Economia e Diritto

Mattia Corbetta: siamo un Paese che deve tornare a crescere

Mattia Corbetta: siamo un Paese che deve tornare a crescere

di Stefania Barbato
In occasione della Tavola Rotonda “Start Up Innovative e Crowdfunding” che si è tenuta a Taranto il 27 febbraio 2015, organizzata dall’UGDC e dal suo Presidente il Dott. Maurizio Maraglino, abbiamo intervistato Mattia Corbetta responsabile della Segreteria Tecnica del Ministro dello Sviluppo  Economico, chiedendogli perché le Start Up Innovative sono importanti per lo sviluppo del nostro Paese.

Perché siamo un Paese che deve tornare a crescere” – è stata la risposta immediata di Corbetta – “le Start Up Innovative sono una cosa dannatamente seria, un veicolo potenziale di competitività per l’intero tessuto economico. Si tratta di imprese in grado di portare innovazione, importante veicolo di sviluppo: per questo vanno sostenute“. In Italia le Start Up Innovative sono 3348, di cui 139 in Puglia: si tratta quindi di uno strumento che funziona.

Perché usiamo la parola Start Up? Le imprese nuove sono sempre esistite, in fondo. L’obiettivo è far capire che si tratta di imprese diverse rispetto al passato: “stiamo parlando di imprese che fin dalla nascita hanno una forte vocazione internazionale, una forte connotazione tecnologica – spiega Mattia Corbetta – frutto del lavoro di squadra: risultano da un’aggregazione di talenti, molto spesso provenienti da diversi ambiti, ma con un’avventura di tipo imprenditoriale comune, strutturata con un accurato business plan. Tutto questo giustifica la scelta del termine Start Up, sintetizzabile con l’espressione nuove imprese innovative.

Stiamo parlando, occorre precisare, di nuove imprese o imprese che non hanno comunque più di 4 anni d’età, secondo il Decreto Crescita 2.0. Tale Decreto ha introdotto agevolazioni eliminano eventuali freni al fare impresa, con forti agevolazioni fiscali: le start up sono esonerate dalle imposte di bollo e sono iscritte in una sezione speciale del registro delle imprese senza diritti di segreteria. Inoltre permettono una disciplina del lavoro flessibile: contratti a tempo determinato rinnovabili fino al quarto anno e possibile remunerazione di collaboratori con piani di incentivazione inediti a raggiungimento obiettivi. Ad esempio è possibile retribuire il commercialista con uno strumento capitale che gli consenta di partecipare al rischio e al successso dell’impresa.

Sul lato finanziario c’è l’accesso gratuito al fondo di garanzia che garantisce l’80% di quello che la banca presta, ci sono detrazioni fiscali molto forti sugli investimenti alle start up – l’ investitore ha uno sconto che va fino al 27% – e infine c’è l’Equity Crowdfunding. “Siamo il primo Paese al mondo dotato di questo regolamento: la start up può pubblicare on line il business plan, cercare di sedurre tanti investitori, e con tanti piccoli investimenti generare un flusso di finanziamento molto forte“. Ed infine le Start Up sono esonerate dalla disciplina ordinaria di fallimento: si è cercato in questo modo di aggredire il pregiudizio sociale che accompagna chi vede la sua impresa fallire.

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