Calcio

Serie A: prima giornata, prime sorprese

Serie A: prima giornata, prime sorprese

di Emanuele Saponieri
Le sorprese sono sempre dietro l’angolo, e dopo la prima giornata del campionato 2015-16 questo concetto è ben chiaro anche per alcune delle big della nostra serie A. Il risultato più inaspettato giunge dallo Juventus Stadium, gelato al minuto ’78 da Cyril Thereau, attaccante dell’Udinese che regala uno storico successo ai friulani. La Juventus, infatti, presentatasi anche quest’anno con i favori del pronostico dopo i quattro scudetti consecutivi messi in bacheca, non aveva mai perso in casa alla prima di campionato: in 40 occasioni aveva ottenuto 33 vittorie e 7 pareggi.
Prima giornata amara anche per il Milan, le cui speranze sono andate a sbattere contro il muro Fiorentina: se i rossoneri sono apparsi ancora in fase di costruzione, i viola sembrano aver già assimilato metodi e schemi del nuovo allenatore Paulo Sousa. Mihajlovic non cerca scuse dopo il ko, ammettendo di avere ancora molto lavoro da fare, soprattutto con il suo centrocampo. Certamente più sereno il tecnico della Fiorentina, che può contare su un Ilicic che appare rigenerato dalla cura del portoghese, ben lontano dalla brutta copia del giocatore visto nella stagione precedente.

Non è andata bene neanche al Napoli di Maurizio Sarri, che inizia con una sconfitta la sua avventura sulla panchina partenopea. Eppure Hamsik aveva sbloccato immediatamente il match, ma è stata solo un’illusione per i tanti tifosi accorsi al Mapei Stadium: pian piano il Sassuolo di Di Francesco è salito in cattedra, colpendo un Napoli che pare non aver ancora risolto i problemi difensivi lasciati in eredità da Benitez, e a sei minuti dal termine ha portato a casa il bottino pieno grazie al gol di Sansone.
La Roma, nell’anticipo di Verona, muove la classifica conquistando il suo primo punto su un campo ostico come il Bentegodi, ma l’aria che si respira nell’ambiente giallorosso non sembra essere idilliaca. Dopo l’importante e costosa campagna acquisti estiva, i tifosi si aspettano molto in termini di risultati ma anche di gioco, che pare ancora latitare: ora sta a Garcia trovare la chimica giusta per far esplodere un reparto offensivo che, almeno sulla carta, appare letale.

Buona la prima, almeno sotto il profilo del risultato, per l’Inter di Roberto Mancini. Il gioco dei nerazzurri non convince ancora del tutto, ma i miglioramenti rispetto alla passata stagione sembrano già evidenti soprattutto a livello difensivo, con la nuova coppia di centrali tutta sudamericana che appare più solida rispetto a quella dello scorso anno. Ma l’uomo in più per questa stagione potrebbe essere Stevan Jovetic, che ha già risolto con una perla la partita con l’Atalanta: d’altra parte, difficile trovar qualcuno che possa esprimere dubbi sulle qualità tecniche del montenegrino.
Benissimo è andata alla Sampdoria, apparsa decisamente trasformata rispetto alla squadra che non più di qualche settimana fa soccombeva ai modesti serbi del Vojvodina. Walter Zenga può essere contento per la prova di Eder e Muriel, che hanno bagnato il debutto in campionato con una doppietta a testa, ai danni di un Carpi che è sembrato troppo acerbo per la Serie A, salvo poi parzialmente svegliarsi nella ripresa.
Primi tre punti per la Lazio, apparsa già in buona condizione: i biancocelesti hanno dominato la gara per lunghi tratti contro un Bologna che, oltre il gol, non ha portato grandissimi pericoli dalle parti della porta laziale.

Molto bene il Torino, che rimonta al Matusa contro un Frosinone che, alla sua prima assoluta in A, non ha affatto demeritato, rimanendo in vantaggio per tutto il primo tempo.
Primi tre punti anche per il Palermo, che ha steso il Genoa nel recupero con il nuovo acquisto El Kaoutari, e per un gran bel Chievo, che vince con un’ottima prova contro un Empoli che ha molto lavoro da fare per centrare l’obiettivo salvezza.
Ad ogni modo è solo la prima giornata, ma la sensazione è che stiamo per vivere un campionato che si preannuncia divertente e molto più incerto rispetto alle ultime edizioni: ma la parola, come sempre, al campo, l’unico vero giudice.

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