Scienza & Tecnica

Rinnovabili: team italiano sviluppa finestre “intelligenti”

Grazie agli sforzi congiunti di due equipe italiane è stato possibile realizzare per la prima volta un pannello fotovoltaico di grandi dimensioni in grafene.

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Rinnovabili: team italiano sviluppa finestre “intelligenti”
Pierfrancesco Caira

Pare aver trovato soluzione uno dei problemi che da sempre affliggevano la produzione dei pannelli solari, ovvero l’incapacità di far filtrare la luce del sole sfruttandola, al contempo, per generare una fonte energetica; grazie al lavoro congiunto dei ricercatori dell’Università Tor Vergata Roma e del Graphene Labs, che fa parte dell’Istituto Italiano di Tecnologia, sono stati messi a punto dei pannelli solari di nuovissima generazione, semitrasparenti e a basso costo, realizzati impiegando il grafene, un materiale scoperto nel 2004 dai Premi Nobel Andrej Gejm e Konstantin Novoselov, che non solo presenta eccellenti qualità plastiche, ma è altresì un ottimo conduttore, nettamente superiore al rame e si ottiene in laboratorio dalla lavorazione dei cristalli di grafite. Il gruppo di studiosi italiani, guidato da Francesco Bonaccorso, è stato il primo a realizzare un pannello fotovoltaico in grafene di grandi dimensioni e il loro studio ha ricevuto la pubblicazione sulla rivista Nanoscale.

Il modulo misura all’incirca 50 centimetri quadrati e sarà presentato ufficialmente al pubblico durante il Technology Hub, evento che si terrà dal 7 al 9 giugno presso la Fiera di Milano per promuovere le ultime scoperte nel campo dell’energia solare. Con l’ausilio di queste finestre “intelligenti” sarà dunque possibile un’implementazione pressochè totale della tecnologia fotovoltaica negli edifici, ovviando ai problemi che si presentano in numerose strutture in cui risulta molto ostico, se non addirittura impossibile, installare un impianto sul tetto. L’utilizzo del grafene consente di ridurre i costi di produzione di ben 10.000 volte rispetto al paltino, il materiale sfruttato finora, e gli studi sono ancora agli inizi anche se già da qualche anno il grafene suscita l’interesse della comunità scientifica mondiale per via della sua struttura atomica peculiare, che lo rende estremamente versatile. L’Europa ha stanziato oltre un miliardo di euro per incentivare la ricerca tramite il programma Graphene Flagship.

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