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Digitale: Europa unita e addio geoblocking

L'Unione Europea intende costruire un mercato unico con regole chiare per media ed E-commerce

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Digitale: Europa unita e addio geoblocking
Daniele D'Amico

Il digitale ha reso possibile a tante persone di creare un’azienda e un mercato in autonomia, ma senza un sistema di leggi che aprano questo mercato davvero a tutti, poco si può fare. A Bruxelles è stato presentato in queste ultime ore il piano del Mercato Unico Digitale, un ampio programma, composto da tre macroaree e 16 punti programmatici, che dovrebbero sciogliere uno ad uno i nodi che impediscono un corretto sviluppo del digital market.

Le barriere che impediscono ad un cittadino o ad un’impresa residenti in un Paese di avere accesso a prodotti o servizi venduti online in un altra nazione saranno abbattute.  Ad oggi , le aziende e le start up che comprano e vendono su internet non possono sfruttarne il pieno potenziale. Sembra paradossale, ma chi fa innovazione e fattura sul mercato digitale non può ancora attingere alla vastità del mercato, rappresentata dai 28 paesi dell’Unione europea. Senza contare che solo il 7 % delle PMI vende all’estero, un dato sconfortante.

Due le norme adottate dal 25/05/2016 dalla Commissione europea: il pacchetto di misure sull’ E-Commerce, che  punta ad agevolare
lo shopping online all’interno dell’Unione, mentre quello sui contenuti online è mirato a sostenere la produzione audiovisiva europea.

  • Il “nuovo E-commerce” del mercato unico digitale – Per quanto riguarda il commercio elettronico, l’Ue propone un piano che abbatte il geoblocking (blocco geografico ingiustificato), concedendo dunque libertà di shopping online senza limitazioni di residenza o carte di pagamento; garantisce più trasparenza per i corrieri; fornisce una migliore protezione dei minori e dei consumatori, rispetto a ciò che si acquista.

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  • L’audiovisivo nel Digital Single Market – Per quanto attiene alla strategia sull’audiovisivo, la Commissione ha presentato un aggiornamento della direttiva Audiovisual Media Services Directive (AVMSD), l’insieme di regole che hanno regolato il settore per almeno 30 anni. Le nuove proposte prevedono differenti limiti pubblicitari e l’obbligo per Netflix, Amazon e altri operatori di  includere almeno un quinto di contenuti, film e show televisivi prodotti in Europa. Subito Netflix si è fatta sentire: ‘Le misure proposte non serviranno effettivamente a dare impulso all’audiovisivo europeo” ha detto Joris Evers, vp di Netflix e Head of Communications for Emea.

Resistenze e vantaggi

  1. Musica, Ebook e giochi ancora fuori dal mercato unico – A restare fuori dal divieto di geoblocking, per ora, è la musica, la cui lobby ha fatto sino all’ultimo molte pressioni su Bruxelles, ma anche gli altri servizi non audiovisivi come eBook, giochi e software. Al momento, non si potranno acquistare  canzoni, app o libri elettronici disponibili negli store di altri Paesi diversi dal proprio, anche se la Commissione si impegna a una revisione. Per le piattaforme, da Facebook ad eBay, è previsto un approccio ad hoc e non generalizzato, area per area.
  2. I vantaggi previsti – Numerose le opportunità che potranno derivare dalla piena introduzione del Digital Single Market sia per le startup sia per le società già esistenti in un mercato di oltre 500 milioni di persone. Secondo le stime della Ue, il mercato unico digitale aumenterà i consumi di circa 18 miliardi di euro e contribuirà alla crescita dell’economia comunitaria per 415 miliardi di euro all’anno, oltre a portare alla creazione di centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro.  Questo perché avrà un impatto positivo sia sui consumatori sia sulle imprese. I consumatori potranno contare su prezzi più bassi e su una maggiore facilità di acquisto, al punto che gli utenti che acquistano da Paesi comunitari dovrebbero toccare quota 70 milioni. Le aziende avranno meno barriere per la vendita dei loro prodotti e servizi in tutta Europa: salirebbero così a 122 mila le imprese che vendono ad altri Paesi europei. Insomma, stando alle stime, il mercato unico digitale potrebbe essere una grande opportunità per l’intera Europa. La strada da fare è molta ma il percorso è quello giusto.

