Arte, cultura e spettacolo

Isis distrugge e vende reperti archeologici

Isis distrugge e vende reperti archeologici
Vincenzo Demichele

mosuldi Vincenzo Demichele
Migliaia di anni e innumerevoli civiltà per crearli, pochi attimi per distruggerli. È questo il tragico destino che nelle ultime settimane sta toccando ai tesori archeologici finiti nelle mani dei jihadisti dell‘Isis. I musei di Mosul, di Nimrud, di Hatra e di Khorsabad, i siti di Dura Europos e di Palmyra sono solo alcuni dei numerosissimi patrimoni di rilevanza culturale adesso sotto il controllo dei terroristi islamici. Solamente in Iraq, secondo quanto riportato dall’Unesco, l’Isis avrebbe messo mano su circa 2.000 dei 12.000 siti archeologici.

Le motivazioni di questo scempio? A livello dottrinale, le statue e i reperti archeologici sono considerati come falsi dei che, secondo gli jihadisti, potrebbere essere idolatrati. Perciò, vanno distrutti, in nome del principio dell’iconoclastia. Si tratta però di un pretesto ideologico, dal momento che molti dei reperti sono sottratti ai musei e messi in vedita al mercato nero o  addirittura su eBay. In questa maniera l’Isis avrebbe incassato negli ultimi mesi circa 250 milioni di dollari, per un giro di affari totale che tocca gli 8 miliardi di dollari.

Pur con le dovute cautele, imposte da epoche storiche e contesti socioculturali completamente diversi, è possibile istituire un confronto con quanto accaduto al monastero di San Nicola di Casole, vicino Otranto, alla fine del 1400. Erano passati una trentina d’anni dalla conquista di Costantinopoli (1453) ad opera dei turchi ottomani, di fede islamica. A quel tempo, la città di Otranto era sotto il governo degli Aragonesi, quando nel 1480 venne attaccata dagli ottomani. È la celebre battaglia di Otranto, nella quale, in seguito alla sconfitta e per non aver rinnegato la religione cristiana, 800 otrantini vennero decapitati sul colle della Minerva. Essi passarono alla storia come I Martiri di Otranto, le cui reliquie oggi sono conservate nella cattedrale del paese. In questa circostanza, nei pressi della città, gli ottomani rasero al suolo il monastero di San Nicola di Casole, che all’epoca ospitava una delle più ricche biblioteche d’Europa. Una perdita inestimabile dal punto di vista culturale. Difatti il monastero, oltre ad altari, cripte e casupole dove i monaci andavano a pregare, conservava anche innumerevoli manoscritti greci e latini. Molti andarono perduti. Altri ancora furono “salvati” (in realtà depredati) da un certo cardinale Bessarione. Oggi questi codici sono custoditi nelle migliori biblioteche d’Europa.

Cosa ha spinto i turchi nel ‘400 a comportarsi in maniera simile all’Isis dei nostri giorni? Probabilmente il bisogno di imporre un dominio totale sul territorio conquistato: un’egemonia che origina dal presente sino a travolgere tutto ciò che è stato realizzato dai popoli che  hanno abitato la regione nei secoli precedenti. È la distruzione della storia. E senza storia, un territorio è vergine: si può ripartire da zero, con una nuova civiltà ed una nuova cultura. È questo il sottilissimo filo rosso che  lega due periodi storici così distanti, così diversi.

Aggiungi un commento

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altro in Arte, cultura e spettacolo

noreka

ARS, tra cultura e divertimento

Francesco Tiberio4 dicembre 2018
stan-lee2

Muore Stan Lee, padre dei supereroi

Francesco Tiberio15 novembre 2018
Michele Pinto Wendie Webfest

Cinema e vino: eccellenze pugliesi al Wendie Webfest 2018 di Amburgo

Tiziana Di Gravina14 settembre 2018
Enzo Avitabile al Talos Festival

La musica dei popoli di Enzo Avitabile *Intervista*

Tiziana Di Gravina8 settembre 2018

Libri giganti sul porto di Trani con Fondazione Megamark

Tiziana Di Gravina23 agosto 2018
bgeek2018

Bgeek 2018: Il festival barese punta sempre più in alto

Francesco Tiberio13 giugno 2018
"In vino veritas"

“In vino veritas” riscopre il rapporto fra Dio, uomo e natura

Tiziana Di Gravina12 giugno 2018
Leonardo Alberto Moschetta al Bifest 2018

Leonardo Alberto Moschetta, da Andria alla “Napoli velata”

Tiziana Di Gravina1 maggio 2018
Bernardo Bertolucci

Bifest2018: la storia del cinema di Bernardo Bertolucci

Tiziana Di Gravina30 aprile 2018

Il primo magazine online di informazione regionale, nazionale ed estera, libero ed indipendente.

Testata registrata n. 1093/2011, reg. 16, Tribunale di Bari.

Direttore responsabile: Antonio Cesare Catacchio

Invia articoli

© 2009-2016 Il corriere delle Puglie - Edito da Associazione InformAEticamente - http://www.informaeticamente.it