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La Grande Scommessa

Il clamoroso racconto di come la crisi ebbe inizio e di come qualcuno se ne accorse alcuni anni prima, senza essere creduto.

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La Grande Scommessa
Gabriella De Santis

di Gabriella De Santis
La Grande Scommessa (The Big Short, questo il titolo originale, tratto dal libro omonimo) è un film di Adam Mckay, che ha sapientemente spiegato, in modo semplice, nonché realistico, la tanto fantomatica e citata crisi. Il racconto della vicenda si concentra sul periodo che ha preceduto il disastro del biennio 2007/2008, a partire dal 2005.  Mckay racconta di come pian piano proliferava la bolla dei mutui subprime, mutui concessi a qualunque tipologia di clienti, senza considerare la capacità di questi di restituire il prestito ricevuto.

È proprio da qui che tutto è cominciato. Milioni e milioni di americani risultavano insolventi, inadempienti, con ritardi nei pagamenti di mesi, con pignoramenti e così via. Ma tutto andava bene. I mutui continuavano ad essere concessi, soprattutto nel settore immobiliare, che era sempre stato stabile, florido e investire nell’immobiliare significava fare un investimento sicuro, poiché la garanzia reale (ipoteca) era l’immobile oggetto del finanziamento. Una catastrofe preannunciata. Ma qualcuno se ne accorse –anche relativamente in tempo- e decise di scommetterci contro. Primo fra tutti Michael Burry (Christian Bale) che si recò in ogni banca, facendosi creare uno strumento ad hoc che gli permettesse di trarre profitto in caso di crollo: CDS (Credit default swap). Ebbe poca credibilità, fu deriso ma tutte le banche gli concessero questa sorta di “assicurazione sul rischio di fallimento” del mercato immobiliare. Folle ma geniale. Oltre a lui, seguono Jared Vannet (Ryan Gosling), trader della Deutsche Bank che ci mette poco a fiutare il perverso affare, Mark Baum (Steve Carrell), responsabile di un fondo speculativo e un banchiere pentito Ben Rickert ( Brad Pitt).  Man mano che il ritmo del film si fa più incalzante e la suspance cresce, diventa sempre più tecnico il linguaggio di riferimento, con tanti acronimi CDO, AAA, BBB, CDS e termini specifici come mutui subprime.

Quindi McKay cerca di attirare l’attenzione e l’intrattenimento cinematografico degli spettatori con la spiegazione di tali fenomeni per bocca della sex symbol Margot Robbie, del re degli chef Anthony Bourdain e della pop star Selena Gomez. Non manca la sua vena di commediografo e quindi si concentra molto anche sulle personalità dei protagonisti, con le loro nevrosi, problemi, tic, ossessionata mancanza di fiducia e così via, il tutto intriso di un linguaggio colorito per suscitare una nota di divertimento nel pubblico. Linguaggio troppo tecnico ? Si, è voluto. Il regista utilizza un gergo finanziario specifico, sapendo che tutti i suoi spettatori non sarebbero stati solamente trader, banchieri, o economisti in generale, e lo fa proprio per non far capire fino a che punto si trattasse di una farsa o meno. D’altronde termini così difficili erano e sono usati – non solo, ma in buona parte si –per raggirare il “babbano” dell’economia e della finanza di turno. McKay con la volontà di rappresentare la realtà della vicenda, inserisce anche il colloquio (realmente avvenuto) tra gli speculatori e una dirigente di Standard & Poors, una nota agenzia di rating che si occupa di fornire delle valutazioni degli investimenti, dei titoli ecc, in base a sicurezza e rendimento con una scala di lettere in ordine alfabetico. Per cui la valutazione migliore sarà AAA, cui segue AA, A, BBB, BB e così via.

Le venne chiesto insistentemente perché si ostinasse ancora a concedere il massimo voto (AAA) alle obbligazioni spazzatura. La risposta fu epica “perché se non gliela diamo noi, quelli vanno qui dietro l’angolo da Moody’s e la ottengono ugualmente”. Questo a conferma di come ogni meccanismo e sistema di questo mondo sia corrotto, intriso di un egoismo molto più nero e deleterio di quello definito da A. Smith e popolato da monadi che inseguono il dio danaro, perpetuando una continua lotta per la sopravvivenza.  Ma “la verità”, come si dice nel film, “è come la poesia e alla maggior parte della gente sta sulle palle la poesia.”

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