Cronaca

TARI: scadenze e calcoli sempre più complessi

TARI: scadenze e calcoli sempre più complessi

di Rosalba Lovero
Ennesime scadenze che gli Italiani dovranno segnare sui propri calendari a partire da novembre 2014, per finire a Gennaio 2015: la tanto discussa TARI.
E’ bene chiarire in primo luogo cosa sia la TARI, visto che negli ultimi tempi gli italiani hanno dovuto prendere familiarità con diverse sigle del nome che riportano ad uno stesso significato: da T.I.A. (Tariffa di Igiene Ambientale) a TARES (Tassa Rifiuti e Servizi), per poi finire con TARI.

Apparentemente uno scioglilingua, in realtà si tratta di un argomento preoccupante per gli italiani che oltre a turbare, alleggerisce anche i portafogli.
La TARI è stata istituita dalla legge n.147 del 27 dicembre 2013 e rappresenta la componente, relativa al servizio rifiuti dell’imposta Unica Comunale ed è destinata a finanziare integralmente i costi dei servizi di raccolta e smaltimento rifiuti a carico dell’utilizzatore.
Il calcolo della TARI corrisponde alle superfici dichiarate o accertate ai fini dei precedenti prelievi sui rifiuti.
Si tratta di una regola generale, perchè appunto ogni Comune stabilisce l’applicazione dell’IMPOSTA UNICA (UIC).
Dunque, è la tassa che colpisce chi produce rifiuti, il cui gettito andrà destinato allo smaltimento. Perciò, ad essere soggetti al pagamento sono: proprietari, inquilini di residenze private, titolari di imprese commerciali, con un aggravio anche nei confornti di ristoranti, negozi e locali notturni.
Occorre fare una riflessione sul significato di tassa sui rifiuti. E’ necessario in primis, per il bene di tutti di cittadini, comprendere che per un buon funzionamento del pianeta, sia necessario rispettare l’ambiente, incentivando la raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti.
Sebbene questa sia un’operazione che assorbe tempo e pazienza nel dividere i rifiuti nei contenitori adatti e sebbene questa sia una pratica che per fortuna sta coinvolgendo la grandissima maggioranza delle famiglie, sarebbe necessario più che tassare il cittadino, detassarlo. Questo perchè, con la raccolta differenziata, ovviamente corretta nello smistamento, si risolverebbe il problema delle discariche e  si consentirebbe un maggior risparmio di energia e di materie prime.

Ancor più importante è il fatto di ridurre nel maggior numero possibile la quantità di rifiuto non riciclabile da trattare con gli inceneritori, recuperando invece tutte le materie prime riutilizzabili: meno inquinamento e più ricchezza.
Pagare sempre più questa tassa, nonostante l’impegno dei cittadini è la cosa più vergognosa. Ed è altrettanto vergognoso il fatto di dover pagare un prezzo alto per un servizio scadente. Affidarci a dei calcolatori senza avere la giusta possibilità di realizzare una situazione alquanto complessa, è la preoccupazione di molti.
Tutto ciò è la conferma del fatto che attorno a noi gira un sistema ancora “immaturo”, che non è in grado di badare alle esigenze dei cittadini, ossia, non dimentichiamo, sono coloro che pagano… e loro malgrado… continuano a pagare!
Anzichè agevolare il cittadino al “pagamento in un’unica soluzione”, sarebbe più concreto invece capire dove agire per risolvere il problema, dove indirizzare il denaro che la gente versa, ottimizzandone i servizi.
Questa dovrebbe valere come regola generale per tutte le tasse, attualmente esistenti, facendo i conti non solo con i numeri ma soprattutto con gli interessi comuni!

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