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Emiliano a Renzi: ricordati dei figli di Taranto

Scambio di tweet rilanciato anche su facebook dal Governatore della Regione Puglia

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Emiliano a Renzi: ricordati dei figli di Taranto
Daniele D'Amico

Twitter 4/10/2016 – “@matteorenzi ricordati anche dei figli di Taranto. Oggi hai ratificato un trattato che obbliga l’Italia a decarbonizzare leI figli di Taranto sue industrie”. È il tweet attraverso il quale  il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha risposto al Premier  Matteo Renzi che sul microblog aveva scritto: “Oggi in Consiglio dei Ministri la ratifica dell’accordo di Parigi sul clima. L’Italia che pensa ai propri figli”. Emiliano ha risposto al Capo del Governo , in tarda serata. E questa mattina lo scambio di tweet è stato rilanciato anche su Facebook dal governatore pugliese. Proprio l’altro ieri a Bari è stato presentato uno studio secondo cui all’aumento della produttività dell’Ilva di Taranto, corrisponde l’incremento di malattie e mortalità tra i cittadini del capoluogo jonico e dei vicini comuni Massafra e Statte. Emiliano in quella circostanza ha detto di non riuscire ad avere col Governo un confronto vero sull’Ilva, neppure sulla sua proposta di decarbonizzare lo stabilimento riducendo così le emissioni inquinanti, che devastano Taranto.

Regione Puglia impugna alla Corte Costituzionale la legge 151 del 2016 che ha convertito l’ultimo decreto legge sull’Ilva.

Lo ha stabilito il 3/10/2016  la giunta  regionale attuando così quanto annunciato dal Governatore Michele Emiliano nei giorni precedenti. «Lesione del principio di leale collaborazione istituzionale che dovrebbe ispirare l’operato del legislatore», è la motivazione richiamata dalla Regione Puglia

La legge, viene spiegato, «non prevede alcuna forma di coinvolgimento della Regione nella procedura di modifica o integrazione al piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria o altro titolo autorizzativo necessario per l’esercizio dell’impianto siderurgico del ILVAgruppo Ilva di Taranto attuando così una discriminazione totalmente irragionevole». Di conseguenza, si rileva, «l’esclusione di qualunque strumento collaborativo con la Regione che rende palesemente incostituzionale la disposizione impugnata».

La decisione della giunta arriva dopo la presentazione del nuovo rapporto su patologie e mortalità nel capoluogo jonico, ritenute effetto dell’inquinamento del siderurigco. Lo studio, del Centro Salute e Ambiente della Regione, mette sotto la lente 321.356 persone residenti dal 1 gennaio 1998 al 31 dicembre 2010 a Taranto, Statte e Massafra e poi seguite sino alla fine del 2014. Dalla ricerca emergono una serie di dati, come, ad esempio, un eccesso, ritenuto «importante», di patologie respiratorie tra i bambini di Taranto 0-14 anni (con punte di ricoveri del 24 e del 26 per cento nei rioni Tamburi e Paolo VI più vicini all’acciaieria). Viene segnalato anche un +4% di mortalità a causa dell’esposizione alle polveri industriali, un +5% di mortalità per tumore polmonare e un +10% per infarto del miocardio. Si tratta, puntualizza Emiliano, di «informazioni scientificamente inoppugnabili» che si riferiscono al «periodo successivo alle contestazioni del processo di Taranto» che tra l’altro è ripreso giorno 4/10/2016 in Corte d’Assise. Dati sconfortatnti che portano Emiliano a chiedere anche la revisione dell’Autorizzazione integrata ambientale all’Ilva. Un atto dovuto!!!

Emiliano annuncia di aver trasmesso al presidente del Consiglio il rapporto su malattie e mortalità. Ora, il Presidente Renzi, afferma Emiliano, «deve prendere le decisioni conseguenti. Non è una comunicazione come tutte le altre. Questa ha un effetto giuridico e da questo momento il Presidente della Regione e il Capo del Governo hanno il dovere e il potere di adottare provvedimenti che servano, se in natura sono possibili, ad abbassare questi livelli di mortalità anomali». Emiliano rilancia quindi la sua proposta:

“Decarbonizzare l’Ilva, introducendo il gas al posto del carbone nel ciclo di produzione, per abbattare le emissioni”

Allo studio presentato da Emiliano, risponde il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, «certamente è meritevole di attenzione» ma «fa riferimento a un periodo necessariamente antecedente all’abbassamento della produzione all’Ilva e dunque anche di quelle attività più impattanti sull’ambiente», frutto peraltro di alcuni interventi Aia. «All’allarmismo preferiamo le risposte quotidiane» continua Galletti, che parla di situazione oggi «diversa» a Taranto («se così non fosse sarei io il primo a dire che non ci sono le condizioni per tenere aperto lo stabilimento») e riconferma tutti gli investimenti ambientali in corso. Situazione diversa a Taranto? (n.d.r)

ll sindaco dopo la diffusione dei dati epidemiologici da parte del governatore Emiliano: «Abbiamo già pronta la bozza dell’ordinanza di chiusura dello stabilimento»

«Ho già l’ordinanza di chiusura per tutto lo stabilimento da affidare al prefetto» – ha riferito il sindaco durante una conferenza stampa che si è tenuta giorno 5/10/2016 – «Ho chiesto alla ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, di validare scientificamente il rapporto presentato dalla Regione Puglia che individua nell’Ilva la causa di un eccesso di malattie e mortalità a Taranto. Attendo una settimana».

L’allarme lanciato ieri dal governatore Michele Emiliano riguarda soprattutto i bambini: tra quelli in età 0-14 anni lo studio del Centro regionale Salute e ambiente rileva eccessi di ricoveri importanti per patologie respiratorie del 26 % quartiere Paolo VI e del 24 % al quartiere Tamburi. «Sono dati inquietanti, li conosciamo soltanto oggi nonostante a quanto pare fossero pronti da mesi. Ma da sempre chiediamo il parere di una autorità al di sopra delle parti, un organo tecnico che avalli scientificamente quei dati – spiega il sindaco – perché l’anidride solforosa, per esempio, non la produce soltanto l’Ilva». Riferimento alla raffineria ENI? (n.d.r.)

«Se ci saranno conferme non posso far altro che difendere la salute dei cittaIppazio Stefanodini e fermare lo stabilimento», dice il primo cittadino. Lo studio epidemiologico realizzato dalla Regione Puglia segnala un boom di tumori in città legato strettamente alla produzione del siderurgico:  più l’Ilva produce, più le persone si ammalano e muoiono di tumori e malattie cardiovascolari. 

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Daniele D'Amico
@1danyda

Nato a Taranto il 25/04/1980, da sempre appassionato di Digital Journalism, Social Network e Digital Marketing. SEO Editor e Social Media Strategist. In costante formazione.

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