Cronaca

Parlano i genitori di Giulio Regeni: “giustizia per nostro figlio”

Rivolgendosi alla Ue: "L' Egitto non è un paese amico".

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Parlano i genitori di Giulio Regeni: “giustizia per nostro figlio”
Francesco Tiberio

Il 15 Giugno i genitori di Giulio Regeni, Paolo e Claudia, parlando alla Commissione dei diritti umani al Parlamento di Bruxelles. Invocano giustizia per il figlio, barbaramente trucidato in Egitto il 25 Gennaio scorso, il cui corpo martoriato fu rinvenuto il 3 Febbraio.

Ma chi era Giulio Regeni? Era un giovane dottorando italiano dell’università inglese di Cambridge. Nato a Trieste nel 1998, appena diciassettenne si trasferì negli Usa e successivamente nel Regno Unito per proseguire i suoi studi. Le sue ricerche furono pubblicate dapprima dall’agenzia di stampa Nena e successivamente dal Manifesto; e descrivevano la delicata situazione che intercorre tra i sindacati e il governo, dopo la rivoluzione del 2011 che portò alla caduta del presidente egiziano Hosni Mubarak. Il corpo di Regeni venne ritrovato in un fosso non distante dal Cairo e dalle ecchimosi e ematomi che presentava, si pensò subito ad una lunga e prolungata tortura. La madre del giovane al riconoscimento della salma esclamò: “L’ho riconosciuto solo dalla punta del naso“. Il giovane si stava occupando per conto dell’università di Cambridge dei rapporti tra il movimento sindacale degli ambulanti che si oppone al regime di Al -Sisi. Molteplici sono le accuse ipotizzate sul ruolo del giovane, che vanno dallo spionaggio, al terrorismo e alla cospirazione ai danni del presidente Al-Sisi. Ecco il motivo per cui i genitori del giovane durante l’incontro avvenuto al Parlamento dei diritti umani, dicono: “Ribadiamo la necessità di rompere il muro di silenzi e bugie intorno all’uccisione di nostro figlio” e continuano “l’Italia e l’Europa aumentino le pressioni sull’Egitto… non è un paese amico, non si uccidono i figli degli amici.

Secondo le ultime notizia apparse su Repubblica, ci sarebbe un testimone che potrebbe fare chiarezza su questo cruento omicidio, apparentemente senza scopo e movente. Si parla anche di un documento in lingua araba che fa riferimento ad un fascicolo aperto dalle autorità egiziane su Regeni, subito dopo il suo arrivo in Egitto.

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