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Il data journalism: la nuova frontiera del giornalismo

Il data journalism: la nuova frontiera del giornalismo
Mariangela Lomastro

data-journalismdi Mariangela Lomastro
Il data journalism, o giornalismo di precisione, è quel ramo del giornalismo che si basa sull’analisi dei dati e che implica l’utilizzo di statistiche, tabelle, grafici o infografiche.  I dati possono essere sia lo strumento utilizzato per raccontare una storia, la fonte su cui si basa una storia, o entrambi. E’ di fatto un nuovo ramo del giornalismo in quanto, a differenza del passato, nel mondo digitale in cui viviamo abbiamo una abbondanza di dati a disposizione e qualunque cosa può essere descritta attraverso i dati.
I dati utilizzati dal data journalist possono essere di supporto al pezzo che scrive, rafforzandone quindi il contenuto o, come spesso accade, sono proprio i dati che si nascondono al loro interno la notizia.

E’ ciò che è accaduto nel “Data Journalism Lab” tenutosi a Matera lo scorso novembre (organizzato da Formedia https://www.facebook.com/formediapotenza), dove il Dott. Vincenzo Patruno (http://www.vincenzopatruno.org/) ha dimostrato con degli esempi concreti come si arriva alla notizia partendo dai dati.

Foto gallery

La fonte dati è stata quella del Ministero dello Sviluppo Economico: il MISE pubblica quotidianamente i dati relativi a tutte le pompe di carburanti presenti sul territorio nazionale con i relativi prezzi (https://carburanti.mise.gov.it/OssPrezziSearch/).
Così come sono pubblicati, i dati non sono utilizzabili per fare analisi. Dovrebbe essere infatti possibile scaricarli in un formato elaborabile, ma questa funzionalità non è stata resa disponibile all’utente.
I dati sono stati recuperati e resi fruibili grazie a Stefano Sabatini e Lorenzo Perone, membri della community di “Spaghetti Open Data” (http://www.spaghettiopendata.org/) che attraverso un web scraper hanno popolato un database dove giornalmente vengono raccolti i dati sui prezzi di benzina e gasolio per le circa 17.800 pompe sparse su tutto il territorio nazionale.
Ai fini prettamente didattici del Data Journalism Lab sono stati utilizzati i dati del prezzo del gasolio in un dato giorno. In particolare, la data di riferimento è stata quella del 7 Novembre 2014.  Sono stati innanzitutto visualizzati su una mappa tutti i distributori presenti su tutto il territorio nazionale.

I prezzi sono stati suddivisi in 4 classi e i distributori sono stati colorati in base al prezzo del gasolio praticato.
Il dott. Patruno ha poi calcolato la media del prezzo per ciascun comune e la media nazionale, colorando i comuni in rosso chiaro e rosso scuro se la media del prezzo del carburante era superiore alla media nazionale e, viceversa, colorando di verde chiaro e verde scuro quei comuni in cui si era al di sotto della media nazionale. Stessa operazione è stata effettuata per provincia.
A questo punto, dalla rappresentazione grafica dei dati appena descritti si “scopre” che la Basilicata è il territorio dove i prezzi sono tra i più alti di tutta Italia (http://cdb.io/12m3jaD), ovvero la regione che ha il giacimento di petrolio “onshore” tra i più grandi in Europa.
La stessa “anomalia” si può riscontrare ad esempio in Sicilia dove sono presenti ben tre raffinerie (http://umap.openstreetmap.fr/it/map/raffinerie-in-italia_23772#6/43.253/11.305).
Ci si sarebbe aspettato che in queste due Regioni il prezzo fosse più basso, invece quello che è emerso è che produzione dei carburanti e loro distribuzione non si influenzano tra loro.

Indagando ulteriormente il fenomeno, è infatti emerso che il prezzo del carburante è invece correlato alla densità dei distributori per comune. Infatti, il prezzo del carburante risultava più basso dove c’erano un maggior numero di pompe e poichè in Basilicata ci sono pochi distributori, ecco giustificato il prezzo più alto in Italia.
L’approccio del data journalism applicato alla incredibile mole di dati oggi messi a disposizione soprattutto dalle pubbliche amministrazioni, apre di fatto una nuova stagione del giornalismo.

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