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Salute e benessere: l’importanza del Testosterone

Circa il 95% del testosterone è prodotto all'interno dei testicoli. ll restante 5% viene sintetizzato dal DHEA

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Salute e benessere: l’importanza del Testosterone
Daniele D'Amico

Il testosterone è il principale ormone steroideo e appartiene al gruppo degli androgeni, ossia al gruppo degli ormoni maschili (DHEA, DHT, ecc…). Viene prodotto sia dall’uomo che dalla donna, ma gli uomini lo producono in una quantità 10 volte superiore rispetto alla donna.  Ne consegue che è il sesso maschile a trarne il maggior vantaggio. 

Il testosterone (e molti altri androgeni)sono conosciuti soprattutto per il loro effetto sulle caratteristiche sessuali. Per dirla in maniera semplice, il testosterone è l’ormone che ci rende uomini:

  • favorisce lo sviluppo del pene e dello scroto
  • è un fattore determinante nella produzione di sperma
  • determina l’abbassamento del tono della voce
  • stimola la crescita dei peli sul corpo ed il viso
  • ha un impatto enorme sulla forma del corpo (più massa muscolare, meno massa grassa)
  • controlla la distribuzione dei grassi (il grasso corporeo viene depositato in zone differenti tra uomo e donna)
  • semplicemente, rende gli uomini più virili, dallo scalpo fino alla punta dei piedi.

Ebbene ricordare che è anche un importante fattore anabolico (aumenta la massa muscolare). Infatti quando le molecole di testosterone confluiscono nell’area dei recettori degli androgeni, situati all’interno del tessuto muscolare, innescano la sintesi proteica e di conseguenza la crescita di nuovo tessuto muscolare, il “Santo Graal” di tutti gli amanti del fitness/bodybuidling. 

Simili effetti si registrano anche nelle ossa, che grazie alle molecole di testosterone aumentano la loro densità, la loro forza ed il loro assorbimento minerale.

Questo comporta che molte persone cercano di aumentare il testosterone con le scorciatoie. Infatti il testosterone sintetico è la “droga” più ricercata nello sport per migliorare le prestazioni. Esso favorisce in maniera veloce l’aumento della massa muscolare. Molti uomini a questo punto mi chiedono come mai io sia interessato ad aumentare la produzione naturale di testosterone, quando potrei semplicemente iniettarmi del testosterone come fa la maggior parte dei culturisti professionisti. In primis perchè il doping è devastante per il corpo umano (ma questo già lo sappiamo). Ma c’è dell’altro: quando si assume testosterone esogeno (artificiale), il corpo diminuisce la produzione naturale dell’ormone. Questo è un vero e proprio dramma, poichè ci porta ad avere un drastico calo che può portarci ai terribili sintomi del testosterone basso. E a proposito, questa situazione non accade solo con l’assunzione esorbitante di steroidi, ma anche con i gel, le creme o i cerotti a base di testosterone che il vostro bel dottore vi prescrive con il sorriso sul volto quando l’esame del testosterone non ha dato risultati soddisfacenti.

COME VIENE PRODOTTO IL TESTOSTERONE

Circa il 95% del testosterone è prodotto all’interno dei testicoli.

Per essere più precisi all’interno delle cellule di Leydig situate nei testicoli. Il restante 5% viene sintetizzato dal DHEA (capostipite androgeno) nelle ghiandole surrenaliche (è questa frazione che viene prodotta anche dalle donne). Ovviamente, la molecola non compare magicamente nei testicoli. Vi è un susseguirsi strategico di eventi che conduce alla produzione di testosterone. E come per ogni altro elemento presente nel nostro corpo, l’origine è da ritrovarsi nel cervello.

