Cronaca

Regione Puglia, milioni di euro spesi per le buonuscite dei consiglieri

Regione Puglia, milioni di euro spesi per le buonuscite dei consiglieri
Vincenzo Demichele

compensidi Vincenzo Demichele
Tempi difficili per la maggior parte dei cittadini. Non si direbbe invece per i consiglieri regionali pugliesi. Sono state rese note infatti le buonuscite, altrimenti dette “assegno di fine mandato”, che i rappresentanti politici pugliesi percepiranno come liquidazione per la loro attività in Consiglio. La spesa totale per le casse regionali ammonta a 12 milioni di euro, una cifra non da poco in un periodo particolarmente difficile per l’economia della Puglia, già gravemente colpita dagli embarghi di Paesi stranieri (il Marocco l’ultimo) che rifiutano di acquistare prodotti pugliesi per il problema Xylella. A completare lo scenario, la situazione stagnante del mercato occupazionale (secondo l’ultimo rapporto Istat, la Puglia è una delle regioni con il più alto tasso di disoccupazione giovanile in Europa).

Lucio Tarquinio, ex-consigliere della regione Puglia, ora deputato

Nel frattempo si versano liquidazioni d’oro per i rappresentanti politici dell’Assemblea regionale. Alcuni consiglieri  hanno già incassato la buonuscita. La cifra più clamorosa è quella corrisposta a Lucio Tarquinio, foggiano di Forza Italia, che percepirà 587.800 euro lordi. La motivazione di un importo così stratosferico? Il sistema con cui si calcola la liquidazione del consigliere regionale, naturalmente differente rispetto a quello con cui si determina l’importo da corrispondere ad un lavoratore normale. Mentre nella maggior parte dei casi il calcolo della liquidazione è determinata dal prodotto fra lo stipendio percepito dal lavoratore e il numero di anni di servizio, per i consiglieri regionali il sistema è proporzionato in maniera diversa: si moltiplicano i 2,5 stipendi mensili per ogni anno di carica ricoperta in consiglio regionale. E tenendo conto che la retribuzione annuale di un consigliere regionale (circa 129mila euro) è di gran lunga superiore rispetto a quella della maggior parte dei lavoratori, si possono ben comprendere le differenze negli importi delle liquidazioni.

Come ha fatto dunque Lucio Tarquinio ha raggiungere quella cifra stratosferica? La risposta è nella sua pluridecennale carriera politica. Egli è stato infatti per ben 23 anni in Consiglio regionale, dal 1990 al 2013, anno in cui è stato eletto senatore nelle liste del Pdl. A lui quindi la più alta liquidazione mai percepita nella storia dell’Assemblea regionale. Ma scorrendo i dati pubblicati dal Corriere del Mezzogiorno ci si imbatte in altre cifre da capogiro. All’assessora Silvia Godelli, nella Giunta Vendola per le ultime due legislature ( l’VIII e l’attuale IX legislatura, per un totale di 10 anni) e con un passato da consigliera per il Pci-Pds, vanno 585.600 euro, diluiti in varie tranches. Questo perchè, sempre secondo quanto riportato dal Corriere del Mezzogiorno, c’era la possibiltà di incassare durante il mandato l’80% della cifra maturata. “Così era possibile distribuire su più annualità la liquidazione in maniera tale da evitare un sovraccarico fiscale“. A seguire ci sono tre consiglieri di Forza Italia, a cui va corrisposto un  importo pari a 458.140 euro. Si tratta di Rocco Palese (ora alla Camera), Nino Marmo e Pietro Lospinuso.

Ma queste sono le ultime buonuscite per i consiglieri regionali pugliesi. Infatti, per la legge regionale numero 34 approvata dal Consiglio il 30 Novembre del 2012 (“Riduzione dei costi della politica”), sono stati aboliti sia gli assegni di fine mandato che i vitalizi. Come mai allora la Regione deve sborsare questi 12 milioni? Semplice, l’abrogazione non ha effetto retroattivo, per cui ai consiglieri regionali attuali è corrisposta la cifra maturata sino al 30 Dicembre 2012.

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