Cronaca

Scorie nucleari, anche in Puglia possibili siti di stoccaggio

Scorie nucleari, anche in Puglia possibili siti di stoccaggio
Vincenzo Demichele

scdi Vincenzo Demichele
Migliaia di metri cubi di scorie nucleari potranno trovare collocazione anche in  Puglia. Sono questi i risultati di un’attività di ricerca condotta dalla Sogin, società di Stato responsabile dello smantellamento (“decommissioning”) degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi, compresi quelli prodotti dalle attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare. La zona individuata per il sito di stoccaggio corrisponderebbe al territorio compreso fra Altamura e Matera. In questi giorni è in corso di svolgimento l’iter di approvazione della Carta Nazionale delle zone idonee ad ospitare rifiuti nucleari, redatta dalla Sogin e in seguito sottoposta al vaglio dell’ISPRA, l’Istituto Superiore di Protezione dell’ambiente. Il documento poi dovrà passare all’attenzione del Ministero dell’Ambiente e successivamente a quello dello Sviluppo Economico per ottenere il nulla osta definitivo. Le scorie nucleari che verranno eventualmente stoccate nel territorio pugliese provengono dallo smantellamento di centrali nucleari dismessse dopo il referendum e da altre fonti di rifiuti radioattivi.

Un’altra grana ambientale dunque per la Puglia, dopo quella delle trivellazioni che interesserebbero il tratto di mare Adriatico compreso fra Bari e Brindisi, nello specifico Polignano a Mare e Monopoli. Ma le popolazioni locali interessate non rimangono in silenzio. Mentre l’hashtag #difendiamolabellezza è divenuto il simbolo della difesa delle coste pugliesi dal pericolo trivellazioni, sono state avviate delle petizioni online per impedire che vengano realizzati dei siti di stoccaggio di scorie nucleari in Puglia. In poche ore sono state raccolte più di 2.500 firme sul portale Firmiamo.it per dire “No alle scorie nucleari tra Altamura e Matera”. Anche gli amministratori locali e regionali sono interevenuti nel dibattito. Nonostante i  benefici economici che i territori designati potrebbero godere nel caso in cui accettassero di accogliere i rifiuti radioattivi, essi si sono opposti fermamente a questo eventuale scenario, prendendo le difese della causa ambientale.

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