Cronaca

La Francia come Ponzio Pilato

La Francia come Ponzio Pilato
Gabriella De Santis

di Gabriella De Santis
Libertè, egalitè, tienilitè. È soltanto uno degli ironici commenti alla chiusura dei confini da parte della Francia verso l’Italia, nella zona di Ventimiglia (Liguria). Infatti, circa 200 migranti giunti nella città imperiese per poter poi muovere verso altre mete europee (Francia, Gran Bretagna, Austria, Germania ecc.) – dove spesso hanno parenti, amici e dove ci sono più ampie comunità di connazionali – sono stati bloccati al confine dalla polizia d’oltralpe e, in alcuni casi, riportati in Italia i pochi arrivati a Nizza muniti di biglietto del terno Nizza-Parigi. Il sindaco di Ventimiglia, Enrico Ioculano, infatti, non fa che confermare l’emergenza. Tra i 200 immigrati, che si trovano tra la zona della stazione e il centro cittadino, ci sono anche famiglie con bambini. “La situazione è delicata e sta diventando un caso diplomatico un gruppo di immigrati, mostrando il biglietto del treno Nizza-Parigi, dice di essere stato prelevato a Nizza e riportato a Ventimiglia.”

Di conseguenza, allontanati dal confine, hanno protestato affinché i loro diritti umani fossero rispettati e le frontiere aperte, rifiutando il cibo che gli era offerto dalla Croce Rossa e da alcuni residenti di Ventimiglia. Dopo lo sgombero, un piccolo gruppo di migranti ha raggiunto una vicina scogliera, minacciando di gettarsi in mare.
Tutto ciò è causa dalla sospensione temporanea degli accordi di Schengen, che garantiscono la libera circolazione delle persone all’interno dell’Unione Europea. La sospensione è stata decisa per via del G7, che si è tenuto a Garmisch-Partenkirchen, in Germania: le autorità volevano impedire l’arrivo a Garmisch-Partenkirchen di contestatori o altri individui pericolosi. La sospensione temporanea doveva terminare lunedì 15 giugno e fino ad ora non si sa nulla, causando inoltre situazioni problematiche anche nella stazione Centrale di Milano e di Roma Tiburtina, dove sono stati allestiti centri di accoglienza temporanei. A seguire l’esempio della Francia, anche la Svizzera.

Le persone bloccate a Ventimiglia e nelle altre stazioni provengono soprattutto da Eritrea, Somalia, Costa d’Avorio e Sudan. Molti di loro non vogliono farsi identificare in Italia, perché a quel punto potrebbero richiedere asilo politico soltanto alle autorità italiane. Secondo le regole europee si può fare richiesta d’asilo soltanto nel paese europeo dove si fa il proprio ingresso in Europa e gli stati membri sono obbligati a identificare con foto o impronte digitali tutti coloro che entrano illegalmente nei propri confini.
Il ministro dell’Interno Alfano commenta così stamane al vertice a Lussemburgo “l’Europa faccia l’Europa […] la scena di Ventimiglia è un pugno in faccia all’Europa ed è la prova che i migranti non vengono in Italia per stare in Italia, ma per andare in Europa ed è dalla scena di Ventimiglia che tutti devono trarre insegnamento: io credo che quella scena sia stata un pugno negli occhi a chi non vuol vedere”.
Replica così il ministro dell’interno francese, B. Cazeneuve «Solidarietà per i rifugiati e tra Stati a condizione che accanto alla solidarietà ci sia la responsabilità condivisa», che in una conferenza stampa congiunta col ministro tedesco Thomas De Maziere, al termine dell’incontro col Commissario Ue Dimitris Avramopoulos ed il ministro Angelino Alfano ha affermato: «è esattamente la linea di Francia e Germania fin dall’inizio».

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