Cronaca regionale

Discarica abusiva scoperta grazie a drone a Margherita di Savoia

L'operazione si è avvalsa, per la prima volta in Italia, di uno speciale drone in grado di individuare i rifiuti nel sottosuolo.

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Discarica abusiva scoperta grazie a drone a Margherita di Savoia
Pierfrancesco Caira

È scattato all’alba di questa mattina il blitz dei carabinieri del Comando Provinciale di Foggia, coordinati con il NOE (Nucleo Operativo Ecologico) di Bari, finalizzato al sequestro di un’area che si estende per oltre due ettari, sita a pochi metri dal litorale in località Cannafresca, a sud di Margherita di Savoia (BAT), e che si è rivelata essere una discarica abusiva satura di materiali inquinanti di vario genere (qui il video che documenta l’operazione). Per l’intera estensione del terreno, nonchè nel sottosuolo, erano occultati otre 50mila metri cubi di rifiuti, principalmente fresato d’asfalto e materiali di risulta derivanti da attività di demolizione in ambito edile, che hanno provocato l’innalzamento dell’area stessa di circa due metri e mezzo. Denunciata una donna, ovvero la legale rappresentante della società proprietaria del terreno, un’impresa di Barletta che opera nel settore dell’edilizia; al momento i due reati ipotizzati sono gestione di rifiuti non autorizzata e realizzazione di opere edilizie su area sottoposta a vincolo paesaggistico.

Per la prima volta in Italia è stato utilizzato uno speciale drone equipaggiato con dispositivo di geolocalizzazione, sensori di rilevamento della temperatura e GPS catastale, capace di individuare in brevissimo tempo la presenza di materiali inquinanti e rifiuti anche sottoterra. Si aggira intorno ai 4 milioni il costo per lo smaltimento legale della gran mole di rifiuti rinvenuta. Soddisfazione fra i vertici di Legambiente Puglia che, tramite il presidente Francesco Tarantini, spinge affinchè “si proceda subito alla caratterizzazione ambientale del sito e poi alla sua messa in sicurezza e/o bonifica, visto che l’area si trova a poche centinaia di metri dalla foce del fiume Ofanto, nell’omonimo Parco fluviale regionale”, lo stesso Tarantini ha altresì auspicato la creazione di un apposito corpo di polizia dedito a contrastare i reati contro l’ambiente, quella che secondo lui sarebbe la conseguenza più logica del recente decreto che comporterà l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri.

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