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La Serie A va in vacanza: ecco i verdetti finali

La Serie A va in vacanza: ecco i verdetti finali

serieadi Pierluigi Cassese
Cala il sipario anche sul nostro massimo campionato lasciandoci sentenze tanto amare quanto inaspettate. Regina d’Italia da un mese a questa parte è la Juventus di Allegri, un campionato da 10 in pagella vinto con estrema facilità, anche in virtù del fatto che non ha mai avuto una rivale che fosse una. Seconda chiude la Roma di Rudi Garcia, protagonista di un campionato tutt’altro che esaltante, una carretta issata troppo faticosamente al secondo posto: se c’è da arrivare primi sono i secondi, se c’è da arrivare secondi sono i primi: fate un po’ voi. Seconda anche per l’inferiorità (e neanche tanto!) della Lazio di Pioli, che ha meritato gli applausi per un terzo posto sempre sperato ma mai certo pur mettendo in scena un gioco a tratti spettacolare, e del Napoli di Rafa Benitez… ah, il Napoli. ”

Può e deve fare molto di più” direbbe il campionato all’alunno Napoli, rimandato alla prossima stagione, come ogni stagione. Sbanda anche all’ultima curva direzione Champions registrando solo fallimenti, perdendo tutto quello che si può perdere in una stagione: scontri diretti in campionato, preliminare di Champions ad agosto e quello per accedervi a maggio, e troppi punti persi con squadre di medio-bassa classifica.
Anni duri, invece, per le milanesi che rimarranno contemporaneamente senza Europa per la prima volta nella loro storia. Da una parte l’Inter di Mancini, protagonista di un campionato a due facce e mai convincente, con una difesa che ha fatto troppa acqua; dall’altra parte c’è il Milan, di chi ancora non si sa. Senza leader nello spogliatoio, senza un allenatore che lo rendesse unito e senza una società che possa definirsi tale: favola di un ennesimo esperimento fallito e bruciato, quello di Pippo Inzaghi. Era stato esonerato Allegri (che oggi è vicino al “triplete“), era stato cacciato Seedorf e fra poco toccherà a Inzaghi; una delle regole principali del calcio è che per fare una grande squadra ci vogliono grandi giocatori prima che un grande allenatore, e chissà che anche a Milanello non ne prendano nota.

Grande stagione anche delle genovesi, della Fiorentina e dell’Empoli di Sarri, quest’ultimo ha strappato applausi per il suo gioco centrando una salvezza più che tranquilla contro ogni pronostico, guadagnandosi la stima di mezza Italia. Male l’Udinese di Stramaccioni (già sostituito con Colantuono), malissimo Cagliari e Cesena che salutano la Serie A come, forse, peggio non potevano. Chiude la classifica il Parma, fanalino di coda di questo campionato, al quale va l’onore delle armi che mai ha abbandonato. Dall’Europa al fallimento in pochi mesi, passando per imprenditori che volevano fare del Parma e di Parma un semplice gioco economico. Non si sa se sarà Serie B o dilettanti, sappiamo, però, che una fenice risorge sempre dalle proprie ceneri.

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