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Auricolari, concerti, disco. Più di un miliardo di giovani a rischio sordità

Auricolari, concerti, disco. Più di un miliardo di giovani a rischio sordità
Vincenzo Demichele

auricolaridi Vincenzo Demichele
Più di 1 miliardo di persone, per lo più adolescenti e giovani adulti, rischiano di subire danni irreparabili all’udito. Sono questi i dati allarmanti diffusi in uno degli ultimi report dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Secondo il rapporto dell’OMS infatti, il 50% degli individui di età compresa fra i 12 e i 35 anni è esposto a livelli sonori dannosi dovuti all’uso di auricolari e dispositivi audio personali, mentre il 40% corre gli stessi rischi a causa di eventi e luoghi particolarmente rumorosi (concerti, spettacoli, discoteche).

Diversi sono i fattori che concorrono ad accrescere o ridurre sensibilmente i rischi legati all’udito: l’intensità del suono, la durata e la frequenza dell’ascolto. Per esempio, l’esposizione a rumori o suoni intensi può provocare una perdita momentanea dell’udito o un tinnito, ovvero una serie di suoni brevi e squillanti.

L’OMS raccomanda come il più alto livello sonoro  non debba superare gli 85 dB, per un’esposizione di un massimo di 8 ore al giorno. Da alcune ricerche è emerso come molti proprietari e lavoratori di nightclub sono esposti a livelli sonori che toccano e talvolta superano i 100 dB, tollerabili per non più di 15 minuti. Adolescenti e giovani in generale dovrebbero ridurre il tempo trascorso in attività o eventi particolarmente rumorosi e limitare a meno di un’ora l’uso giornaliero di auricolari e dispositivi audio personali.

In merito alla questione, abbiamo intervistato il dott. Nicola Antonio Adolfo Quaranta, direttore generale del reparto di otorinolaringoiatria universitaria dell’ospedale policlinico di Bari e professore associato presso il dipartimento di scienze mediche di base, neuroscienze e organi di senso dell’Università di Bari.

Quali sono i danni e i sintomi provocati da un’esposizione prolungata a livelli sonori dannosi?

Rumori intensi che esercitano il loro effetto per molte ore sull’orecchio interno possono determinare la degenerazione delle cellule cigliate, cioè degli elementi sensoriali dell’organo. Queste degenerano innanzitutto in una zona specifica della coclea, quella basale, da cui poi il danno si estende progressivamente. Inizialmente, il soggetto non avverte sintomi perché sono interessate le frequenze acute, cioè frequenze che non sono presenti nella parola, tanto che il danno è rilevabile solo tramite un esame audiometrico. É la prima fase, cioè quella asintomatica. Se l’esposizione è ripetuta cronicamente, compaiono acufeni (ndr una sensazione di ronzio o di fischio che si avverte nell’orecchio) e infine l’ipoacusia, cioè la difficoltà a capire le parole.
Nello specifico, il trauma acustico si divide in due fasi:
– in una deriva di soglia temporanea, per cui il soggetto avverte temporaneamente degli acufeni che poi scompaiono (il che si verifica ad esempio in seguito ad una serata trascorsa in discoteca);
– in una deriva permanente, con danni cellulari annessi, in seguito all’esposizione a traumi acustici ripetuti.

A quali livelli di intensità e durata é tossico il volume degli auricolari?
Il danno è proporzionale all’intensità del suono e alla durata dell’esposizione. Nel caso degli auricolari dei riproduttori musicali ad esempio, il volume è tossico quando supera il 60% e l’esposizione si protrae per ore.
La Apple ha inserito nei propri dispositivi una gradazione di colore nell’immagine del volume, che diviene prima gialla e poi rossa, a segnalare il raggiungimento di livelli sonori potenzialmente nocivi. Una decisione volta ad evitare, probabilmente, possibili azioni legali.

 A che punto è la ricerca in questo ambito?
Il principale strumento di difesa è rappresentato dalla prevenzione. E prevenire significa conoscere.
Le sperimentazioni mirano principalmente ad individuare sostanze che abbiano un effetto protettivo, nell’ottica di una profilassi farmacologica, in modo da prevenire il trauma acustico. Ad esempio, è emerso come il magnesioalcune vitamine e antiossidanti sembrino possedere un ruolo protettivo. Si tratta di un campo di ricerca tornato in auge in ambito militare in seguito alla guerra in Iraq, che ha determinato un incremento dei finanziamenti da parte degli Stati Uniti. Ma queste sperimentazioni potrebbero rivelarsi utili anche in ambito civile, come ad esempio per i lavoratori dell’Ilva o di altri stabilimenti in cui si è esposti a livelli sonori nocivi.

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