Cinema

Irrational Man

Woody Allen e la ricerca del senso della vita

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Irrational Man
Gabriella De Santis

Woody Allen, nel suo film Irrational Man, presenta la tanto curiosa quanto macabra vicenda di Abe Lucas. Professore universitario di filosofia, trasferito nel Rhode Island nel college Brailyn, che attraversa un periodo di particolare depressione, permeata di pessimismo, cinismo e una sorta di riluttanza assoluta per la vita.
La sua fama di seduttore lo precede e tutti sono tanto impazienti e curiosi di conoscerlo quanto la sua collega Rita Richards e la studentessa Jill Pollard. La prima spera di poter intraprendere una relazione che la salvi dal suo matrimonio e dopo qualche primo tentennamento i due si vedono occasionalmente.

D’altra parte la brillante studentessa Jill è sempre più presa dalla cupa e misteriosa personalità del suo professore con il quale nasce subito un’intesa, dapprima sul piano culturale e poi anche personale e così passano molto tempo insieme.
Ma quello che origliano in un caffè segnerà per sempre le loro vite, procurando un radicale cambiamento per Abe Lucas che finalmente riacquista il piacere di vivere ma… ad un caro prezzo.
Un film che lascia col fiato sospeso, carico di suspance, una sorta di variazione sul tema del delitto, del senso di colpa e del mancato insabbiamento dei testimoni come in Crimini e misfatti, Match Point o Scoop e che esamina d’altro canto la particolare dimensione psicologica dell’uomo. Non a caso il protagonista insegna filosofia e quindi ricorrenti sono i riferimenti a Kant, Kirkegaard e alla difficoltà di far conciliare la filosofia con la vita reale, la vita vera.

Una vita la cui ricerca di un senso è la vita stessa e questo sembra essere un tema caro a Woody Allen che alla presentazione del film a Cannes afferma: “non ci sono risposte positive agli accadimenti inevitabili dell’esistenza. Non esiste niente di quello che siamo e creiamo che non finisca prima o poi in una posizione comune a tutti, e brutta assai. Possiamo trovare giusto qualcosa che dia senso alla nostra vita, che la renda degna di essere vissuta in questo universo casuale. La vita è senza senso, davvero. Ogni cosa creata da Michelangelo, Beethoven o Shakespeare sparirà nel nulla. In tutto questo la mia conclusione è che l’unica è trovare una distrazione, magari il baseball, o appunto un film. Faccio film perché sono una splendida distrazione rispetto al continuo pensare alla morte che altrimenti mi assalirebbe se stessi tutto il tempo sul divano, o in spiaggia. Penserei di essere vecchio, di quanto mi aspetta in un giorno molto, molto lontano.

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