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Wall Street apre le porte a Uber?

Uber sbarca in borsa? Indiscrezione dell'agenzia di stampa Reuters

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Wall Street apre le porte a Uber?
Daniele D'Amico

Uber starebbe preparando l’ingresso a Wall Street, non prima di avere guadagnato una posizione di rilievo nei mercati orientali. L’Ipo è prevista nei prossimi mesi

L’agenzia di stampa Reuters è entrata in possesso di una presentazione che Uber sta sottoponendo a potenziali investitori, all’interno dellaUber quale vengono fatti riferimenti chiari all’entrata in borsa. Per quanto il condizionale sia ancora obbligatorio, sono vari gli indizi che rendono plausibile l’Ipo, a partire dal fatto che il Ceo Travis Kalanick, pure non sbilanciandosi sui termini, non ha mai negato l’interesse per la borsa e, in secondo luogo, sta rispondendo con molteplici “no comment” agli organi di stampa che in queste ore stanno cercando di avere conferme ufficiali.

 Al di là delle questioni formali c’è la chiara intenzione di espandersi in ogni angolo del mondo; a fine agosto Uber ha chiuso un round di finanziamenti da 1 miliardo di dollari per conquistare la Cina e ha annunciato di volere investire altrettanto per radicarsi in India, mercato meno attraente ma più facile da conquistare poiché in Cina è già presente Didi Kuaidi, concorrente forte anche dal punto di vista economico che, di miliardi di dollari, ne ha raccolti ben due.
Per espandersi occorrono molti quattrini e la quotazione pubblica sembra essere un’ottima soluzione, soprattutto se a quotarsi è un’azienda che – stando almeno al proprio Ceo – dice di raddoppiare il proprio fatturato ogni sei mesi e che ha già raggiunto il valore di 51 miliardi di dollari. Tema questo che obbliga ad una parentesi squisitamente finanziaria: con un simile valore di capitalizzazione Uber entrerebbe nell’élite mondiale delle borse, alle spalle di colossi quali BMW e Time Warner e davanti a Colgate, Eni e Honda Motor.

Il maggior investimento è arabo

UberPublic Investment Fund, fondo sovrano saudita, ha investito 3,5 miliardi di euro in Uber Technologies. Si tratta del maggior investimento di sempre nella società di noleggio auto e il maggiore mai realizzato dal fondo sovrano di Riad in una società privata. L’operazione valorizza Uber, proprietaria dell’app che consente il noleggio di auto private con autista, per 62,5 miliardi di dollari, in linea con le valutazioni precedenti, secondo quanto fatto sapere dalla società stessa. Il fondo saudita avrà in portafoglio una quota pari a circa il 5% del gruppo californiano. L’investimento, fanno invece sapere fonti saudite, è in linea con la necessità del fondo di diversificare il portafoglio di partecipazioni fuori dal settore strettamente petrolifero. Lyft Inc., la seconda società di noleggio trasporti degli Usa, aveva raccolto 100 milioni di dollari dalla Kingdom Holding Co. del principe saudita Alwaleed Bin Talal. «Come fondo sovrano dell’Arabia Saudita – si legge in una dichiarazione di Al Rumayyan, managing director del fondo – siamo focalizzati sull’obiettivo di ottenere profitti da investimenti di lungo termine».

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Daniele D'Amico
@1danyda

Nato a Taranto il 25/04/1980, da sempre appassionato di Digital Journalism, Social Network e Digital Marketing. SEO Editor e Social Media Strategist. In costante formazione.

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