Il pacchetto di strategie è stato accolto con favore da Adoc che in una nota dell’ufficio stampa afferma: “Apprezziamo la proposta della Commissione europea per promuovere l’e-commerce, un settore che ha grandi potenzialità di sviluppo, anche in Italia. La rimozione del geoblocking ingiustificato e la riduzione dei costi delle consegne transfrontaliere potra favorire i consumatori, che avranno maggiori possibilità di acquistare prodotti e servizi di qualità a prezzi inferiori. Anche se riteniamo che l’esclusione dei prodotti come musica, film ed e-book possa limitare la riuscita delle strategie proposte”.

Cos’è il digital single market?

Per digital single market si intende un mercato unico ristretto ai vasti confini dell’Unione europea dove sia garantita la libertà di movimento di beni, persone, servizi e capitali e dove cittadini e imprese possono facilmente avere accesso ai beni online e ai servizi. Senza distinzioni di nazionalità, ovunque si risiede. E’ uno dei principali obbiettivi che si è prefissata la presidenza di Jean-Claude Junker,  “Oggi abbiamo gettato le basi per il futuro digitale dell’Europa” ha detto mercoledì alla presentazione del rapporto. E poi un’ampia to do list che suona quasi come un manifesto programmatico: “Desidero assistere alla creazione di reti di telecomunicazioni su scala continentale, servizi digitali che attraversano le frontiere e a una moltitudine di startup europee innovative”.

Un mercato che vale 415 miliardi di euro

Le prospettive del rapporto presentato dalla Commissione fanno spalancare gli occhi. Le barriere che fino ad oggi non hanno permesso  la libera circolazione sul digitale di beni e servizi sono state un freno per 415 miliardi di euro di prodotto interno lordo europeo (per avere un termine di paragone, un terzo di quello complessivo italiano, o, se volete, cinque volte il valore del Colosseo). Ora si potranno creare 3,8 milioni di nuovi posti di lavoro. 

“Voglio che ciascun consumatore faccia gli affari migliori e che ciascuna impresa abbia accesso ad un mercato più esteso,     ovunque si trovino in Europa”Junker

Il mercato digitale europeo ha un ritardo rispetto a quello “fisico” che si traduce in termini di tutela dei consumatori, impossibilità di acquisto e tasse maggiorate per cittadini e imprese. Abbattere le barriere è un beneficio sia i per cittadini, che avranno più fiducia ad acquistare online fuori dai confini nazionali, sia per le  imprese poiché le vendite in altri Paesi dell’ Unione europea  aumenteranno.

Le “macroaree” di intervento

 Tabula rasa delle barriere che impediscono l’acquisto di beni e servizi. Creazione di un ambiente dove sia più facile sviluppare network digitali, un’ecosistema di crescita comune. Ultimo, ma forse ancora più importante, fare del digitale un strumento chiave per la crescita economica dell’Unione: Digital strategy.

Migliorare l’accesso ai mercati online

1. E-commerce più facile

Sono state introdotte norme intese ad agevolare il commercio elettronico internazionale. Armonizzare l’Unione in materia di contratti e di tutela dei consumatori per gli acquisti online, sia che si tratti di beni materiali (dai vestiti ai device elettronici) sia che si tratti di beni immateriali.  Per i contenuti digitali (app o Ebook) c’è stato un rinvio. Ad oggi solo il 15% dei consumatori fa acquisti in paesi stranieri.

2. Abbassare costi di consegna

Pacchi sicuri e più efficienti (e a prezzi accessibili). Attualmente, il 62% delle imprese che prova a  vendere online sostiene che il costo eccessivo della consegna dei pacchi costituisce un ampio ostacolo.

3. Niente barriere geografiche

Una pratica discriminatoria utilizzata per motivi commerciali, che impedisce ai consumatori di accedere a un sito Internet sulla base della loro ubicazione. In alcuni casi li reindirizzano verso un sito di vendite locale che pratica prezzi diversi. Questo blocco può significare che il noleggio di automobili sarà più costoso se effettuato a partire da un determinato stato rispetto all’identica operazione nello stesso paese di destinazione.

4. Aggiornare la legislazione sul diritto d’autore

Obiettivo: renderla più moderna ed “europea”. Sono state presentate proposte legislative per ridurre le disparità tra i regimi di diritto d’autore nazionali,  e permettere un accesso online più ampio alle opere in tutta l’UE. L’obiettivo è migliorare l’accesso dei cittadini ai contenuti culturali online, sostenendo così la diversità culturale, e allo stesso tempo sbloccando nuove opportunità per i creatori e per l’industria di contenuti.

