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Periscope e il live-streaming

Periscope e il live-streaming
Antonio Catacchio

di Antonio Catacchio
Periscope è l’applicazione lanciata da Twitter diversi mesi fa che permette di condividere in streaming, attraverso il proprio smartphone, i momenti della propria vita o un fatto di cronaca di cui si è testimoni.
L’app è attualmente disponibile per iPhone e per dispositivi Android. Una volta installata è necessaria l’associazione con il proprio profilo Twitter, in tal modo Periscope riconosce la persona che la sta utilizzando ed è quindi in grado di suggerire gli utenti da seguire che sono già registrati allo stesso servizio. Completati questi passaggi, siamo pronti a utilizzare l’app per quella che è la sua funzione. Facciamo partire la registrazione del video e in quel momento tutti i nostri “seguaci” riceveranno una notifica che li avverte della presenza del filmato. I follower, a loro volta, potranno guardarlo, commentarlo ed esprimere il loro gradimento attraverso un “hearts” che ricorda molto il simbolo presente su Instagram.

Una volta terminata la diretta, il filmato registrato può essere rivisto entro le 24 ore successive. Inoltre è possibile definire il pubblico di utenti a cui voglio mostrare i video realizzati. Si può stabile dunque quale tipologia di privacy impostare “pubblica” o “privata”, ideale per eventi personali. Se sia un’applicazione di tendenza o se possa avere un futuro in determinati ambiti lavorativi è ancora presto per dirlo. Al momento le questioni che sollevano riflessioni in merito al suo utilizzo riguardano il copyright e la privacy, soprattutto se vengono filmati eventi pubblici; inoltre un breve video di pochi minuti prosciuga molta batteria al nostro smartphone e questo non a tutti gli utenti può fare piacere.

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Antonio Catacchio
@tonykataklios

Nato a Bari nel freddo gennaio del 1979, non ha intrapreso esclusivamente l'Università della vita, come molti oggi vanno orgogliosamente sostenendo. Oltre a quella infatti si è anche laureato in giurisprudenza presso l'Università degli studi di Bari nel 2009 con una tesi in diritto penale dal titolo "La frode informatica". Dopo aver sostenuto gli scritti per l'esame di avvocato nel dicembre 2011, si inerpica come un dedalo, nella realizzazione di un magazine online iniziando a studiare SEO, SEM e aprendo account online su social media d'ogni genere per iniziare a carpirne funzionamento ed evoluzioni. Tra un lavoro occasionale ed un altro a tempo determinato, dirige e conduce gli aspetti organizzativi del progetto corrieredellepuglie.com, di cui è il maggiore artefice. Nel 2013 fonda insieme a Claudio Santovito, Roberto Loizzo e Teresa Manuzzi l'Associazione InformAEticaMente.it, editrice del corrieredellepuglie.com.

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