Costume & Società

Divorzio breve: ok del Senato

Divorzio breve: ok del Senato
Mariangela Lomastro

di Mariangela Lomastro
Nella seduta del Senato del 17 marzo scorso è stato approvato il provvedimento sul cosiddetto divorzio breve con 228 voti favorevoli, 11 contrari e 11 astenuti, che ritorna ora al vaglio della Camera (poiché il testo ha subito modifiche) per il definitivo licenziamento.
Il disegno di legge riduce i tempi minimi di separazione prima di poter richiedere il divorzio: da tre anni ad un anno, in caso di separazione giudiziale, da tre anni a sei mesi nel caso di separazione consensuale.

E’ stato invece stralciato dal ddl il “divorzio lampo” che prevedeva la casistica del divorzio immediato, cioè senza separazione, che poteva essere richiesto con ricorso congiungo delle parti dinnanzi all’autorità giudiziaria. Molto probabilmente il divorzio immediato sarà oggetto di un autonomo disegno di legge.

La posizione del Forum delle Associazioni familiari è invece chiara: è necessaria una pausa di riflessione tra il momento in cui i coniugi decidono di separarsi e la conferma della decisione dividere le proprie vite definitivamente col divorzio. Si legge nel sito del Forum che “è in gioco l’idea di famiglia ed i rapporti tra la famiglia e lo Stato. Se la famiglia è un corpo intermedio privo di significato sociale non c’è remora a tagliare le procedure di scioglimento del matrimonio. Se invece la famiglia ed il matrimonio sono alla base del vivere comune la crisi e lo scioglimento del rapporto riguardano lo Stato”. La pausa di riflessione auspicata dunque, consentirebbe secondo l’Associazione, di valutare la possibilità di riconciliazione e di mantenimento del vincolo del matrimonio, quale tentativo ultimo di ricomposizione.

Il testo del ddl 1504 prevede, inoltre, all’art. 2 che la comunione tra i coniugi si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati, ovvero alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale dei coniugi dinnanzi al presidente, purché omologato.

Infine, l’art. 3 prevede che le disposizioni si applicano anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della legge, anche nei casi in cui il procedimento di separazione che ne costituisce il presupposto risulti ancora pendente alla medesima data.
La relatrice del ddl Rossana Filippin ha dichiarato “ho avuto rassicurazioni che approveranno la legge in tempi brevi. Se tutto andrà come deve andare, sarà legge entro l’estate, una grande vittoria”.

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