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Addio a Johann Cruyff, “profeta del gol” e simbolo del “calcio totale”

Il più grande giocatore europeo di sempre ha perso la sua ultima battaglia

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Addio a Johann Cruyff, “profeta del gol” e simbolo del “calcio totale”
Luca Giannuzzi

Sono diversi i soprannomi che gli hanno attribuito, tra cui anche quello di “Pelè bianco”, quasi un azzardo negli anni ’60 e ’70, che hanno messo in mostra le qualità di “O rey” con Santos e Brasile: eppure Cruyff è stato quasi al suo livello, riuscendo ad entrare nell’Olimpo della storia del calcio.

Olandese, è cresciuto nel vivaio dell’‪Ajax, arrivando fino alla prima squadra, con la quale ha militato dal 1964 al 1973, collezionando 190 reti in 230 presenze: con i lancieri ha conquistato anche sei campionati e tre Coppe dei Campioni, entrando di diritto nella storia del club di Amsterdam. La sua media realizzativa inoltre ha fatto in modo che il nostro Sandro Ciotti, uno dei più celebri giornalisti sportivi italiani, lo abbia definito “il profeta del gol” in un documentario realizzato nel 1974.

E’ vero, Cruyff è stato uno dei più grandi attaccanti che il calcio abbia mai conosciuto: giocatore dal fisico longilineo, magrissimo, dotato di una falcata lunga e di un piede vellutato, somigliava ad un ballerino, anzi ad primo ballerino, visto il carattere spesso nervoso e dispotico. Incubo per gli avversari, Cruyff è stato anche uno simboli del “‪calcio totale” giocato dalla nazionale Olandese degli anni ’70, con la quale Johan ha conquistato un argento ai Mondiali del ’74 e un bronzo agli Europei del ’76; la vetrina internazionale gli ha dato la possibilità di conquistare ben 3 palloni d’oro, uno dei massimi riconoscimenti per un calciatore a livello individuale.

Appese le scarpette al chiodo, Cruyff ha intrapreso la carriera d’allenatore, prima con l’Ajax, poi col ‪Barcellona, nella quale aveva militato anche da giocatore: sulla panchina blaugrana ha vinto quattro campionati di fila, una Coppa del Re, una Coppa delle Coppe e soprattutto una Champions League, battendo in finale la Sampdoria di Vialli e Mancini.

Figlio di stagioni in cui i calciatori avevano la facoltà di fumare liberamente, Cruyff ha iniziato ad avere i primi problemi a fine anni ’80, costringendolo ad operarsi al cuore nel 1991 per insufficienza coronarica. Nonostante in seguito avesse deciso di intraprendere personalmente una lotta contro il tabacco, realizzando anche degli spot e delle campagne promozionali, Cruyff lottava da due anni con un cancro ai polmoni. “Sto vincendo 2-0” ha detto Johann in una delle sue ultime dichiarazioni pubbliche. Poi, ad appena 68 anni, ha perso la sua battaglia più grande, lasciando un vuoto nel cuore di appassionati e non solo, che non potrà mai essere colmato. Il calcio ha perso un’altra leggenda..

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