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In arrivo il vino vegano

In arrivo il vino vegano
Gabriella De Santis

Vino veganodi Gabriella De Santis
È in arrivo sulle nostre tavole una novità tutta da scoprire. Parliamo dell’esperienza “veg” che questa volta abbraccia un settore ritenuto finora estraneo a questo ambito. Si tratta infatti del vino. La notizia arriva direttamente dal Vinitaly, la più importante fiera del settore. Ma cosa si intende per vino vegano?
Maria Chiara Ferrarese, responsabile Ricerca e Sviluppo e Business development di Csqa-Certificazioni srl, ha spiegato in un’intervista in che modo il vino viene “contaminato” da sostanze di origini animali, diventando così un prodotto escludibile per alcune categorie di persone che scelgono un particolare tipo di alimentazione.
La Presidente dell’azienda che certifica i vini veg Qualità Vegetariana Vegan®, marchio promosso dall’Avi, Associazione Vegetariana Italiana, ha inoltre spiegato le differenze nell’alimentazione tra vegetariani e vegani.

Ad esempio i prodotti destinati ai vegetariani non devono contenere carni di qualunque tipo e, più in generale, ingredienti o loro derivati ottenuti dall’uccisione diretta di animali. Nei prodotti destinati all’alimentazione vegana, invece, oltre al divieto di utilizzare carni e loro derivati è vietato anche l’impiego di derivati di origine animale non necessariamente ottenuti dall’uccisione di animali, usati come ingredienti, ma anche come additivi o come coadiuvanti tecnologici.
Ecco dunque che entra in gioco la questione del vino, che oltre all’uva vede la presenza di alcuni coadiuvanti tecnologici, spesso di origine animale, nella sua produzione.
I “coadiuvanti tecnologici” sono sostanze, organiche o inorganiche, utilizzate per favorire il processo desiderato ma che vengono successivamente eliminate.

Dopo aver svolto la loro azione, queste sostanze sedimentano sul fondo del recipiente e vengono poi rimosse dal vino. Teoricamente dovrebbero essere del tutto assenti nel prodotto finito, ma non si può escludere che residuino in traccia. Maria Chiara Ferrarese fa degli esempi di quali sono questi coadiuvanti tecnologici e come vengono utilizzati: i più comuni sono i cosiddetti “chiarificanti”, che sono materiali attraverso i quali vengono fatti passare i liquidi alimentari (il vino in particolare) per renderli limpidi e togliere loro le impurità. I chiarificanti di origine animale sono l’albumina d’uovo, la caseina e i caseinati, la colla d’ossa, la colla di pesce, la gelatina. Dunque, tutti derivati di origine animale.
In sostanza per i vegetariani non vi sarebbe alcun impedimento da parte dei vegetariani nel consumo di vino, eventualmente prodotto secondo tali processi e con l’utilizzo di chiarificanti di origine animale. Naturalmente caso opposto è per i vegani, per i quali, invece, il consumo di vino dovrebbe essere esclusivamente associato ad un vino primo di qualsiasi traccia animale.
Quindi il vino vegano è una realtà, anche se poco conosciuta. Pochi sono infatti i viticoltori che hanno abbracciato questa nuova tecnica di lavorazione del vino e i marchi registrati vini certificati Qualità Vegetariana Vegan® sono 10: Venturino Giancarlo in Piemonte, Agrobiologica San Giovanni, l’azienda vinicola Costadoro, Offida, società agricola Pievalta e Società agricola Ciù Ciù nella regione Marche, fattoria Casabianca e frantoio La Pieve in Toscana, Olearia Vinicola Orsogna in Abruzzo e Perlage S.r.l. in Veneto.

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