Ecco come funziona la “retroazione continua” (o Ciclo del Testosterone Maschile) della produzione naturale di testosterone:

  1. Comincia tutto dall’ipotalamo, che può essere definito come un substrato neurale della dimensione di una mandorla, che collega il nostro sistema nervoso a quello endocrino. Il primo passo del processo si ha quando l’ipotalamo rilascia un ormone chiamato ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH). Questo è l’ormone capostipite da cui ha origine ogni cosa.
  2. Il GnRH stimola la ghiandola pituitaria, una piccola ghiandola endocrina della dimensione di un fagiolo, situata alla base dell’ipotalamo. Quando la ghiandola è stimolata dal GnRH rilascia due ormoni: l’ormone luteinizzante (LH) e l’ormone follico-stimolante (FSH). Questi ormoni assumono il nome di gonadotropine.
  3. Dopo che la ghiandola pituitaria ha rilasciato l’LH o l’FSH nel flusso sanguigno, entrambi gli ormoni giungono nelle cellule di Leydig, situate nei testicoli.
  4. Ecco cosa accade all’interno delle cellule di Leydig: l’FSH da inizio al processo di spermatogenesi, mentre l’LH — attraverso un processo estremamente complesso (trasforma il colesterolo in testosterone), per poi rilasciarlo nel flusso sanguigno.

Ecco quindi come viene prodotto il testosterone maschile. Ma un momento, perché questo processo prende il nome di retroazione continua? Perché dopo la produzione di nuove molecole di testosterone, il nostro cervello monitora costantemente il livello di ormone nel sangue. Se diventa troppo alto, allora il cervello rallenta il rilascio ed il trasporto dell’LH. Ed ecco come si completa la retroazione. Questo è esattamente il motivo per cui, se assumiamo testosterone endogeno (attraverso il doping o la terapia ormonale) smettiamo di produrre il nostro testosterone naturale.

L’importanza del testosterone per l’organismo

Ora, il testosterone è stato appena prodotto e le cellule di Leydig lo hanno rilasciato nel flusso sanguigno. Cosa succede dopo? Come esercita i suoi effetti l’ormone? Non circola a caso, giusto? Beh, certo che no.

Ecco cosa succede dopo:

  1. Il nuovo testosterone prodotto che giunge nel flusso sanguigno prende il nome di “testosterone libero”. Si chiama libero perché esso è letteralmente libero, ossia, non è ancora legato a nessun elemento. Ma a questo punto, anche il fegato rilascia una proteina trasportatrice che prende il nome di SHBG (globuline leganti gli ormoni sessuali). Ed ecco dove le cose diventano complicate.
  2. Circa il 98% del “testosterone libero” è legato o alle SHBG o all’albumina (un’altra proteina trasportatrice) e quando il testosterone è legato o all’una o all’altra proteina non può più, di fatto, accedere nelle cellule e fa dunque fatica a legarsi al recettore degli androgeni. Ciò significa che quel 98% di testosterone non è del tutto “operativo”. Per dirlo in modo semplice, più sono le proteine trasportatrici (SHBG e albumina) che circolano nel flusso sanguigno e meno sono le molecole di testosterone “biodisponibili”. La somma di tutte le porzioni di testosterone che circolano nel flusso sanguigno, legate o meno, prende il nome di Testosterone Totale.
  3. Il restante testosterone che non si è legato a nessuna delle proteine trasportatrici (testosterone libero), circola liberamente nel flusso sanguigno in attesa di legarsi ad un recettore. In questo caso, se ad esempio siamo in palestra a sollevare pesi, il recettore degli androgeni presente nel tessuto muscolare si attiva e le molecole di testosterone libero si legano ai recettori. A questo punto, gli effetti hanno inizio.
  4. Nel momento in cui la molecola di testosterone si lega al recettore degli androgeni, il recettore attraversa un cambiamento strutturale agevolando l’arrivo del testosterone nel DNA. Una volta giunto a destinazione, gli effetti del testosterone hanno finalmente inizio. Nel tessuto muscolare, come conseguenza di ciò, si registrerà un aumento della sintesi proteica e della massa muscolare. Sul volto, invece, potrebbe aumentare la crescita della barba o la struttura ossea del massiccio facciale potrebbe ispessirsi o diventare più asciutta ecc…

Ogni qualvolta nel nostro organismo è presente il recettore degli androgeni (tessuto muscolare, pene, ossa, cervello, organi ecc…) il testosterone libero può legarsi ad esso e confluire nel DNA, dove l’ormone farà finalmente la sua magia. E’ quindi di primaria importanza capire come aumentare il testosterone libero.

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Daniele D'Amico
@1danyda

Nato a Taranto il 25/04/1980, da sempre appassionato di Digital Journalism, Social Network e Digital Marketing. SEO Editor e Social Media Strategist. In costante formazione.

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