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Bellezze di Puglia in rovina: il luogo della morte di Federico II

Castelfiorentino (FG) si è classificato ottavo nella lista stilata dal FAI sui luoghi da preservare e valorizzare. Ma non ci sono fondi per il progetto

Questo articolo è stato visualizzato 13.440 volte. Leggi altri articoli di: Vincenzo Demichele.

Bellezze di Puglia in rovina: il luogo della morte di Federico II
Vincenzo Demichele

E ci risiamo. Un altro luogo di interesse storico-culturale minacciato dall’abbandono e dallo stato di incuria a cui è relegato. Questa volta parliamo di Castelfiorentino, località Torremaggiore. L’aggravante della vicenda deriva dal fatto che il sito archeologico assume una rilevanza importantissima non solo a livello di storia regionale, ma europea. La città in questione, o meglio, i ruderi che ne rimangono, è il luogo dove si è spento uno dei personaggi più importanti legati alla nostra regione e al ‘200 in generale: Federico II di Svevia. Storia e leggenda si intrecciano, rendendo questa località in provincia di Foggia ancora più affascinante e misteriosa.

Forse anche per questo Castelfiorentino ha conquistato l’ottavo posto del censimento 2014 del FAI su “I luoghi del cuore”. Si tratta di una lista redatta dall’organizzazione “Fondo Ambiente Italiano” sui luoghi italiani di particolare interesse storico, culturale, naturalistico, che vanno pertanto preservati, tutelati e, se possibile, valorizzati. La classifica è stilata in base al numero di segnalazioni pervenute all’associazione. Castelfiorentino è stato l’ottavo più votato in tutta Italia. Questo risultato, a cui ha contribuito il comitato PRO FIORENTINO, è stato accompagnato dalla presentazione di un progetto. Lo scopo era reperire fondi per finanziare la valorizzazione del sito archeologico, compresi percorsi di visita guidata.

Il progetto è stato approvato. Tuttavia, per mancanza fondi, non è stato possibile attuarlo. Un vero peccato, se si considera che a Castelfiorentino ha esalato il suo ultimo respiro Federico II Svevia, uno dei più importanti personaggi storici dell’europa del ‘200. Si racconta che mentre era impegnato in una battuta di caccia nelle campagne della Capitanata, fosse stato colto da un attacco di dissenteria. Fare ritorno sino alla reggia a Foggia era impensabile, così fu ricoverato nella sua domus proprio a Castelfiorentino, la più vicina residenza imperiale. In uno dei rari momenti di lucidità in quello che sarebbe diventato il suo letto di morte, venne a sapere che si trovava vicino ad una porta con i battenti in ferro.

Nell’apprendere questa notizia, l’imperatore ricordò una profezia fattagli da un astrologo di corte: “…morirete vicino la porta di ferro, in un luogo il cui nome sarà formato dalla parola fiore…”. Proprio per questo motivo, verità o leggenda che sia, Federico II si era tenuto lontano da Firenze, dato che gli era stata vaticinata una morte “sub flore” (cioè “sotto un fiore”, nel senso figurato dell’espressione, riferita al nome della città). Non avrebbe potuto mai sapere però che avrebbe trovato la morte proprio a Castelfiorentino.

Oggi di quella residenza imperiale non rimane quasi nulla. Come riporta il sito del FAI, ci sono ancora “frammenti di capitelli, di colonne e di pilastri, di cornicioni, di archi a ogiva, di vetrate policrome testimoniano la ricchezza della decorazione interna della residenza imperiale”. Non per questo il sito (clicca qui per il video) va abbandonato e trascurato, visto che attira anche diversi turisti interessati a visitare di persona il luogo dove si è spento Federico II. E proprio per incentivare il turismo nell’area è stato avanzato quel progetto che, per il momento, il FAI non è in grado di finanziare. “Peccato, ma non ci fermeremo!”, si legge sul “Fiorentino di Puglia”, pagina Facebook che si occupa del sito.

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