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Trulli di Alberobello, tra storia e curiosità

I trulli, Patrimonio dell’Unesco, continuano ad affascinare con la loro storia e la loro simbologia

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Trulli di Alberobello, tra storia e curiosità
Antonella Tomaselli

Conosciuti in tutto il mondo, in quanto patrimonio mondiale Unesco, i trulli rappresentano uno tra i simboli distintivi della regione Puglia. Le loro origini sono sempre oggetto di dibattito e di continuo studio, ma la nascita dei primi trulli risale all’età preistorica. In quel periodo, in Valle D’Itria, iniziavano a diffondersi i primi insediamenti umani e con loro le costruzioni dei thòlos, i monumenti funerari a forma di cupola. La struttura di queste tombe fu presa come riferimento per la costruzione delle abitazioni, temporanee o permanenti, degli agricoltori: i trulli che noi tutti conosciamo.
Il termine “trullo” assume delle varianti dialettiche: ad esempio in Valle D’Itria viene indicato con il sostantivo maschile casìdde oppure casedda, inteso appunto come piccola casa; invece costruzioni simili, in altre zone pugliesi, vengono riconosciute con casiedde o caselle nella zona del nord barese e con turri nel Salento meridionale.

Tuttavia, nonostante la presenza di tale costruzione in differenti aree della Puglia, i trulli maggiormente conosciuti sono, senza ombra di dubbio, quelli presenti ad Alberobello, comune della città metropolitana di Bari. I trulli in questione risalgono al XIV secolo e, per lo stato in cui si sono conservati fino ai nostri giorni e per la particolare struttura architettonica, sono entrati a far parte nel 1996 del Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco.
La loro costruzione avveniva usando esclusivamente pietra calcarea e interamente a secco, senza l’utilizzo di malta, legname o altri mezzi di sostegno. Si pensa che originariamente i trulli fossero stati ideati in questo modo per poter essere smantellati in fretta e per evitare quindi il pagamento delle tasse sui nuovi insediamenti. Ma esistono varie teorie in proposito: una di queste afferma che i trulli venivano usati per comunicare l’arrivo di eventuali controlli attraverso segnali di fumo; in quel caso venivano letteralmente privati della cupola, in attesa di essere ricostruiti una volta passato il pericolo.

Interessanti sono i due elementi che differenziano un trullo dall’altro: il pinnacolo e i simboli raffigurati esternamente. Il primo conclude la copertura della costruzione e solitamente è composto da tre pietre sovrapposte di tre forme diverse: cilindrica, a scodella e sferica. In merito al suo significato esistono varie ipotesi: secondo alcuni il loro scopo è puramente ornamentale, mentre per altri rappresentano un semplice segno distintivo.
Per quel che concerne i simboli disegnati a mano libera sulla cupola, pare che ognuno di essi abbia un’origine e un significato differente. Alcuni erano di buon auspicio agli abitanti del trullo, mentre altri erano legati alla fede cristiana. L’ uso della calce è invece simbolo di purificazione poiché il suo colore bianco ricorda quello del latte che inevitabilmente rimanda ai bambini.

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