Cronaca

Ostuni, crollo in una scuola. Intanto scompaiono fondi per l’edilizia scolastica

Ostuni, crollo in una scuola. Intanto scompaiono fondi per l’edilizia scolastica
Vincenzo Demichele

scuoladi Vincenzo Demichele
Attimi di terrore per i bambini della scuola “Enrico Pessina” di Ostuni. Nella mattinata del 13 Aprile scorso un pezzo di intonaco di 5 metri quadri per uno spessore di 3 centimetri si è staccato dal soffitto di un’aula ferendo 2 bambini ed una maestra, scivolata nel tentativo di soccorrerli. La scuola era stata appena riaperta lo scorso Gennaio, dopo 4 anni di lavori di manutenzione. Il sostituto procuratore di Brindisi, Pierpaolo Montinaro, ha disposto il sequestro immediato dell’intera struttura ed è stata aperta un’indagine. Nel frattempo è stata acquisita tutta la documentazione del contratto di appalto da 1 milione e 360 mila euro per i lavori di ristrutturazione del Pessina. Sono cinque le persone iscritte nel registro degli indagati: Roberto Melpignano, capo dell’Ufficio Tecnico Comunale, Salvatore Molentino, direttore dei lavori di ristrutturazione dell’edificio, il collaudatore Michele Fuzio e i responsabili delle due aziende coinvolte nell’intonacatura, Vito Urgesi e Palmiro Brocca. Le ipotesi di reato formulate sono di crollo colposo e lesioni colpose.

L’episodio del Pessina di Ostuni ha riaperto il dibattito circa i finanziamenti destinati all’edilizia scolastica, una delle promesse più sbandierate dal governo Renzi. Secondo i dati di “Cittadinanzattiva”, sono il 41% le scuole italiane con uno stato di manutenzione mediocre o pessima, mentre il 73% presenta lesioni. Palazzo Chigi si è affrettato a sottolineare come siano stati stanziati 3,9 miliardi, che includono le operazioni “Scuole nuove” (244 milioni), “Scuole sicure” (400 milioni per la messa in sicurezza) e “Scuole belle” (450 milioni per le piccole manutenzioni). Tuttavia, solo una parte delle risore è giunta a destinazione, in particolare quelle stanziate dal governo Letta con il “decreto del Fare” del Giugno 2013 (794 milioni).

Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, per il resto dei finanziamenti bisognerà “attendere i prossimi mesi, se non proprio il 2016”. Il giornale ha poi denunciato la scomparsa dal Def ( Il Documento di Economia e Finanza, nel quale sono presenti tutte le politiche economiche e finanziarie decise dal governo) di 489 milioni destinati alle scuole dal Ministero delle Infrastrutture. Sull’argomento è intervenuto anche il sottosegretario all’istruzione, Davide Faraone, il quale ha puntualizzato come i 3,9 miliardi stanziati da parte del governo siano insufficienti, dal momento che ne servirebbero almeno altri 8, definendo tale stima “plausibile”. Ritornando sulla vicenda del crollo al Pessina di Ostuni, il sottosegretario ha ribadito come “ci sono responsabilità oggettive. I responsabili una volta individuati vanno puniti e mandati a casa”.

Ma quello del crollo al Pessina di Ostuni è solamente l’ultimo di una serie di episodi che compongono un ritratto raccapricciante dello stato infrastrutturale delle scuole pubbliche nel nostro Paese. Uno dei più gravi ha interessato proprio la nostra regione, dove l’8 Gennaio del 2014 a Lecce uno studente ha perso la vita a causa del cedimento di una grata. Sempre secondo l’associazione “Cittadinanzattiva”, solamente lo scorso anno si sono verificati 766 incidenti nelle scuole monitorate, di cui in 94 casi è intervenuto il 118.

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