Scienza & Tecnica

ONU: la plastica biodegradabile non è ecologica

I rifiuti in plastica biodegradabile si decompongono a temperature irragiungibili nei nostri oceani, risultando un'aggravante anzichè una soluzione al problema dell'inquinamento.

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ONU: la plastica biodegradabile non è ecologica
Pierfrancesco Caira

Secondo quanto contenuto nel rapporto dell’UNEP (il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) presentato durante l’assemblea mondiale dell’ONU a Nairobi, in Kenya, la plastica biodegradabile non è un materiale con proprietà ecologiche e, di conseguenza, anzichè contribuire a risolvere i problemi legati all’inquinamento ambientale, li aggrava ulteriormente. La plastica biodegradabile è da sempre ritenuta un’alternativa sostenibile per ridurre l’ammontare di materiale che finisce nei mari sotto forma di rifiuti, tuttavia la professoressa Jacqueline McGlade, a capo dell’equipe scientifica che ha redatto il rapporto, avverte che la maggior parte dei materiali plastici catalogati come biodegradabili (bottiglie per l’acqua e buste per la spesa su tutti) si decompone solo a temperature superiori ai 50 gradi centigradi, irraggiungibili nei nostri oceani, inoltre, non essendo galleggianti, finiscono irrimediabilmente a fondo e non ricevono i raggi UV utili ad attivare il processo di decomposizione.

In particolare, gli additivi chimici aggiunti alla plastica al momento della lavorazione per renderla biodegradabile risultano nocivi per l’ambiente dopo che quella plastica, divenuta un rifiuto, inizia a decomporsi, disperdendoli. Residui di plastica sono stati rinvenuti persino in regioni remote come l’Himalaya e le isole Chagos nell’Oceano Indiano e oltre il 25% del pesce venduto sui mercati dell’Indonesia e della California risulta contaminato. Ne produciamo una tale quantità, 300mila tonnellate solo nel 2014, che esistono “isole” di plastica grandi quanto lo Stato del Texas che fluttuano in mare avvelenando aria, acqua, flora e fauna e, di riflesso, avvelenando anche noi. Nonostante siano in molti a sforzarsi per congeniare una soluzione (come quella ideata dal giovane Boyan Slat), lo smaltimento delle microplastiche, ovvero i residui microscopici di materiale plastico disperso nell’ambiente, è un problema la cui eliminazione dovrebbe essere “interesse comune a tutta l’umanità”.

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