5. Copyright

La Commissione intende garantire che l’acquisto di film, musica o articoli significhi fruirne anche quando viaggiano in Europa. Essa esaminerà inoltre il ruolo degli intermediari online per quanto riguarda le opere protette dal diritto d’autore e migliorerà l’applicazione della legge nei confronti delle violazioni su scala commerciale dei diritti di proprietà intellettuale.

6. Livellare i costi IVA

Rendere più semplice l’acquisto, specie per le piccole imprese, in altre nazioni europee. Vendere fuori dai confini nazionale nell’Ue può costare oltre 5 mila euro in IVA. Un sistema di registrazione e pagamento elettronico dovrà tagliare questi costi.

7. Direttiva sulle trasmissioni satellitari

Rivedere la direttiva sulla trasmissione via satellite e via cavo per verificare se la sua applicazione debba essere estesa alle trasmissioni radiotelevisive online.  Trovare il metodo per  aumentare l’accesso fuori dai confini nazionali de servizi radiotelevisivi.

8. Antitrust

Problemi alla concorrenza che possano incidere sui mercati europei del commercio elettronico.

 

CREARE UN ECOSISTEMA DI NETWORK DIGITALI EUROPEI

1. Infrastrutture

Tutti i servizi digitali, dalle applicazioni ai contenuti online, dipendono dall’accesso alla banda larga e ad una buona infrastruttura che ne permetta l’utilizzo. Le “telecom” devono farsi più forti e competitive. E soprattutto collegare i diversi mercati europei. Che non si ripetano più quindi i ritardi e le difficoltà incontrate con la diffusione del 4G.

2. Rendere i media all’altezza del XXI secolo

Mettendo in rilievo il ruolo dei diversi operatori del mercato nella promozione delle opere europee (emittenti televisive, fornitori di servizi audiovisivi a richiesta, ecc.). La Commissione ha esaminato anche le modalità per adattare la normativa esistente (la direttiva sui servizi di media audiovisivi) ai nuovi modelli commerciali per la distribuzione di contenuti.

3. Ripensare il ruolo delle piattaforme online

Motori di ricerca, social network, app store, devono avere un ruolo diverso sul mercato. Un esame si farà  sulla mancanza di trasparenza dei risultati di ricerca e delle politiche in materia di prezzi, le modalità di utilizzo delle informazioni ottenute, le relazioni tra piattaforme e fornitori e la promozione dei propri servizi a scapito dei concorrenti. Si esaminerà inoltre il modo migliore per contrastare i contenuti illeciti su Internet.

4. Più fiducia nei servizi digitali

Renderli più sicuri per gli utenti per quanto riguarda l’uso dei dati personali. Sulla base delle nuove norme dell’UE in materia di protezione dei dati,  la Commissione procederà alla revisione della direttiva e-privacy

5. Cyber security

Saranno proposte delle partnership con le aziende del settore per migliorare la sicurezza online degli utenti nell’accesso ai singoli servizi.

Il digitale come motore dell’economia europea

1. Digital industry

Tutti i settori industriali devono essere capaci di integrare le nuove tecnologie e riuscire ad innovarsi.

Supportare le nuove tecnologie, incoraggiare lo sviluppo di standard più efficienti. Quelli attuali sono definiti dall’interesse “partigiano” delle big company, specie extra europee, e questo danneggia la nostra competitività. Uno sviluppo europeo è necessario per definire gli standard in aree di sviluppo imminente come l’Internet of things, la cyber security, big data e cloud computing.

2. Spingere su data economy e cloud computing

Un ampio margine di dati è creato ogni giorno, generati automaticamente da un enorme numero di persone. E’ l’area dei big data, che è la spina dorsale della crescita. La Commissione lancerà un’iniziativa, si chiamerà Free flow of data proprio a questo fine.

3. Sbloccare i benefici dell’e-service

Le persone hanno bisogno di corrette competenze  per cogliere le opportunità che il digitale offre. Ma al contempo più skill digitali, aiutano i cittadini ad avere maggiore consapevolezza di quello che possono offrire i servizi al pubblico. La “e-society”, potenzialmente può far risparmiare milioni di euro alla pubblica amministrazione ogni anno.                                                                                                            

Quella del digitale è una scommessa da vincere tutti insieme. Istituzioni, singoli cittadini, piccole medie imprese e multinazionali. Le aziende devono  investire sulla formazione dei propri dipendenti, per stare un passo avanti rispetto alla concorrenza e incrementare i fatturati.

 

 

 

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Daniele D'Amico
@1danyda

Nato a Taranto il 25/04/1980, da sempre appassionato di Digital Journalism, Social Network e Digital Marketing. SEO Editor e Social Media Strategist. In costante formazione.

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