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Calcioscommesse, ci risiamo: indagini su gare dell’Avellino risalenti al 2013-2014

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Calcioscommesse, ci risiamo: indagini su gare dell’Avellino risalenti al 2013-2014
Luca Giannuzzi

Puntuale come ogni estate, si abbatte sul calcio italiano lo scandalo del calcioscommesse: questa volta ad essere colpito è il campionato di Serie B, con l’Avellino protagonista ed indagato dal nucleo dei Carabinieri di Napoli.

AVELLINO – All’alba del 23 maggio 2016 è partita ad Avellino l’operazione capeggiata dalle squadre mobili dei Carabinieri di Napoli, la quale ha portato all’arresto di 10 persone: 7 sono finite in carcere e 3 ai domiciliari, appartenenti al gruppo camorristico “Vanella Grassi” di Secondigliano. Le indagini della procura di Napoli hanno riscontrato illeciti in due partite dell’Avellino Calcio risalenti alla stagione 2013-2014, giocate in ordine di tempo contro Modena e Reggina; sarebbero queste le due gare truccate e catapultate sotto la lente degli inquirenti, in cui si sarebbe tentato di pilotarne le sorti. Gli investigatori sarebbero arrivati a tali conclusioni anche grazie a delle intercettazioni telefoniche, in cui si comunicava in “codice”: “dobbiamo mangiare tre polpette, abbiamo la pancia piena!“.

Tra i nomi dei calciatori che sarebbero stati coinvolti nel giro di calcioscommesse ci sono Millesi, attualmente tesserato dell’Acireale Calcio, e Izzo, oggi al Genoa e chiamato dal ct Conte per lo stage pre-Europeo. Entrambi all’Avellino nel 2013-2014, sarebbero due dei principali protagonisti, essendo stati anche a contatto con i boss della Camorra. In particolare Millesi sarebbe stato l’esecutore materiale dell’illecito, il quale all’epoca dei fatti avrebbe tentato di corrompere con del denaro nascosto sotto un materasso il compagno di squadra Mariano Arini. Il tutto è stato denunciato immediatamente da parte del centrale difensivo dell’Avellino alla società, la quale ha preso subito provvedimenti.

Millesi infatti è scomparso da Avellino dopo quella vicenda: molti tra tifosi e non solo, non si spiegavano la sparizione del centrocampista, prima portato in panchina contro il Modena (una delle due gare truccate), per poi non figurare più né tra i convocati né in tribuna. Evidentemente qualcosa sotto c’era, tant’è che Rastelli, tecnico degli irpini, e i dirigenti hanno agito di comune accordo per sventare il tentativo di compravendita dei match; tra l’altro, l’esito delle partite non ha avuto nemmeno il risultato desiderato da Millesi, con i campani che non sono riusciti a raggiungere i play-off.

Insieme all’ex giocatore Luca Pini, Millesi è accusato di associazione mafiosa, mentre Izzo è stato tirato in ballo dal boss Accurso come elemento a conoscenza dei fatti. Adesso la palla passa alla giustizia, ancora una volta chiamata a fronteggiarsi contro l’ennesimo episodio di calcioscommesse, un problema che ormai va di pari passo con il crollo del calcio in Italia.

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