” un libro-diario redatto in seguito alla suo viaggio sulle rotte dei “Nuovi schiavi”.
“Storie senza confini” è, senza alcun dubbio, un bel progetto che offre ai visitatori un’occasione per conoscere, capire i complessi equilibri geo-politici che impongono a queste persone di mettere in gioco la loro stessa vita e quella dei loro bambini.

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