Istruzione & Scuola

Polemica tasse UniBa, gli studenti sono vittime o colpevoli?

In molti lamentano una "stangata" (così l'ha definita RepubblicaBari), ma se avessero dichiarato l'Isee (forse) avrebbero pagato meno

Questo articolo è stato visualizzato 3.564 volte. Leggi altri articoli di: Vincenzo Demichele.

Polemica tasse UniBa, gli studenti sono vittime o colpevoli?
Vincenzo Demichele

Ma siamo davvero sicuri che tutta questa polemica in merito alla “stangata” delle tasse universitarie (anno accademico 2015/2016) dell’Università di Bari siano oneste? Gli studenti colpiti dal rincaro sono vittime o colpevoli? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza ripercorrendo la vicenda. Qualche giorno fa migliaia di studenti dell’università di Bari si sono visti recapitare finalmente gli importi della seconda  e terza rata, attesi da gran tempo e ritardati per problematiche tecniche. Fatta eccezione per coloro i quali erano esenti per vari motivi (idoneità borsa di studio, handicap, ecc.), molte matricole si sono viste aumentare le tasse, alcune in maniera vertiginosa (più di 400€ rispetto all’anno precedente). E non solo. I termini previsti per il pagamento sono serrati: 30 settembre per la seconda rata, 31 ottobre per la terza, 15 dicembre per la prima dell’anno accademico 2016/17. Alcuni studenti dovrebbero versare all’università 2000 euro in tre mesi. Immediate le reazioni polemiche sui social. Ma come mai questi aumenti? Ed erano previsti?

Innanzitutto si tratta di aumenti già previsti dal regolamento tasse e contributi 2015/2016 e rientranti nel piano di rientro e di bilancio con cui l’università ha cercato di risolvere un disavanzo creatosi nel corso degli anni. Come è possibile leggere sul blog di UP, lista studentesca dell’Ateneo barese, “solo ed esclusivamente per il 2015/16, tale Piano prevedeva un incremento di 50 euro fissi per gli Studenti fuoricorso, nonché un incremento fisso di 50 euro per chiunque avesse un ISSEU superiore a 40mila. Il Piano di Rientro prevedeva però anche l’innalzamento delle fasce di reddito, che da 5 sono passate a 15, con l’incremento dell’ISEEU (poi divenuto ISEE) massimo fino a 399mila. Cosa significa questo? Significa che la fascia massima non era più di 43.729, bensì di 399mila, e che questa fascia comportava un incremento fino a 403,71 euro rispetto alle rate del passato. Ovviamente va detto che CHI SCEGLIE DI NON DICHIARARE IL PROPRIO ISEE viene PER LEGGE inserito automaticamente nella fascia di reddito massima, che proprio per il 15/16 prevedeva anche la maggiorazione dei 403,71 + 50 euro fissi + altri 50 se si era Fuori Corso. Ecco spiegato il perchè dell’incremento (in gran parte). Ribadiamo che, concludendosi nel 2016 il Piano, non vi saranno più incrementi di questo tipo, anzi.”

Dunque, se gli aumenti ci sono stati, questi hanno colpito le fasce di reddito più alte, il tutto sempre già previsto dal regolamento tasse e contributi 2015/16. In molti però hanno scelto di non dichiarare, ignari del fatto che, quest’anno, sarebbero stati soggetti a quell’incremento di 400€ circa rispetto all’anno precedente. Ma a cosa serve dichiarare il proprio ISEE all’università? E’ un modo attraverso cui l’università proporziona una parte delle tasse universitarie, secondo un criterio progressivo: in soldoni, chi ha di più paga di più, chi ha meno di meno o nulla, nel caso in cui venga esentato. C’è da dire che i dati comunicati dagli studenti vengono poi incrociati con le banche dati dell’INPS in modo da verificare che non ci siano state dichiarazioni menzognere (ed è qui che si è inceppato il sistema, ritardando il calcolo delle rate). In molti si sono lamentati per aver subito l’incremento massimo delle tasse perchè non hanno dichiarato. Ma l’errore è stato il loro: sempre gli studenti di Up affermano di aver più volte avvertito degli aumenti di quest’anno, suggerendo insistentemente di dichiarare il proprio ISEE.

