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Scandalo nel derby Bari-Lecce. Confconsumatori e tifosi ottengono il risarcimento del danno.

Scandalo nel derby Bari-Lecce. Confconsumatori e tifosi ottengono il risarcimento del danno.
Antonio Catacchio

di Antonio Catacchio
Diciotto mesi di reclusione (pena sospesa) e 10.000,00 euro di multa. E’ questa la pena inflitta dal Tribunale di Bari all’ex presidente del Lecce calcio Pierandrea Semeraro e all’imprenditore Carlo Quarta, imputati nel processo sulla combine del derby Bari-Lecce di serie A del 15 maggio 2011. Condanna di 9 mesi a Marcello Di Lorenzo.
Accolto l’impianto accusatorio portato avanti dal P.M. Angelillis secondo il quale la partita, persa dai Biancorossi 2-0, fu comprata dal club salentino per 200.000,00 euro. Per questi fatti le parti civili, Figc, Confconsumatori e oltre 200 tifosi di Bari e Lecce, hanno ottenuto risarcimenti che, per le due associazioni, dovranno essere quantificati in sede civile e per le quali sono state accordate delle provvisionali pari a 1.000,00 euro per Confconsumatori, 5.000,00 euro per Figc, mentre per per ciascun tifoso è stato riconosciuto un danno quantificato in 400,00 euro.

La richiesta di risarcimento del danno, che viene avanzata dalla Confconsumatori, rappresentata dall’ Avv. Roberto Loizzo che difende anche alcuni tifosi biancorossi, trova una legittimità sia nel fatto che il bene-interesse specificamente tutelato dall’art. 1 della l. n. 401 del 1989 identifica, nella salvaguardia nel campo dello sport, di quel valore fondamentale che è la “correttezza” nello svolgimento delle competizioni agonistiche, sia nella violazione commessa dagli imputati Quarta, Semeraro e Di Lorenzo, dell’articolo 2 comma II, lettera “E”, del codice del consumo (D.Lds. 06/9/2005 n 206) che fa riferimento alla <<correttezza, trasparenza ed all’equità nei rapporti contrattuali>>.
Il Tribunale di Bari ha ritenuto, inoltre, che i singoli tifosi costituiti parte civile – rappresentati anche dall’ Avv. Dario Barnaba – hanno subito un danno tanto patrimoniale quanto morale; il primo risiede nella violazione del contratto siglato dall’acquisto dell’abbonamento allo stadio per la stagione calcistica in oggetto, il secondo trova giustificazione nel diritto che ciascun tifoso ha di godere di una leale e reale manifestazione sportiva che, invece, è stata alterata nella sua essenza dai comportamenti illeciti attribuiti agli imputati che hanno costretto la tifoseria ad assistere una partita falsata, che ha comportato la sconfitta della propria squadra per il sol fine di sostenere un disegno criminoso che ha permesso alla U.S. Lecce di restare in serie A.
Acquistare un biglietto per una partita di calcio, ovvero ancor meglio l’abbonamento allo stadio, è la prova evidente dell’importanza che si dà nel voler seguire la propria squadra, soprattutto quella della propria città.

<<L’importanza di questa sentenza>> hanno dichiarato gli Avv.ti Roberto Loizzo e Dario Barnaba <<risiede proprio nel fatto che il Giudice di Bari ha riconosciuto la violazione di quel pathos, di quella voglia di tifare per i propri beniamini, causata dalla scoperta che quella tensione emotiva non aveva ragion d’essere perché quella partita altro non era che un film già così organizzato, già precostituito. Questa decisione può certamente essere il trampolino di lancio per molti altri processi dello stesso cabotaggio che, a breve, potrebbero instaurarsi>>.
Ora si attende il deposito delle motivazioni, che avverrà entro 90 giorni dalla lettura in aula del dispositivo contenuto nella sentenza, per attenersi al ragionamento e all’iter logico-deduttivo seguito dal Giudice Valeria Spagnoletti e per sapere se sarà proposto appello da parte degli imputati.

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Antonio Catacchio
@tonykataklios

Nato a Bari nel freddo gennaio del 1979, non ha intrapreso esclusivamente l'Università della vita, come molti oggi vanno orgogliosamente sostenendo. Oltre a quella infatti si è anche laureato in giurisprudenza presso l'Università degli studi di Bari nel 2009 con una tesi in diritto penale dal titolo "La frode informatica". Dopo aver sostenuto gli scritti per l'esame di avvocato nel dicembre 2011, si inerpica come un dedalo, nella realizzazione di un magazine online iniziando a studiare SEO, SEM e aprendo account online su social media d'ogni genere per iniziare a carpirne funzionamento ed evoluzioni. Tra un lavoro occasionale ed un altro a tempo determinato, dirige e conduce gli aspetti organizzativi del progetto corrieredellepuglie.com, di cui è il maggiore artefice. Nel 2013 fonda insieme a Claudio Santovito, Roberto Loizzo e Teresa Manuzzi l'Associazione InformAEticaMente.it, editrice del corrieredellepuglie.com.

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