Cronaca

La scomunica di Papa Francesco ai mafiosi: lo strumento più potente

La scomunica di Papa Francesco ai mafiosi: lo strumento più potente

scomunicapapadi Ricky Violante
Un anno fa in questo mese (esattamente il 21 giugno) Papa Francesco, nell’omelia della Messa, celebrata a Sibari davanti a 250.000 persone, ha scomunicato i mafiosi. Mai nessun Papa si era spinto a tal punto nella lotta al crimine organizzato. Ma quali sono i reali effetti che la scomunica ha avuto sui mafiosi e in generale cos’è la scomunica? Quasi tutti ne hanno sentito parlare almeno una volta, ma molti non conoscono i reali effetti di questo strumento. La scomunica è essenzialmente una pena ecclesiastica, che consiste in una serie di divieti e censure a danno di chi la subisce; gli scomunicati non possono accedere a nessun tipo di sacramento e in generale non possono ricevere benefici dalla Chiesa, che spesso in passato si è servita della scomunica contro nemici politici, come Napoleone, e nemici che hanno evaso la dottrina cristiana, come Galilei o, più di recente, i medici abortisti.

Nell’inchiesta giornalistica Chiesa Nostra, condotta dallo storico John Dickie, viene esplicitato il legame tra i mafiosi e la loro singolare religiosità: “i mafiosi sono profondamente devoti, ma sono anche profondamente cinici nel modo in cui usano la religione per giustificare il loro potere e ci riescono perchè, da sempre, preti e padrini hanno avuto interessi comuni”. E’ per questo legame, tutt’altro che sacro, che il Papa ha condannato i mafiosi, sostenendo che “non sono in comunione con Dio, sono scomunicati!“. Gli effetti di questa condanna potrebbero potenzialmente essere devastanti sia per le organizzazioni criminali in sé, perchè incrinerebbero i rapporti con moltissime associazioni collegate ad esse, sia per i singoli mafiosi nel loro equivoco rapporto con Dio.

Ci sono voluti circa due secoli, dalla nascita di Cosa Nostra e della ‘Ndrangheta, perchè un Papa si servisse di un mezzo così potente come la scomunica per lottare il crimine organizzato. E’ proprio per questo che sorgono delle domande inquietanti: se i mafiosi non sono in comunione con Dio, perchè,  invece, un reato come la pedofilia (che è di gran lunga più anziana della mafia) è semplicemente condannato e si cerca di redimerne i colpevoli? Scomunicare i pedofili sarebbe azzardato o accrescerebbe la credibilità della Chiesa? Le risposte domani, fra un mese, fra due secoli…o mai.

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