Mettiamo dunque ben in chiaro le cose: esclusi i fuori-corso, che hanno subito una sovratassazione di 50€, chi è stato colpito “sensibilmente” dagli aumenti è chi  ha un reddito alto o chi non ha dichiarato. E allora perchè non dichiarare? O perchè sono ricco e quindi non mi frega nulla se alla fine pagherò 600€ o 1000€ di tasse, tanto i soldi ce li ho, oppure perchè temo incroci o verifiche fiscali che potrebbero far venir fuori soldi nascosti allo Stato. Non sarebbe d’altronde una sorpresa in un paese in cui l’evasione fiscale è a livelli altissimi. Secondo recenti dati Istat, l’economia sommersa, ovvero la parte di crediti non dichiarati e, quindi, non tassati, ammonta al 12,9% del Pil italiano. Sono circa 206 miliardi di euro i crediti derivati da attività illegali. Da questo punto di vista, gli incrementi o le “stangate” (come le ha chiamate Repubblica) sarebbero pienamente condivisibili, visto che gravano sui più ricchi o sui chi cerca di fare il furbetto con il fisco.

Merita un discorso a parte invece la tempistica di calcolo delle rate. Inizialmente le scadenze fissate erano: 30 aprile per la II rata 30 giugno per la III rata. Ritardi tecnici hanno fatto sì che queste ultime rate potessero essere calcolate solo qualche giorno fa, per cui le nuove scadenze sono state fissate 30 settembre per la seconda rata, 31 ottobre per la terza, 15 dicembre per la prima dell’anno accademico 2016/17. Alcuni studenti dovrebbero versare all’università 2000 euro in tre mesi. Si tratta dell’aspetto più discutibile della vicenda, in cui più o meno tutti gli studenti hanno ragione. Tant’è vero che, come è possibile leggere su RepubblicaBari, “il rettore proporrà di posticipare il termine ultimo per il pagamento della seconda rata dal 30 settembre al 31 ottobre, nonché il posticipo del pagamento della terza rata. Per l’anno accademico 2016/2017 il rettore, tenuto conto della possibilità, da parte delle famiglie, di acquisire la tredicesima mensilità nel mese di dicembre, proporrà di posticipare il termine ultimo per il versamento della prima rata di iscrizione e immatricolazione dal 15 dicembre al 20 dicembre 2016. Le proroghe non si applicherebbero per laureati, laureandi e richiedenti  trasferimento.”

Aggiungi un commento

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Istruzione & Scuola

Altro in Istruzione & Scuola

Liceo Tedone a Montecitorio (1)

Ruvo di Puglia: il Liceo Scientifico “O. Tedone” riscrive la Costituzione

Tiziana Di Gravina3 giugno 2018
Mattarella inaugura l'anno scolastico a Taranto

Tempo di scuola, Mattarella: «istruzione veicolo di mobilità sociale»

Daniele D'Amico18 settembre 2017
Social Network

Social network e istruzione: didattica e comunicazione si rinnovano

Daniele D'Amico30 gennaio 2017

Uniba, cattedra in storia delle mafie. Perchè no?

Vincenzo Demichele4 agosto 2016

Smettiamola: Il Medioevo non è sinonimo di decadenza e crisi

Vincenzo Demichele26 giugno 2016

Un’ alternativa all’ Università in Puglia? Ecco a voi gli ITS

Valentina Ferri4 maggio 2016

La Grotta dei Cervi (Lecce), il più imponente complesso pittorico del Neolitico europeo

Vincenzo Demichele29 febbraio 2016
Scuola

Mobilità scuola 2016: a metà marzo le domande online

Daniele D'Amico11 febbraio 2016

UniBa, addio lunghe attese per la pergamena di laurea

Antonella Tomaselli20 gennaio 2016

Il primo magazine online di informazione regionale, nazionale ed estera, libero ed indipendente.

Testata registrata n. 1093/2011, reg. 16, Tribunale di Bari.

Direttore responsabile: Antonio Cesare Catacchio

Invia articoli

© 2009-2016 Il corriere delle Puglie - Edito da Associazione InformAEticamente - http://www.informaeticamente.it