Arte, cultura e spettacolo

Intervista a Filippo Ferrante. Il successo di “Nuovi Giochi” in un sistema discografico obsoleto

Intervista a Filippo Ferrante. Il successo di “Nuovi Giochi” in un sistema discografico obsoleto
Candido Marinelli

di Candido Marinelli
Estate 2008. La Nazionale italiana di calcio viene eliminata ai rigori della Spagna, che poi vincerà gli Europei, Barak Obama vince le primarie diventando lo sfidante democratico per le elezioni di novembre ed è la prima estate orfani del Festivalbar.  Il tormentone estivo  fu la canzone strappalacrime della vincitrice morale del primo XFactor : Giusy Ferrero con “Non ti scordar mai di me”.Non scorderò mai quell’estate, avevo 14 anni. Io e la mia amica abbiamo atteso dalle prime ore del pomeriggio, sotto un sole cocente, il concerto del Battiti Live, attaccate alle transenne che ci dividevano dal palco. Così abbiamo scoperto i 61 cygni e “Dentro te“.

 Avevamo iniziato l’intervista da pochi minuti, giusto il tempo di un caffè. Poi all’improvviso è arrivata lei , credo l’abbia riconosciuto subito. Lui è Filippo Ferrante, giovane cantautore pugliese ed ex membro della band 61 cygni. I racconti di quella ragazza diventano dimostrazione inconsapevole di come la musica sappia abbattere il tempo. Passano giorni, anni, risenti una canzone e tutto magicamente torna. Come in un film, scorrono le immagini di quei tre minuti che legano quella canzone alla propria vita e ritornano immagini, stati d’animo, profumi. Filippo sorride, firma l’autografo e riprende a parlare del suo nuovo singolo Nuovi Giochi“.E’ importante guardare sempre avanti per non restare legati solo a ciò che si è fatto di buono nel passato. Credo che il percorso e la crescita di un’artista vada di pari passo con la sua crescita personale e professionale, quindi va bene cercare nuove vie e sperimentare.” “Dentro te” è un brano cantato in una band : qui c’è la prima differenza con “Nuovi Giochi” che invece fa parte di un progetto solista. Da un punto di vista più tecnico, invece, in “Nuovi Giochi” mi sento molto più maturo come artista e cantante.

 Con il mio produttore sono andato a curare i dettagli vocali con uno studio mirato per accentuare l’unicità vocale e il mio stile artistico.” Conclusasi l’esperienza con i 61 cygni, dal 2012 Filippo risiede a Milano, dove continua la carriera da solista. “Il mio processo di scrittura è molto vario. Spesso la prima cosa che faccio è quella di registrare ogni idea melodica su un supporto (che sia iphone o pc). Per quanto mi riguarda qualsiasi melodia mi venga in mente la accompagno sempre a delle parole. Penso che l’unica canzone sempre dettata da un’esigenza spontanea, o quasi sempre, sia proprio la canzone d’amore. E’ difficile veicolare un sentimento se non è vero. Ed è difficile per l’artista esprimerlo se questo è artefatto. Per ciò che riguarda altri temi, secondo me, può esserci più facilmente una scelta derivata da altri fattori anche commerciali. Però credo che anche in questo caso il pubblico, quasi sempre, riesca a distinguere l’artefatto dal naturale. Quindi siamo sempre lì.” Intanto la voce della sua presenza si diffonde, altra gente si avvicina al nostro tavolino. Scattano foto, chiedono autografi e canticchiano le sue canzoni. Chiedo se la scelta di andare a vivere a Milano sia stata influenzata dal suo sogno, la risposta fotografa la situazione attuale della discografia italiana. “Oggi neanche partecipare ad un reality ti assicura di “sfondare” in questo campo.

Il discorso è molto complesso ma per semplificare direi che i passaggi sono questi:
c’è poca produzione, quasi zero di nuova musica e nuovi artisti; le radio sono quelle che hanno il vero potere e preferiscono non rischiare lanciando le nuove leve e si adattano al sistema “bloccato” aspettando l’album dei soliti Vasco, Liga, o i nuovi singoli dei ragazzi che escono dai reality. Questo meccanismo ha fatto proliferare le cover band a discapito di chi cerca di emergere come artista e lanciare la propria musica. I locali sono costretti a far suonare quello che si ascolta in radio e quello che è popolare per riempire i propri club. Direi che c’è responsabilità di tutti! La difficoltà in questo Paese è quella di cambiare le regole del gioco. ”
Non so da dove sia arrivata o chi è stato a portargliela , ma Filippo sta accordando una chitarra. Prima di esaudire le richieste di quel pubblico improvvisato, mi concede l’ultima battuta. “Sai, Nuovi Giochi sta avendo ottimi riscontri in Belgio e in Australia. E’ importante affrontare ogni ostacolo come sfida. Questo periodo storico deve essere visto da noi giovani come un’opportunità di crescita ed innovazione, ma per farlo bisogna cambiare mentalità … Se il mondo cambia non bisogna nuotare controcorrente ma adagiarsi alla stessa.” Inizia a cantare ed è difficile non ritrovarsi nelle sue note e nelle sue parole.

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