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Una relazione d’amore duratura? I consigli dell’esperta

Una relazione d’amore duratura? I consigli dell’esperta

amoredi Francesca Cataldo
Spesso ci si ritrova a porsi delle domande sulla fine di una storia, sui perché e sugli eventuali errori commessi e nella maggior parte dei casi, trovare una risposta adeguata risulta davvero difficile. Casualmente tra le mura dell’Ateneo di Bari mi sono ritrovata ad ascoltare qualche chicca della dott.ssa Cristina Epifani, psicologa e psicoterapeuta, che del tema dell’amore ne ha fatto una filosofia di vita. Chiacchierando, mi ha aperto un mondo attorno al tema delle relazioni affettive che spesso ignoravo o credevo di conoscere a pieno. Poi, mi sono resa conto che mettendo in pratica tanti piccoli accorgimenti i nostri rapporti potrebbero diventare più duraturi ed equilibrati.
Quindi, quale miglior modo, se non un’intervista, per cogliere qualche consiglio?

Allora dott.ssa, innanzitutto, cosa non deve mai mancare secondo lei in una relazione d’amore?
In un rapporto di coppia non deve mai mancare la fiducia nell’altro, l’intimità che ci permette di creare uno spazio sicuro in cui possiamo metterci a nudo di fronte il nostro partner, e l’impegno nella continua costruzione della coppia soprattutto quando si attraversano dei periodi di crisi. Un ulteriore aspetto estremamente importante è la ricerca della giusta distanza, intesa come spazio in cui i due partner possono muoversi ed esprimersi senza troppe limitazioni.
Cosa intende proprio per distanza in una relazione?
La relazione di coppia è una continua co – creazione che avviene nel campo relazionale in cui i due partner si incontrano e costruiscono uno spazio in cui muoversi trovando una giusta distanza tra se e l’altro, è come se fosse una danza in cui l’uomo e la donna definiscono codici, passi, tempo, spazio per dar vita ad una danza comune. Quando siamo catturati intensamente dal coinvolgimento amoroso, abbiamo la sensazione di vivere per l’altro e in funzione dell’altro, come se i nostri bisogni e necessità non avessero alcun valore. Dopo questa prima fase, l’innamoramento, davanti a noi ci appare l’altro che noi vediamo sotto una luce diversa, cioè ci accorgiamo della sua totalità. Ed è in questa fase che l’esperienza d’amore si sta trasformando, e la giusta distanza permette ad ognuno dei due partner di  vedere l’altro, di accoglierlo, di avvicinarsi e di muoversi nel proprio spazio.

Ma parlando di distanza, di rispetto dei ruoli, non si potrebbe incorrere in un allontanamento tra i partner? Qual è il giusto spazio, secondo lei, da non dover superare?
Per descrivere quello che secondo me accade tra due persone che decidono di stare insieme per formare una coppia utilizzo la famosa matafora dei porcospini di Schopenhauer.
“I porcospini quando hanno freddo per proteggersi si stringono vicini ma le spine reciproche li costringe ad allontanarsi l’uno dall’altro. Fanno più tentativi di avvicinamento e allontanamento finchè non riescono a trovare quella giusta distanza che gli permette di scaldarsi e non farsi male.”
Due amanti si avvicinano per soddisfare un loro bisogno, illudendosi che stando molto vicini possano scaldarsi, rimangono delusi quando scoprono che così facendo si fanno solo del male, ma trovando la loro giusta vicinanza, scoprono che si possono scaldare, riuscendo a trovare il punto per vedere l’altro e stare bene insieme.
Se dovesse paragonare l’amore ad un’immagine o ad una fotografia a quale l’accomunerebbe? Perché?
L’immagine che in questo momento mi viene in mente pensando a due innamorati sono due amanti che si abbracciano, in un abbraccio pieno di tenerezza, un posto sicuro dove potersi rifugiare ed entrare in contatto ascoltando il cuore dell’altro, perché tutto parte da lì, dal cuore che batte e dalla nostra anima. L’abbraccio rappresenta un contatto autentico con l’altro in cui ci sveliamo senza angoscia e senza paura.
Quali sono i segnali che portano due persone a rendersi conto di aver raggiunto quell’equilibrio utile a rendere la loro storia duratura?
Man mano che la relazione prende forma attraverso lo sviluppo della consapevolezza condivisa vi è un aumento dell’intimità che fa sentire le coppie unite nel tendere ad uno stesso fine: il bene proprio e dell’altro in un rapporto di impegno reciproco, quando la relazione diventa un luogo sicuro in cui ognuno dei partner può esprimere appieno il proprio sé, riconoscendo l’altro allora si parlerà di coppia.

Dott.ssa, per concludere, spesso sui social network troviamo frasi come: “L’amore non esiste” o “Il principe azzurro è gay”, lei crede nell’amore?
Assolutamente sì , l’amore ci guida nella nostra vita, ci permette di vivere con passione tutte l’esperienze. Il principe azzurro esiste solo che non è vestito di azzurro e non arriva sempre con il cavallo bianco. Le aspettative ci fanno perdere il contatto con ciò che sta succedendo perché non riusciamo a vedere quello che, intanto, intorno a noi ci sta accadendo, possiamo perdere uno sguardo, un sorriso, una parola che può arrivare dritta al nostro cuore. Lasciamo aperto il nostro cuore.

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