Arte, cultura e spettacolo

Fake Wedding, il matrimonio senza impegno

Fake Wedding, il matrimonio senza impegno
Mariangela Lomastro

fakeweddingdi Mariangela Lomastro
Si sente sempre più spesso parlare di una pratica che sta prendendo piede, anche qui in Italia, seppur partita da oltre Oceano: il “fake wedding”, ovvero il matrimonio finto o senza impegno. E’ un format innovativo per celebrare l’amore attraverso un rituale simbolico, senza alcun vincolo istituzionale.

Anche se “wedding” richiama l’idea del matrimonio, va inteso in senso lato cioè una celebrazione dell’amore. Ma chi scegli questo rituale? Solitamente chi non può sposarsi davvero: divorziati, coppie gay, chi sceglie solo il rito civile, chi si ama ma non è sicuro di rimanere insieme per tutta la vita, ma anche che vuol festeggiare in maniera speciale una ricorrenza.

Il fake wedding è dunque una festa organizzata nei minimi dettagli, che si può personalizzare dando libero sfogo alla fantasia di ognuno. In Italia è addirittura nata una Start up che si occupa di gestire l’evento nei minimi particolari (www.fakewedding.it), lanciata proprio il giorno di S. Valentino 2015.
Ma cosa spinge chi non può/non vuole sposarsi davvero, a celebrare un fake wedding? Interpellati gli psicoterapeuti, sembrerebbe che il motivo è da cercarsi nel voler sancire una unione (non convenzionale) difronte alla famiglia e alla società.
Sarà anche il fenomeno del momento, il fake wedding, ma i dati Istat sulle unioni “convenzionali” parlano chiaro. Nel 2013 sono stati celebrati in Italia 194.057 matrimoni (13.081 in meno rispetto al 2012), ma il numero di matrimoni è in continuo calo dal 1995 ad oggi. I i dati rilevati per separazioni e divorzi nel 2011 ci dicono che le separazioni sono state 88.797 e i divorzi 53.806, quindi relativamente stabili rispetto al 2010.

Davanti alla scelta delle nozze oggi sempre più spesso si glissa, si va oltre o si prendono altre strade. Al suo posto restano le convivenze. Rimangono aperte le domande sul perché ciò stia avvenendo e le risposte potrebbero essere diverse. In ogni caso, sarà interessante a distanza di un anno, fare le prime statistiche anche sul fake wedding e verificare se si tratta di un trend passeggero o se rimarrà appannaggio di pochi facoltosi just lovers.

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