Teatro

La Napoli di Eduardo De Filippo

Già 30 anni dalla sua scomparsa

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La Napoli di Eduardo De Filippo
Francesco Tiberio

Eduardo De Filippo, il più grande uomo di teatro dell’ultimo secolo, il creatore di emblematici personaggi quotidiani scolpiti nella sua pittoresca lingua napoletana. Scavava filosoficamente nella “miniera” dell’umanità sino a trovarvi, tra gioie e dolori, la preziosa vena della nascosta anima della gente.

La sua maschera scarna ed essenziale ha ben saputo evocarne emotivamente il volto più vero ed autentico, riproducendo fedelmente il dramma e le contraddizioni dell’uomo di sempre; in un universale affresco d’alta suggestione sinfonica, per quei suoi particolarissimi ritmi recitativi e quelle sue originalissime pause: come sigillo muto di interiori consapevolezze di sapiente che, pur vivendo come falco sulle vette, discende a valle in mezzo alla decadente società, già distrutta dall’ultima guerra e dalla crisi di valori. Perché i valori cui si riferiva Eduardo erano sì popolari, ma solo nel senso di riferirli al popolo, alla massa sfruttata dai potenti, emarginata, ai poveri ed ai vilipesi dall’ipocrisia imperante; e però valori in fondo aristocratici, di un uomo umile tra gli umili, perché veramente elevato di statura morale, privo dell’odiosa superbia degli intellettuali, e ricco della simpatica generosità e spontaneità del genio.

Natale in casa Cupiello”, “Non ti pago”, “Napoli milionaria”, “Questi fantasmi”, “Filumena Marturano”, “Sabato, domenica, lunedì”, “Gli esami non finiscono mai”, rimangono commedie immortali come il loro autore, sfidando i secoli avvenire e lottando per un mondo migliore. Ma è soprattutto in “Natale in casa Cupiello” che maggiormente si delinea il mondo perfetto proposto dal nostro Eduardo, quando “Lucariello” (il suo candido personaggio appassionato alla costruzione del Presepe) lascia intravedere come quel Presepe tanto amorevolmente curato (‘O Presebbio), sia solo simbolico: esso, invero, rappresentava in piccolo l’adorata Napoli da rifare, ed in grande l’intero mondo da ricostruire dalle macerie, con i sentimenti più nobili ed intramontabili propri all’innocenza di un bambino.

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