Politica

L’Antitrust chiede la fine del monopolio SIAE

L'authority spinge per l'attuazione della Direttiva UE 2014/26 con conseguente modifica dell'art. 180 della Legge sul Diritto d'autore per sancire la fine del monopolio SIAE in materia di intermediazione.

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L’Antitrust chiede la fine del monopolio SIAE
Pierfrancesco Caira

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato esorta la politica ad intervenire sulla Legge sul Diritto d’autore con una riforma che renda il mercato effettivamente libero e concorrenziale, in linea con le normative vigenti negli altri Stati europei. Questo sostanzialmente il contenuto del parere inviato dall’Antitrust a Governo e Parlamento in merito all’attuazione della Direttiva UE 2014/26, relativa alla gestione collettiva del diritto d’autore all’interno del territorio nazionale, il cui punto principale, secondo l’authority, è la libertà di scelta e in base ad essa deve essere riconosciuta ai titolari dei diritti la facoltà di determinare il soggetto deputato alla gestione “indipendentemente dallo Stato membro di nazionalità, di residenza o di stabilimento dell’organismo di gestione collettiva o del titolare dei diritti”, tuttavia in Italia ciò non è possibile a causa dell’art. 180 della Legge sul Diritto d’autore che riserva alla SIAE l’attività di intermediazione sui diritti d’autore.

Saranno certamente soddisfatti della notizia sia Fedez che Gigi D’Alessio i quali, nelle ultime settimane, hanno affidato la gestione dei loro diritti all’app Soundreef, sancendo definitivamente il divorzio dalla SIAE. Il monopolio legale previsto dall’art. 180, secondo l’AGCM, è in contrasto con l’attuale evoluzione tecnologica e, impedendo di fatto l’apertura del mercato, limita la libertà di scelta degli utenti e la libertà d’iniziativa economica degli operatori. Purtroppo però, sottolinea sempre il Garante, la legge delega sul recepimento delle norme comunitarie, al momento in discussione al Senato dopo l’approvazione della Camera, non contempla espressamente la revisione del regime di monopolio attualmente vigente. Regime che, stando a quanto dichiarato da Davide D’Atri, amministratore delegato nonchè fondatore di Soundreef, risulta “anacronistico e per niente al passo con le nuove esigenze del mercato musicale”.

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