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Castel del Monte, simbolismo e mistero che affascinano ancora

Il castello voluto da Federico II continua ad affascinare studiosi e visitatori per via della sua carica simbolica

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Castel del Monte, simbolismo e mistero che affascinano ancora
Antonella Tomaselli

Castel del Monte, il maniero risalente al XIII secolo, è da sempre oggetto di studio e interesse da parte di molti. Il castello, costruito intorno al 1240 per volontà dell’imperatore Federico II di Svevia, si erge imponente su una collina rocciosa appartenente alle Murge occidentali e dista 18 km dal comune di Andria (BT).
Per via della sua particolare struttura ottagonale è considerato un monumento d’eccellenza di tutta l’architettura medievale. Non a caso è uno dei siti italiani presenti nella lista dei patrimoni dell’umanità stilata dall’Unesco.
Ogni singolo aspetto di Castel del Monte rimanda al suo fondatore e alla sua personalità misteriosa, affascinante e poliedrica, da cui deriva probabilmente l’appellativo “stupor mundi”.

Federico II raccolse studiosi provenienti da ogni parte del mondo presso la sua corte di Palermo: così facendo la tradizione orientale si è unita a quella occidentale e il castello ha assunto un aspetto anche cosmopolita. Di fatto gli elementi culturali del nord Europa si fondono in maniera armoniosa a quelli del mondo musulmano e dell’antichità classica, donando a Castel del Monte un eccezionale valore universale. Particolarmente interessante, data l’epoca di costruzione, è l’installazione idraulica per i servizi igienici, di origine orientale.
I reali motivi che spinsero il “puer Apuliae” ad edificare tale edificio sono ancora sconosciuti. È stata esclusa l’idea che potesse trattarsi di una fortezza per scopi militari per via della sua posizione poco strategica, per l’assenza di fossati, di muri di cinta e per le feritoie troppo strette per consentire il lancio delle frecce. Anche le scale a chiocciola presenti nelle otto torri sono disposte in senso antiorario, diversamente da quanto accadeva solitamente a quei tempi per altri edifici finalizzati alla difesa.

Inoltre è stato ipotizzato che potesse trattarsi di una residenza per la caccia, attività che Federico II praticava, ma la presenza di ornamenti decorativi e la mancanza di ambienti tipici per quel tipo di residenza, quali le stalle, hanno messo in discussione anche tale ipotesi.
Si è giunti a pensare allora che Castel del Monte avrebbe dovuto avere la funzione di un tempio, di un luogo dove approfondire lo studio delle scienze. A supportare questa idea vi sono i diversi simboli che lo caratterizzano, i quali rimandano al mondo matematico e astronomico.
La sua planimetria, ad esempio, è basata sul numero otto: otto sono i lati della pianta del castello, otto le sale del piano terra e del primo piano a pianta trapezoidale disposte in modo da formare un ottagono, e otto sono le imponenti torri, ovviamente a pianta ottagonale, disposte su ognuno degli otto spigoli.
Invece la sua posizione è stata studiata affinché si creassero particolari giochi di luce durante i giorni di solstizio ed equinozio: nel corso dell’equinozio di autunno, a mezzogiorno, le ombre delle mura raggiungono perfettamente la lunghezza del cortile interno.

Durante i lavori di conservazione dal 1878 in poi, Castel del Monte non ha subito alcuna trasformazione dal punto di vista strutturale: la sua forma ottagonale e gli spazi interni sono stati mantenuti. Esternamente è rimasta la pietra calcarea mista a quarzo, mentre l’interno ha subito delle modifiche per via della rovina del marmo e della rimozione di alcune decorazioni a mosaico. Tuttavia quel che rimane del corredo scultoreo regala un’importante testimonianza dell’apparato decorativo originale, caratterizzato da elementi, come piastrelle maiolicate, paste vitree e dipinti murali, che donavano colore agli ambienti.
Il mistero che lo circonda rende Castel del Monte uno dei monumenti italiani maggiormente conosciuti. Nel 1977 la sua immagine è stata raffigurata su un francobollo da 200 lire. Tre anni dopo ne è stato emesso un altro per la serie ordinaria del valore di 20 lire. Nel 1998 viene scelto come simbolo della moneta metallica da 1 centesimo di euro coniata nello Stato italiano. Inoltre registi e produzioni cinematografiche, come la Warner Bros, hanno usato il maniero federiciano come set per girare pellicole di successo.

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