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Google e le “otto sorelle” dell’editoria: si alla partnership

Google e le “otto sorelle” dell’editoria: si alla partnership
Gabriella De Santis

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Il mondo dell’informazione digitale stava iniziando a perdere colpi con le pesanti e sempre più pressanti accuse nei confronti del colosso di Mountain View -preso di mira dagli editori sul tema del diritto d’autore ma anche al centro di complesse trattative per la propria posizione fiscale- e nei confronti di Google. Quest’ultima accusata formalmente dall’Ue per abuso di posizione dominante nelle ricerche on line.
Di tutta risposta, in meno di tre settimane, Google e otto dei principali editori europei hanno lanciato Digital News Initiative, una partnership che ha l’obiettivo di supportare il giornalismo di qualità attraverso la tecnologia. I partner fondatori sono Les Echos (Francia), FAZ (Germania), The Financial Times (Regno Unito), The Guardian (Regno Unito), NRC Media (Paesi Bassi), El Pais (Spagna) e Die Zeit (Germania) e La Stampa (Italia). Partecipano anche organizzazioni che si occupano di giornalismo tra cui lo European Journalism Centre (EJC), il Global Editors Network (GEN), l’International News Media Association (INMA).

Iniziativa brillante e di slancio innovativo per il futuro o semplice escamotage per concentrare l’attenzione sui punti di forza piuttosto che su quelli di debolezza del colosso americano?
La DNI, aperta a tutti gli editori si pone come obiettivo quello di favorire lo sviluppo di una rete di informazione sostenibile e promuovere l’innovazione nel campo del giornalismo digitale. “Internet offre opportunità immense per creare e diffondere grande giornalismo – sostiene il presidente dell’area Strategic Relationship di Google in Europa, Carlo D’Asaro Biondo-, tuttavia ci sono anche questioni legittime su come il giornalismo di alta qualità possa esse sostenuto nell’era digitale. Attraverso la Digital News Initiative Google lavorerà a fianco di editori e organizzazioni che si occupano di giornalismo per contribuire a sviluppare modelli più sostenibili per l’informazione. E’ solo l’inizio del percorso e invitiamo altri a unirsi a noi”.

Google, inoltre, ha messo a disposizione 150 milioni di euro “per progetti in grado di dimostrare un nuovo approccio al giornalismo digitale. […] Chiunque lavori all’innovazione dell’informazione online potrà farne richiesta, inclusi editori riconosciuti, testate solo online e start up tecnologiche legate al mondo dell’informazione. […] Borse di studio per la ricerca accademica sul giornalismo computazionale, tra cui data journalism, crowdsourcing e analisi dati”. Si occuperà di stabilirne modalità e criteri un advisory group specifico. Inoltre, Google istituirà, insieme agli editori interessati alla partnership, un “gruppo di lavoro per esplorare lo sviluppo di prodotti legati all’incremento dei ricavi, del traffico e del coinvolgimento dei lettori”. Infine “Google – si legge ancora nella nota – investirà in formazione e nello sviluppo di nuove risorse per giornalisti e redazioni in Europa. Nello specifico: persone dedicate, che avranno sede a Parigi, Amburgo e Londra, per lavorare con le redazioni sulle competenze digitali”.

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