Arte, cultura e spettacolo

Chatwin il Cicerone e Costakis il Pigmalione

Chatwin il Cicerone e Costakis il Pigmalione

Costakisdi Stefania Barbato
Che ci faccio qui?“ 
è l’opera ultima di Bruce Chatwin, con cui il giornalista e avventuriero americano ha riordinato i pezzi dispersi della sua storia, pochi mesi prima di morire: è la raccolta dei racconti di un uomo che riteneva la vita un viaggio da fare a piedi.  Le storie personali dello scrittore si intrecciano alla Storia, con delle descrizioni accurate e ben tinteggiate: leggere questo libro è come esplorare angoli diversi. Chatwin era sempre in viaggio: girovagando per i quartieri malfamati di Marsiglia, al geuito di Indira Gandhi, a cena con Diana Vreeland o a Hong Kong con un geomante cinese. Un bel po’ di nomi e vicende interessanti tratte dall’esperienza personale.

Uno dei brani più interessanti si trova nella sezione Russa, ed è dedicato a “George Costakis: la storia di un collezionista d’arte nell’Unione Sovietica“. Definito dallo stesso Chatwin come “il greco pazzo con la mania di comprare quadri orrendi”, come citazione dell’epoca, Costakis è colui che sfidando il regime russo ha collezionato l’arte d’avanguardia, le opere di pittori, scultori di tutto rispetto che con le loro filosofie anarchiche contrastavano i dogmi fondamentali del Marxismo sovietico o venivano bollati come esempi di arte formale e non proletaria: con la sua passione, ha salvato la cultura.

Nato a Mosca da una famiglia di immigrati greci, non ricevette nessuna educazione artistica ma maturò un interesse per l’arte e appena poté permetterselo cominciò ad acquistare opere d’arte.  Trovato impiego presso l’ambasciata greca incominciò a creare un vero e proprio museo presso la sua abitazione. Dalle parole di Chatwin:

“E mentre accumulava dipinti metteva insieme la storia delle loro ideologie e delle loro alleanze, dei loro fantastici progetti, delle loro diatribe e delle loro relazioni amorose; perché la libertà rivoluzionaria era sinonimo di libero amore. (…) Colori vibranti e forme elementari danzano sui muri; sembra quasi che l’esuberanza degli artisti aleggi nell’appartamento di Costakis. (…) Ed è un museo d’arte moderna, un museo non ufficiale che attrae esperti e curiosi di ogni parte del mondo. Il libro dei visitatori si apre con un autografo di Stravinskij e prosegue con una sfilza di nomi illustri.”

Un patrimonio per l’umanità ed una vicenda che meritava di essere raccontata. Per chi volesse approfondire, interessante quest’articolo de La Stampa.

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