Costume & Società

Solo andata, grazie: l’Italia spezza il cuore

Solo andata, grazie: l’Italia spezza il cuore

di Maria Ragone
“Tanto se ne vanno tutti! Da qua se ne vanno tutti! Non te ne accorgi ma da qua se ne vanno tutti!” canta con la consueta serio-comica consapevolezza di Caparezza. Ma, a quanto pare, ce ne stiamo accorgendo tutti. Il numero dei giovani che lasciano l’Italia è sempre più alto. Le dinamiche e le motivazioni sempre diverse, la posta in gioco sempre la stessa: trovare qualcosa di migliore. I giovani sono sempre più convinti che un Paese straniero possa offrire ciò che in Italia possono sognare o, per i meno pessimisti, sperare. Le mete europee più scelte sono Regno Unito e Germania, a seguire Francia e Svizzera. Si è parlato tanto di “Cervelli in fuga”, ma a partire non sono solo le menti eccelse: coloro che, già laureati, vogliono trovare un lavoro più gratificante e meglio pagato o coloro che possono e vogliono studiare all’ estero in prospettiva di un futuro meno buio. Sono sempre di più i giovani che comprano un biglietto per solo andata, per fare esperienze lavorative e imparare anche una nuova lingua, ma senza aspettare il volo di ritorno. Sì, perché se la vita inizia a prendere forma…la vita continua lì: goodbye Italia, adieu Italia, auf widersehen Italia, adiós Italia.

Il livello d’età sta scendendo: se prima il fenomeno era più diffuso per gli over venticinque, ora sono tantissimi i ragazzi che partono anche subito dopo gli esami di maturità. La causa di questo flusso migratorio giovanile? Crisi e disoccupazione dilagante; sfiducia nella classe politica e nel sistema del Bel Paese; stimoli carenti nel mondo del lavoro (quando ce n’è); corruzione che vince sulla meritocrazia; mentalità spesso ancora troppo chiusa e asfittica; mancanze di prospettive. I giovani italiani guardano l’estero non più con gli occhi di turisti, ma con quelli di futuri cittadini, con la benevola speranza che dal famoso cassetto fuoriescano i sogni per far spazio a qualcosa di più appagante. Frank Bruni, opinionista del New York Times, sembra aver capito davvero migliaia di giovani: “L’Italia ti spezza il cuore, è un Paese dove si è persa la speranza nel domani”.

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